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Dall'urna di Nyon Jerzy Dudek ha pescato per l'Inter un avversario storico: il Celtic.

 

Era il 25 maggio 1967, il palcoscenico era quello dell'Estádio do Jamor di Lisbona e l'occasione era di quelle speciali: la finale di Coppa dei Campioni. È questo il precedente più importante tra le due squadre e in quell'occasione non andò benissimo ai nerazzurri, che quella finale la persero 2-1 con goal di Mazzola, Gemmell e Chalmers. Andò meglio negli altri due precedenti, sempre in Coppa dei Campioni ma in semifinale cinque anni dopo: gli Scozzesi persero ai rigori dopo un doppio 0-0, ma poi l'Inter di Invernizzi perse la finale contro l'Ajax di Cruijff.

La stagione
Questa è un'altra competizione, l'Europa League, e anche un altro calcio. La coppa più importante quest'anno il Celtic l'ha solo sfiorata: è arrivato a un quarto d'ora da sentire l'inno di Tony Britten risuonare al Celtic Park, quando il tocco sporco di Tavares in mischia ha fatto sprofondare gli Scozzesi in un incubo e portato il Maribor in Champions League. Nella competizione meno nobile il Celtic ha faticato più del previsto: secondo in un girone dominato dal Red Bull Salisburgo, ha dovuto lottare per avere la meglio su avversarie non extra-lusso, come Dinamo Zagabria e Astra Giurgiu, ma che non hanno mai mollato. Decisive in chiave qualificazione proprio le vittorie in casa contro Croati e Romeni, in un Celtic Park più che mai un fattore nella stagione e nella storia degli Hoops.Se in Europa il percorso del Celtic è stato ricco di insidie, in patria i bianco-verdi vanno come un treno. In Scottish Premier League comandano con 38 punti in 16 partite e una spaventosa differenza reti di +23, con Inverness che insegue a sei punti di distacco. In Scottish Cup affronteranno negli ottavi il Dundee a febbraio, dopo aver liquidato con un secco 0-4 gli Hearts of Midlothian nel turno precedente. Infine in League Cup, dopo averne dato tre sempre agli Hearts e ben sei al Partick Thistle, ritroveranno il 1° febbraio l'Old Firm, uno dei derby più antichi e più belli del calcio mondiale, che manca dal lontano 29 aprile 2012, ultimo prima del fallimento dei Rangers.

La rosa
L'allenatore, da quest'anno, è Ronny Deila: norvegese, per otto anni ha difeso i colori dello Strømsgodset, due da giocatore e sei da allenatore, nelle quali vesti ha vinto una Norwegian Cup e una Norwegian Premier League. La rosa ai suoi ordini è di tutto rispetto, soprattutto nel reparto offensivo: tra tutte le competizioni, la coppia Guidetti-Stokes ha già messo a segno diciannove goal, e dietro di loro hanno altri attaccanti di caratura internazionale come il Serbo Scepovic e il Finlandese Pukki.Nel 4-2-3-1 di Deila, con Gordon tra i pali, la coppia centrale titolare è composta da Ambrose, nazionale nigeriano, e Van Dijk, gigante olandese già a segno sei volte in stagione. Sugli esterni invece giocano Matthews e Izaguirre, ma occhio a Lustig, terzino svedese dalla grande esperienza internazionale a dispetto dei suoi 28 anni, che sulla destra è il vero titolare e che è ai box per infortunio. A centrocampo Johansen è un punto fermo, affiancato spesso dall'Isreliano Biton ma anche da Mulgrew, terzino sinistro che però ha dimostrato di saperci fare anche in mezzo al campo. Sulla tre-quarti le opzioni sono tante: McGregor ha iniziato da titolare sulla destra ma nelle ultime partite dall'inizio sono partiti larghi Forrest e Brown, con Commons variabile impazzita e Stokes inamovibile dietro la punta, che ormai sembra essere John Guidetti.

Commenti finali
Dall'urna di Nyon è venuto fuori un avversario temibile per l'Inter, soprattutto perché la storia ci insegna che gli Scozzesi non mollano mai e che il Celtic Park è un fortino difficile da espugnare, se si pensa che negli ultimi anni ci sono state vittime illustri come Ajax, Spartak Mosca e soprattutto Barcellona. Ma comunque non è un accoppiamento troppo sfortunato, alla luce del fatto che i nerazzurri hanno evitato squadre come Tottenham, Liverpool e i campioni in carica del Siviglia. E poi l'Inter è sempre l'Inter, sia per prestigio internazionale sia per un organico che sulla carta sembra decisamente superiore. Di sicuro quello tra Celtic e Inter sarà, per storia, atmosfera e spettacolo, tra i confronti più interessanti di tutto il turno dei sedicesimi.

[Immagine da www.worldfootball.net]