Con una prestazione clamorosa l’Atalanta demolisce il Sarajevo e accede al terzo turno di qualificazione di Europa League: 0-8 il risultato finale, con cinque gol segnati nel primo tempo.
E menomale che sarebbe dovuta servire una grande prestazione per passare il turno. L’Atalanta esegue alla perfezione quanto le era stato chiesto e si qualifica al prossimo turno di Europa League con una prestazione scintillante, umiliando il modesto Sarajevo con un nettissimo 0-8 che rimette un po’ a posto le cose dopo l’andata a Reggio Emilia. Anche sette giorni fa sarebbe potuta finire in goleada, ma dopo il 2-0 i nerazzurri si erano forse rilassati eccessivamente concedendo ai bosniaci la possibilità di rimettere in discussione la qualificazione che poteva già essere ipotecata con una settimana d’anticipo: stavolta la squadra di Gian Piero Gasperini ha imparato la lezione e ha approcciato la trasferta in Bosnia con una furia agonistica strepitosa, non lasciando nemmeno le briciole agli avversari che hanno dimostrato tutti i loro limiti e il fatto che, oggettivamente, sarebbe stato assurdo vederli andare avanti. C’era il rischio di sciupare un biennio memorabile uscendo ancor prima dell’inizio del campionato, invece sono arrivati otto gol e ancora una volta coi difensori protagonisti, perché se è vero che Alejandro Gómez (doppia prodezza per il Papu, dopo qualche occasione buttata al vento tra la scorsa stagione e l’andata) e Musa Barrow (primi gol internazionali in carriera, addirittura con una tripletta che non potrà mai dimenticare) hanno messo firme multiple sulla goleada è stato fondamentale ancora una volta l’apporto dei difensori, una costante dell’Atalanta da quando c’è Gasperini. Due centrali avevano fatto gol a Reggio Emilia e altrettanti, peraltro diversi, hanno messo in chiaro la differenza di valori tecnici in campo, con José Luis Palomino (al quale la doppietta è stata negata da un anticipo che ha causato l’autogol dello 0-5 con cui si è chiuso il primo tempo) ad aprire le marcature in avvio per scacciare di dosso qualche timore e Andrea Masiello a far capire che stava davvero diventando una serata di gloria, poi trasformatasi in roba da libri di storia perché si tratta del successo più largo nella storia dell’Atalanta in campo internazionale e di uno degli scarti più ampi di sempre per un’italiana nelle coppe europee. La squadra che ha divertito per due anni continua quindi il suo percorso, e ora potrà affrontare gli altri passaggi prima di ritrovare quella fase a gironi dove tanto aveva entusiasmato nella passata stagione.
PRIMO TEMPO
Serviva un episodio, magari anche fortunato, per dimenticare Reggio Emilia e l’Atalanta lo trova dopo tre minuti scarsi: corner del Papu battuto in porta che Pavlović respinge non benissimo sulla linea, Velkoski alza un rivedibile campanile e José Luis Palomino di testa anticipa il portiere sbloccando la situazione. È il segnale che la partita diventa completamente diversa rispetto a quanto ci si potesse aspettare, e chi aveva molto da farsi perdonare rispetto a sette giorni fa era Alejandro Gómez che al 14′ cancella qualsiasi discussione, accentrandosi da sinistra per far partire un magnifico destro nell’angolino basso lontano, imparabile. Un gol bellissimo quello dell’argentino e Atalanta che in un quarto d’ora ha già messo in discesa la situazione, ma non si ferma e tre minuti dopo più o meno dalla stessa posizione Freuler tenta di emulare il compagno con un tiro deviato di poco a lato, dal corner respinto Gómez effettua un nuovo cross che la difesa gestisce ancora male, sponda di Barrow per Andrea Masiello e destro deviato che si insacca sul primo palo. Quattro gol su cinque dai difensori, numeri clamorosi che però ancora Alejandro Gómez prova a riequilibrare dieci minuti dopo, ricevendo una palla sporca da Freuler senza nemmeno controllarla bene, ma quanto basta per avanzare qualche metro e scagliare un altro gran destro che Pavlović sfiora con qualche colpa senza allontanarlo. 0-4 e qualificazione già in cassaforte, al 33′ ci prova Pessina con un sinistro dal limite alto e al 38′ diventano cinque, come sul primo gol corner tagliato del Papu sul quale Palomino sarebbe pronto a fare doppietta, ma prima di lui lo anticipa Mersudin Ahmetović che infila la sua porta. Diventa pesante il clima allo stadio, col portiere Pavlović che, beccato dai suoi stessi tifosi, risponde mostrando il dito medio: da non escludere che stasera possa essere stata la sua ultima presenza col club.
SECONDO TEMPO
Inizia la ripresa e si chiude subito il primo set: Hateboer sfonda da destra e crossa, Pavlović ne combina un’altra dimostrando che i suoi tifosi forse non hanno tutti i torti a fischiarlo, Musa Barrow si avventa sulla respinta corta e in acrobazia fissa lo 0-6. Non c’è più ovviamente partita, entra Duván Zapata che al 70′ partecipa anche alla settima marcatura, con un bel movimento in area che poi Musa Barrow concretizza nella sua doppietta personale con un sinistro rasoterra. Il secondo tempo diventa un monopolio del gambiano classe 1999, che all’86’ su cross da sinistra di Gosens sfrutta un primo tentativo di colpo di testa di Zapata deviato per raccogliere al limite dell’area piccola e fare tripletta: 0-8 e la partita si chiude così, ovviamente senza recupero, con la tripletta di Musa Barrow.
Atalanta al terzo turno di qualificazione di Europa League, il suo secondo preliminare visto che ce ne vorranno tre per andare ai gironi: giovedì prossimo l’andata contro la vincente di FH (Islanda) o Hapoel Haifa (Israele), al momento ferma sullo 0-0 all’intervallo partendo dall’1-1.
IL TABELLINO
Sarajevo (4-2-3-1): Pavlović; Hebibović, Dupovac, Mujakić, Pidro; Adukor, Rahmanović (75’ Stanojević); Šišić (83’ Tatar), Velkoski, Halilović; Ahmetović (70’ Handžić). Allenatore: Musemić
Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Tolói (74’ Castagne), Palomino, Masiello; Hateboer, de Roon (55’ D. Zapata), Freuler (81’ Valzania), Gosens; Pessina; Barrow, A. Gómez. Allenatore: Gasperini
Arbitro: Stuart Attwell della federazione inglese (Smart – Cook; Friend)
Reti: 4’ Palomino, 14’, 28’ A. Gómez, 18’ Masiello, 38’ aut. Ahmetović, 51’, 70’, 86’ Barrow
Ammoniti: Tolói (A), Hebibović, Adukor (S)
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