L’Inter si fa rimontare e battere nella ripresa, l’Europa è finita

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Sopra comodamente per 0-2 all’intervallo l’Inter riesce nell’impresa di perdere contro l’Hapoel Be’er Sheva. L’Europa League è finita con un turno d’anticipo, gli israeliani rimontano e si giocheranno il passaggio del turno all’ultima giornata.

Può esserci chiunque in panchina, ma finché l’Inter sarà una squadra così mentalmente fragile non andrà da nessuna parte. Mesto addio all’Europa League da parte dei nerazzurri, che in una situazione già critica crollano nella ripresa e buttano via anche le residue speranze di poter agganciare in extremis la qualificazione. Finisce 3-2 per l’Hapoel Be’er Sheva ed è incredibile per quello che si era visto nel primo tempo, dove c’era stata una sola squadra in campo capace di fare due gol e dominare in lungo e in largo: l’Inter continua nel suo percorso autolesionista, capace di risvegliare avversari allo sbando (l’Hapoel Be’er Sheva aveva segnato soltanto nel match del Meazza) e di farsi male da sola, con l’ennesima serie di svarioni che hanno portato ai tre gol israeliani. Stefano Pioli non ha la bacchetta magica, può fare tutti gli accorgimenti tattici che vuole (anche positivi: nel primo tempo si sono viste azioni corali da vera squadra) ma se i giocatori mollano dopo un tempo, e questo era successo sia con Frank de Boer sia l’anno scorso con Roberto Mancini, vuol dire che non sono in grado di giocare ad alti livelli. Una stagione iniziata male prosegue peggio, non ci sarà nemmeno la prova d’appello all’ultimo turno, dove invece l’Hapoel Be’er Sheva, formazione modesta ma brava a sfruttare le amnesie altrui, si giocherà una storica qualificazione a Southampton, con il 3-2 di Ben Sahar al 93′ che darà la possibilità di passare sia vincendo sia pareggiando con gol.

PRIMO TEMPO

Un cross di Buzaglo dopo tre minuti, deviato da Nagatomo, dà un minimo brivido all’Inter perché prende una traiettoria strana e colpisce la parte superiore della traversa rientrando in campo, ma è un episodio isolato che non dà reali indicazioni sull’avvio di gara. L’Inter infatti passa al primo affondo, apertura di Banega sulla sinistra per Éder e traversone basso e teso verso il centro, Mauro Icardi prende il tempo a Miguel Vítor e Tzedek per battere Goresh dal limite dell’area piccola. 0-1 al 12′ e secondo gol consecutivo in coppa per l’argentino, che aveva illuso anche a Southampton. Non arrivano buone notizie da Praga, dove lo Sparta si porta in vantaggio appena prima della rete di Icardi, ma l’Inter continua a controllare la partita e raddoppia al 25′, lo fa con una splendida combinazione tutta di prima in avvio d’azione, poi Éder allarga sulla destra per Marcelo Brozović che rientra sul sinistro e dai venti metri fa partire un mancino rasoterra che sbatte sul palo e finisce dentro, primo centro per il croato in nerazzurro quest’anno dopo aver fatto doppietta con la Croazia due settimane fa. L’allenatore dell’Hapoel Be’er Sheva non accetta la prestazione molle dei suoi e cerca di dare una scossa operando il primo cambio al 36′, con Radi che sostituisce Taha, gli israeliani si notano solo con un tiraccio di Korhut lontanissimo dallo specchio.

SECONDO TEMPO

Traversa in avvio di primo tempo e traversa in avvio di ripresa, stavolta decisamente meno casuale perché si tratta di un gran destro di Icardi che non avrebbe lasciato scampo a Goresh. L’Inter però abbassa drammaticamente la concentrazione e l’Hapoel Be’er Sheva comincia a creare qualcosa, finché al 58′ su cross di Radi dalla destra la difesa nerazzurra si dimentica di marcare Lúcio Maranhão che mette dentro. Partita riaperta e Inter che non si sveglia, su cross respinto Ogu va alla conclusione col mancino e sfiora la traversa, in questa fase ci sono solo gli israeliani in campo che sfiorano il pari con un tocco di Buzaglo a centro area su traversone da sinistra di poco a lato. Al 68′ ecco l’altro punto di svolta, lancio lungo bucato da Murillo, Buzaglo anticipa Handanović e manda sul fondo ma il portiere sloveno esce in maniera scriteriata e gli dà un calcio in faccia col pallone già andato via, evidente il rigore e il secondo cartellino giallo. Entra Carrizo, dal dischetto Anthony Nwakaeme calcia male ma il subentrato argentino non dà forza alla parata e accompagna il pallone dentro. Inerzia totalmente cambiata, non bastano due occasioni per Icardi (destro alto) e Candreva (tiro da fuori respinto da Goresh) perché si capisce che la partita è in mano all’Hapoel Be’er Sheva, Carrizo respinge malissimo due conclusioni non irresistibili ed è fortunato su un destro di Ogu a giro a lato ma al 93′ sbaglia un rinvio, regala una rimessa e con la difesa interista a spasso Gadir serve Ben Sahar che davanti all’ex Lazio non sbaglia e fa esplodere il Turner Stadium.

Con la vittoria dello Sparta Praga per 1-0 sul Southampton i cechi sono già qualificati e primi, mentre Southampton-Hapoel Be’er Sheva sarà uno spareggio per il secondo posto. L’Inter è ultima in maniera indecente, una squadra allo sbando che adesso dovrà tirare fuori l’orgoglio e risalire in campionato, dove giocherà lunedì sera contro la Fiorentina, anch’essa battuta questo pomeriggio in coppa.

IL TABELLINO

Hapoel Be’er Sheva (5-4-1): Goresh; Bitton, Taha (36′ Radi), Miguel Vítor, Tzedek, Korhut; Buzaglo, Hoban (81′ Gadir), Ogu, Nwakaeme; Lúcio Maranhão (75′ Ben Sahar). Allenatore: Bakhar
Inter (4-2-3-1): Handanović; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Brozović, Felipe Melo (63′ Gnoukouri); Candreva, Banega (70′ Carrizo), Éder (60′ Perišić); Icardi. Allenatore: Pioli
Arbitro: Javier Estrada Fernández della federazione spagnola (Martínez – Sobrino; Rodríguez; Hernández – de Burgos)
Reti: 13′ Icardi (I), 25′ Brozović (I), 58′ Lúcio Maranhão, 71′ rig. Nwakaeme, 93′ Ben Sahar
Espulso: Handanović (I) al 68′ per doppia ammonizione
Ammoniti: Korhut, Lúcio Maranhão, Bitton, Nwakaeme (H), Nagatomo (I)

[Immagine presa da corrieredellosport.it]