Nell’ultima serata di Play-Off, la Svezia e l’Ucraina conquistano la qualificazione all’Europeo; il pari non basta a Danimarca e Slovenia per ribaltare la sconfitta dell’andata.

 

DANIMARCA – SVEZIA 2-2
18′ Ibrahimovic (S), 75′ Ibrahimovic (S), 81′ Poulsen Y. (D), 90′ Vestergaard (D).

A Copenhagen la Danimarca si gioca tutto sin dall’avvio chiudendo la Svezia nella propria metà campo. Dopo diciotto minuti di forcing danese, con Källström che salva un goal sulla linea spazzando in rovesciata sulla traversa, la Svezia gela ancor più del clima il Parken Stadion con uno schema perfetto: corner ancora di Källström, Ibrahimovic si stacca, perso incredibilmente dalla difesa, e con un tocco millimetrico fa centro con la palla che si spegne dolcemente sul secondo palo. I Danesi non reagiscono e qualche minuto dopo sfiorano il tracollo salvati da Schmeichel ancora su Ibra. A fine tempo è sempre Ibra che recupera un pallone decisamente non suo e manda Agger a pochi centimetri dall’autogoal. Nella ripresa la Danimarca va all’assalto disperato, ma la Svezia si chiude bene; la grande occasione al minuto settantuno, con una gran botta ravvicinata di Eriksen che Larsson prima e Isaksson poi respingono con una buona dose di fortuna. Ma dopo quattro minuti Re Ibra sale di nuovo sul trono: punizione perfetta, palla all’angolino e Svezia a Euro 2016. La reazione danese arriva troppo tardi: le zuccate vincenti di Yussuf Poulsen e di Vestergaard nel finale servono solo a evitare la sconfitta interna, ma non a ribaltare il risultato dell’andata.

Si è ripreso la scena Ibrahimovic stasera, dopo che due anni fa, ai Play-off per Brasile 2014, fu Cristiano Ronaldo a rubargliela tenendolo fuori dal Mondiale; oggi si è riconquistato l’Europa, per quella che si fatica a pensare possa essere la sua ultima occasione, vista l’età, proprio per lo strapotere fisico che ha dimostrato nelle due partite, trascinando da solo una squadra decisamente mediocre.

SLOVENIA – UCRAINA 1-1
10′ Cesar (S), 96′ Yarmolenko (U).

A Maribor la partita è una tonnara con innumerevoli accenni e non solo di rissa sin dai primi palleggi. Dieci minuti e la Slovenia riapre tutto: cross da destra di Birsa, mischione in area e Cesar la butta dentro da un metro ridando vita alle speranze slovene. L’Ucraina si chiude ancora di più, la Slovenia sbatte sul muro e Yarmolenko e Konoplyanka provano a ripartire in contropiede ma senza mai troppa convinzione. Nella ripresa l’Ucraina nasconde il pallone alla Slovenia e Handanovic deve salvare in più occasioni. Con l’ingresso di Ilicic la Slovenia comincia a crederci di più e Cesar va ancora vicino al goal ma il suo colpo di testa viene respinto all’ultimo da Pyatov. Ma all’ultimo minuto di recupero Kampl perde un pallone a centrocampo e l’Ucraina riparte in tre contro zero, Kravets serve Yarmolenko che fa uno a uno e porta all’Ucraina il primo Europeo conquistato dalla porta principale.

C’è stato un po’ di tutto nella notte di Maribor: botte, risse, fumogeni, petardi, come purtroppo siamo ormai abituati a vedere da queste parti, ma niente di tutto questo è servito alla Slovenia per ribaltare il risultato di Lviv e agli Europei (forse) di Francia ci andrà l’Ucraina di Fomenko, di Konoplyanka ma soprattutto di Yarmolenko, il vero leader e titolare dell’impresa giallo-blu.

[Foto da www.uefa.com]