All’Artemio Franchi va in scena il debutto stagionale della Fiorentina in Europa League, il big match del Gruppo I tra i Viola e il Basilea, vinto da quest’ultimi per 1-2 con il risultato ribaltato negli ultimi venti minuti.
Il grande ex di serata Paulo Sousa conferma la difesa a tre, schierando a protezione di Sepe un trio formato da Astori, Gonzalo Rodríguez e Roncaglia. Marcos Alonso e Kuba sono gli esterni a tutto campo, mentre il centrocampo è formato da Mati Fernández, con licenza di avanzare a ridosso degli attaccanti, Badelj e Borja Valero. Davanti, Josip Ilicic a supporto di Nikola Kalinic. Urs Fischer risponde con un 4-4-2 compatto, con Xhaka, Suchý, Høegh e Lang in difesa. Coppia di centrocampisti formata da Elneny e Zuffi, il primo di sciabola, il secondo di fioretto, con Bjarnason e Boëtius sulle fasce. In attacco, il gigante Marc Janko è affiancato dal classe ’97 Breel-Donald Embolo.
PRIMO TEMPO
Bastano tre minuti perché la strada dei padroni di casa sia spianata: Facundo Roncaglia taglia la difesa avversaria con un pallone radente che termina tra i piedi di Nikola Kalinic, il croato colpisce il pallone con un braccio, calcia in porta ma si vede respingere il pallone, che però passa: Kalinic si distende per il tap-in, probabilmente colpendo ancora di mano, rimpallo sul centrale avversario Suchý e rete: 1-0 Fiorentina. Il Basilea si rifugia nella propria metà campo, reagendo al possesso palla dei padroni di casa in maniera attendista: Borja Valero detta i tempi, il pallone gira tra le maglie Viola, ma i ragazzi di Fischer accorciano la distanza tra le linee di difesa e centrocampo attendendo di poter ripartire. La Fiorentina tesse la manovra ma prova più volte a penetare oltre la difesa degli svizzeri con le verticalizzazioni, non sempre con esito. Al quarto d’ora di gioco Mati Fernández prova un tiro a giro da fuori che viene bloccato da Vaclík, mentre cinque minuti più tardi torna caldo l’asse Roncaglia-Kalinic, con un lancio lungo del centrale argentino a cercare la testa del croato: il pallone viene intercettato da Høegh, che cerca il retropassaggio all’indietro per il portiere, ma ingenuamente lo scavalca e rischia seriamente l’autogol, l’estremo difensore degli ospiti recupera il pallone a pochi centimetri dalla linea di porta. Il primo momento di predominio Viola si spegne con il passare dei minuti e il Basilea inizia a giocare il pallone e imbastire un possesso palla, nonostante i mezzi tecnici di manovra siano piuttosto limitati. Dove non manca la qualità è l’attacco, per gli svizzeri, perché Embolo è in serata e al 28′, accentrandosi dalla sinistra, si mangia in dribbling Roncaglia e cerca di battere Sepe con un piatto destro che l’ex Empoli neutralizza. La prima metà di gioco si conclude con nel segno degli ospiti, che hanno anche alzato la linea difensiva, ma chiudono in svantaggio allo scoccare del quaranticinquesimo.
SECONDO TEMPO
In vista del secondo tempo Paulo Sousa è costretto a effettuare il primo cambio della gara: l’acciaccato Josip Ilicic, in una delle sue classiche serate no, viene sostituito da Khouma Babacar. Lo sloveno non ha unito i reparti, anzi, ha abbandonato Kalinic a sé stesso, come corpo estraneo dell’attacco: in molte occasioni il primo possesso dei Viola, gestito all’altezza della linea mediana, non ha trovato sviluppo e il pallone difficilmente si è spinto fino al centravanti, se non con un lancio di fortuna o con qualche buon guizzo di Mati Fernández. Il secondo tempo si apre con gli ospiti in avanti, ma la prima vera occasione della ripresa è Viola: Babacar raccoglie palla dopo una punizione in zona offensiva degli avversari e dà il via a un contropiede che si protrae fino alla sovrapposizione di Kuba, Il polacco viene servito sulla destra, con un tocco di esterno si libera del portiere e da posizione defilata cerca lo specchio ma trova il palo. Al 52′ però, la Fiorentina trema: Zuffi, dall’interno dell’area, batte di destro Sepe, ma il gol viene annullato per posizione irregolare. La Fiorentina non ci sta a essere messa sotto e inizia a pressare con veemenza gli avversari delegati all’uscita difensiva della palla: Mati Fernández, Babacar e Kalinic attaccano Høegh, Suchý ed Elneny. Al 59′ Mati Fernández ottiene palla e apre per Kuba, che mette in mezzo e Kalinic cerca una pirotecnica rovesciata, ma il croato sbuccia il pallone senza insidie. Al 65′, però, la partita cambia totalmente a causa di un episodio: il portatore di palla a centrocampo del Basilea scarica ad un compagno: Gonzalo Rodríguez, con una buona dose d’irresponsabilità, interviene in ritardo e con il piede a martello. L’arbitro non ha dubbi ed espelle l’argentino, cambiando inevitabilmente le sorti della gara. Sousa toglie Mati e chiude i buchi con Pasqual, imbastendo una difesa a quattro con Roncaglia, Tomovic (entrato per Astori), Alonso e lo stesso Pasqual. Al 70′ i Viola pagano concretamente lo scotto della follia e Birkir Bjarnason, lasciato libero al limite dell’area, fulmina Sepe con una fucilata sul primo palo: 1-1. Con la superiorità numerica gli svizzeri tornano a farsi insistenti, guidati dall’uomo chiave della squadra: Breel-Donald Embolo. Il ragazzo di origini camerunesi ha giocato una partita fuori dal comune, svariando sul fronte offensivo, immarcabile per il suo mix di tecnica, fisico e personalità. Uscirà dal campo solo dopo aver realizzato tre tunnel, una statitica eloquente, visto che il cosiddetto “canito” è un lusso che non tutti se la sentono di concedersi. Proprio sugli sviluppi del terzo dei tre tunnel, il centrocampista Mohamed Elneny riceve palla fuori area e carica un destro al tritolo che si insacca sotto l’incrocio, letale per un incolpevole Sepe. Il gol del 1-2 è un duro colpo per i padroni di casa, che non si danno per vinti e provano l’arrembaggio disperato: all’84’, la manovra offensiva dei Viola si spinge fin dentro l’area avversaria, ma per ben due volte gli attaccanti vengono fermati dalla difesa svizzare in maniera dubbia. Prima Babacar, poi Kalinic, entrambi protagonisti di contatti non ravvisati dall’arbitro, oggetto dell’ira funesta del popolo del Franchi.
I quattro minuti di recupero passano senza che il punteggio cambi, e la Fiorentina deve digerire il boccone amaro: l’esordio termina con una sconfitta. Una Fiorentina molto incostante nell’esprimere il proprio gioco, tanto che in molti momenti della gara si è ritrovata schiacciata territorialmente da una squadra inferiore tecnicamente. Il lato positivo è che la manovra difensiva sembra più solida, ma paradossalmente è stato proprio il gesto sconsiderato di un difensore, e per giunta il più forte, a causare la disfatta. Paulo Sousa ha ancora molto su cui lavorare, ma nel frattempo deve metabolizzare questa sconfitta casalinga, che, visto il pareggio tra Lech Poznan e Belenenses per 0-0, relega la Viola in fondo al Gruppo I con 0 punti.
IL TABELLINO
Fiorentina (3-4-3): Sepe; Roncaglia, Go. Rodríguez, Astori (68′ Tomovic); Blaszczykowski, Borja Valero, Badelj, M. Alonso; Ilicic (46′ Babacar), Kalinic, M. Fernández (68′ Pasqual). Allenatore: Paulo Sousa
Basilea (4-4-2): Vaclík; T. Xhaka, Høegh, Suchý, M. Lang; Bjarnason, Elneny, Zuffi, Boëtius (72′ M. Delgado); Embolo, Janko (87′ Callà). Allenatore: Fischer
Arbitro: Michael Oliver della federazione inglese (Burt – Beswick; Collin; Marriner – Mason)
Reti: 4′ Kalinic (F), 71′ Bjarnason, 79′ Elneny
Espulso: Go. Rodríguez (F) al 66′ per gioco scorretto
Ammoniti: T. Xhaka, Suchý, Janko (B), Roncaglia (F)
Articolo scritto da Federico Raso (Twitter: @Federico_FR24)
[Immagine presa da uefa.com]

