Le schede delle italiane qualificate ai sedicesimi di Europa League: Inter

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Qualificata ai sedicesimi della competizione come seconda nel proprio girone (H), la squadra nerazzurra affronterà una delle vincitrici del primo turno o nel caso peggiore una delle compagini retrocesse dalla Champions League. Analizziamo, quindi, prospettive e obiettivi dell’Inter per il proseguo del suo percorso europeo di quest’anno.

 

Lo stato di forma e la rosa

I nerazzurri hanno fino ad ora mostrato un rendimento altalenante sia nel campionato italiano che in Europa, dove a brillanti prestazioni e risultati importanti hanno fatto seguito esibizioni sottotono e/o poco ispirate. Ciò che è chiaramente mancato ai ragazzi di Stramaccioni sino ad ora è senza dubbio la continuità di rendimento ad eccezion fatta per il periodo compreso tra la fine di settembre e l’inizio di novembre, dove i nerazzurri hanno espresso il loro miglior calcio e realizzato una invidiabile serie di successi lunga ben 10 partite. Ciò che l’Inter ha conseguito sino ad ora, ovvero il secondo posto in campionato e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, è figlio di quel fortunato periodo di forma, le ragioni alla cui base sono state individuate da più fonti nella svolta tattica di Stramaccioni, intrapresa con il passaggio alla difesa a tre, il migliore momento fisico generale della squadra unito al maggior numero di giocatori a disposizione, e la convinzione nei propri mezzi che pian piano è aumentata all’interno di squadra, società e tifosi, specie dopo il successo nella stracittadina. Principalmente fino a quando la squadra ha potuto contare su di una forma fisica ottimale e su di un turn over ragionato ed efficace, specie durante l’alternarsi degli impegni tra campionato e coppa, è riuscita ad esprimere al meglio le proprie potenzialità. Nel momento in cui, invece, sono arrivati i primi infortuni e le prime squalifiche, che hanno reso indisponibili alcune pedine fondamentali e molti ricambi utili alle rotazioni, il meccanismo è sembrato incepparsi tanto da vanificare in parte, almeno in campionato, quanto di ottimo era stato fatto durante il mese di ottobre, evidenziando di conseguenza limiti e lacune strutturali di una rosa sulla quale parte del lavoro è stato fatto in estate, ma molto ancora rimane da fare per poter ambire ai massimi traguardi.
Gli acquisti estivi di Palacio e Cassano hanno permesso al reparto avanzato quel salto di qualità fondamentale rispetto alla disastrosa passata stagione, durante la quale l’unico a “cantare e portare la croce” era stato El Principe Milito; anche il contributo del giovane Coutinho, maturato dal prestito all’Espanyol, è stato in tal senso assai rilevante. Il pieno ambientamento di Guarín e gli innesti dei “muscolari” Gargano e Mudingayi hanno poi dato quell’indispensabile linfa ad un centrocampo che necessitava di energie fresche, e dove i veterani Cambiasso e Zanetti, gli “eroi” piegati da mille battaglie potessero finalmente tirare un po’ il fiato. Nel reparto arretrato la “scoperta” Juan Jesus e l’acquisto Handanovic hanno portato qualità e sicurezza alla fase difensiva indispensabili per qualunque squadra ambisca ad essere protagonista in tutte le competizioni.
Una prima opera di ringiovanimento complessivo della rosa e operazioni in uscita in linea con le nuove politiche economiche della società, hanno consegnato a Stramaccioni e tifosi una squadra capace di competere nell’immediato per un posto in Champions League in campionato e sicuramente alla pari con la maggior parte delle compagini partecipanti all’Europa League.

Il leader

Il giocatore più importante dei nerazzurri fino a questo momento è stato Antonio Cassano. Il barese arrivato sul finire della scorsa sessione di mercato, attraverso il discusso scambio con Pazzini (più un conguaglio a favore dei nerazzurri da parte del Milan), s’è immediatamente inserito nei meccanismi di squadra e spogliatoio divenendo ben presto pedina determinante ed insostituibile nello scacchiere tattico di mister Stramaccioni.
Il rapporto con il suo nuovo mister e coi nuovi compagni hanno fornito al giocatore l’ambiente migliore in cui esprimere il suo indiscusso talento calcistico. Nonostante l’età non più verde (30 anni) e la condizione fisica non gli permettano le accelerazioni brucianti di un Ronaldo o gli slalom tra gli avversari di un Messi, la qualità palla al piede di Cassano è merce preziosa e qualità più unica che rara nel povero panorama calcistico italiano, anche quando questa viene esibita da fermo.
Dalle lune del “genio di Bari Vecchia” sono passate sino ad ora le fortune dell’Inter in campionato e da queste crediamo passeranno anche le prospettive europee dei nerazzurri nei prossimi turni ad eliminazione.

Il cammino europeo

L’Inter s’è affacciata a questa competizione europea per la prima volta da quando si chiama Europa League, passando per la scomoda via dei preliminari. La squadra nerazzurra è partita con “l’obbligo morale” di onorare il più possibile la manifestazione, superando almeno le due fasi preliminari e il primo turno a gironi; un risultato conseguito con qualche difficoltà di troppo, specie agli albori del proprio cammino.
Nonostante l’inizio del girone non sia stato esaltante, con il pareggio casalingo contro il Rubin Kazan’ (2-2) per di più acciuffato in extremis, il cammino dell’Inter in Europa League è stato un percorso invidiabile sino a qualificazione ottenuta. “Fortuna” ha voluto che il maggior numero di partite di coppa si siano concentrate nel periodo migliore della squadra, dove i giocatori della rosa a disposizione del mister hanno permesso un efficace “turnazione” e si sono potute ammirare le qualità di alcuni giovani tra cui il più conosciuto Philippe Coutinho e la novità Marko Livaja.
Una volta raggiunto il matematico passaggio del turno, l’Inter non è più riuscita ad ottenere successo alcuno nelle due partite rimanenti: portando a casa una sconfitta pesante subita a Kazan’ (3-0) e il misero punto racimolato contro il Neftchi a San Siro, incassando inoltre in queste ben 5 gol dei 9 totali subiti in tutto il girone. Un evidente calo di motivazioni, coinciso certamente con il crescere del numero degli indisponibili per infortuni, ma utile “cartina tornasole” per interpretare le priorità degli obiettivi dei nerazzurri per questa stagione, onestamente mai nascoste e principalmente concentrate sul raggiungimento del “podio” in Serie A.

Commento finale

Considerando il risultato ottenuto nel girone l’Inter potrebbe affrontare una delle squadre vincenti del primo turno o una delle “retrocesse” dalla Champions Legue – ovvero quelle compagini che si sono classificate come terze. In realtà a parte lo “spauracchio” Chelsea – squadra con grandi qualità ma altrettanti problemi – le altre formazioni non sembrano essere ostacoli insormontabili per l’Inter, e almeno sulla carta i vari Lione, Liverpool o Benfica non possono certo spaventare più di tanto i tifosi della Beneamata. Insidie particolari potrebbero arrivare da trasferte in “ambienti difficili”, come contro il Fenerbahce o la Steaua per citarne solo un paio, ma anche qui niente che non possa essere gestito al meglio da campioni con invidiabili esperienze europee alle spalle.
Il vero metro di valutazione circa le prospettive e gli obiettivi europei dei nerazzurri sarà principalmente legato alla situazione della squadra nel campionato italiano, nel preciso momento in cui avrà da competere anche in Europa League. Come più volte ripetuto dall’allenatore nerazzurro Andrea Stramaccioni, infatti, per volere societario l’Europa League rappresenta per l’Inter una competizione nella quale si vuole certamente fare più strada possibile, ma che risulta di secondaria importanza rispetto al campionato italiano. Obiettivo principale e improrogabile per questa stagione è la qualificazione alla prossima Champions League. Inoltre, in mancanza di un mercato di “riparazione” che continui la strada intrapresa già in estate e che riesca a scrivere la parola fine al “caso Sneijder”, difficilmente Stramaccioni potrà contare su una rosa ugualmente competitiva su più fronti se dovessero ripresentarsi momenti di scarsa forma fisica o emergenze legate ad infortuni.
Per le suddette ragioni molte delle possibilità dell’Inter in Europa dipenderanno certamente dall’avversario che verrà sorteggiato dall’urna di Nyon il 20 dicembre, ma ancor più dal momento che attraverseranno i nerazzurri in campionato: se la classifica di Serie A permetterà di concentrare uomini ed energie anche alla “seconda” competizione europea, e se il mercato di gennaio porterà in dote alternative di qualità, allora l’Inter avrà certamente tutte le carte in regola per competere alla pari con tutti, se non di più; nel caso contrario l’Europa League verrà presto sacrificata a vantaggio di obiettivi sportivamente ed economicamente più importanti.