Le schede delle italiane qualificate ai sedicesimi di Europa League: Napoli

0
Qualificatasi al secondo posto nel proprio girone, il Napoli di Walter Mazzarri continua la propria corsa nell’ Europa League. Tante però le critiche nei confronti della squadra per l’atteggiamento, un po’ superficiale, avuto nell’affrontare la competizione.

 
Lo stato di forma e la rosa
Partiamo subito analizzando il periodaccio che stanno attraversando gli azzurri. La penalizzazione in classifica e la squalifica di Cannavaro (baluardo difensivo) e Grava acuiscono una crisi iniziata dalla sconfitta con l’ Inter. L’ultima partita di campionato persa con il Bologna ha visto sfatare anche il tabù San Paolo, fino a quel momento inviolato. I problemi sembrano però essere soprattutto di natura psicologica che tecnica. Il Napoli infatti si è rinforzato molto in estate acquistando giocatori di spessore come Behrami, Mesto e Gamberini. I tanti gol subiti però mettono in luce una scarsa concentrazione da parte di tutta la squadra, soprattutto su palla inattiva. Molto probabilmente il maggior tasso tecnico ha sì aumentato l’autostima e la personalità della squadra ma al tempo stesso ha abbassato l’asticella dell’umiltà, vero punto di forza dei primi anni di gestione Mazzarri. Oggi ci troviamo di fronte un undici che cerca di fare sempre la partita, giocando sì palla a terra ma peccando in presunzione. Non ultima, la partita con il Bologna ha visto un Napoli farsi rimontare con facilità negli ultimi dieci minuti del match. Questi improvvisi blackout hanno influito anche in altre partite, sia in campionato che in coppa, dimostrando una flessione della fase difensiva rispetto al passato; ben 17 i gol subiti su 17 gare di campionato con una media di 1 gol a partita. Decisamente migliorata è la fase offensiva della squadra che ha garantito 6 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Il solito Cavani non è una sorpresa, così come Hamsik, vice capocannoniere azzurro con 7 reti e 6 assist in Serie A. Lo è invece Lorenzo Insigne, chiamato a sostituire il Pocho Lavezzi, partito questa estate in direzione Parigi. Il giovane talento azzurro sta dimostrando maturità e giocate da campione che fanno ben sperare sia per il futuro del Napoli che della Nazionale. L’acquisto a titolo definitivo di Pandev è invece un ulteriore valore aggiunto all’attacco partenopeo, grazie soprattutto alla sua esperienza. A centrocampo la partenza di Gargano non ha influito sull’assetto della squadra che con Inler (finalmente ritornato ai fasti dell’ Udinese) ed il già citato Behrami, vanta una diga svizzera di assoluto valore. Non bisogna però dimenticare i panchinari come Dzemaili, Britos e Mesto che garantiscono il cambio ai “titolarissimi” di Mazzarri.

Il Leader

Il giocatore insostituibile per Mazzarri è sicuramente Cavani. Il Matador ha ormai raggiunto un livello europeo che gli permette di essere accostato a giocatori dal calibro di Messi, Ronaldo e Falcao senza sfigurare con nessuno. Per il bomber azzurro sono 12 i gol in campionato più 7 in Europa, per un bottino già impressionante. Quello che però stupisce non è solo la sua straordinaria media gol, ma il sacrificio e la dedizione che mette in ogni partita che gioca. Non a caso, anche quando avrebbe potuto riposare, è voluto restare in campo. Uno di quelli che non sente la fatica, nemmeno quando c’è da ritornare in difesa per fare il terzino e ripartire subito in attacco. In percentuale, rappresenta almeno il 50% della squadra. Leader sia in campo che fuori.
Il cammino in Europa
Se in campionato la situazione appare tranquilla, un po’ meno invece è quella in Europa. Arrivato in un girone decisamente morbido con PSV, AIK e Dnipro, il Napoli non è riuscito a qualificarsi come prima, rischiando quindi di incontrare pezzi grossi come Chelsea, Lione e Liverpool. Quello che ha destato maggiori critiche è stata la scelta di schierare un cosidetto Napoli B, imbottito di seconde linee. Il campionato, come ampiamente preventivato ad inizio stagione, è considerato l’obiettivo primario. L’ Europa League? “Andiamo avanti e si vedrà”. Questa in buona sostanza la linea della società alla quale si è dovuto adeguare Mazzarri, preservando i vari Cavani, Hamsik, Pandev ed Inler per il campionato. Questo il bottino finale: 3 vittorie e 3 sconfitte. Appare evidente quindi che se il Napoli vorrà continuare a giocare in questa competizione dovrà affrontarla, prima che con dei titolari, con una mentalità vincente.
Commento Finale
Nonostante gli alti e bassi, il Napoli può essere una mina vagante della competizione. Tutto però dipende da come sarà la situazione in campionato. Se lo scudetto andrà in quel di Torino, allora gli azzurri punteranno tutto sull’ Europa League. Il tasso tecnico della squadra non si discute e di certo mette paura alle possibili avversarie che dovranno incontrare questo Napoli.