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I bianconeri sconfiggono ancora di misura i francesi, con i gol di Pirlo (su punizione) e di Marchisio, con il pareggio di Briand in mezzo. La Juve torna in una semifinale di competizione europea dopo undici anni (ultima volta in Champions, poi fu finale con il Milan) e si avvicina al grande appuntamento della finale nel suo stadio.

 

Tutto come previsto. Nonostante qualche sofferenza dovuta all’intraprendenza e all’organizzazione del Lione, la Juve, forte dell’1-0 dell’andata, ottiene il massimo risultato, battendo ancora una volta i francesi e centrando il passaggio alle semifinali di Europa League, dove affronterà una fra Benfica, Siviglia e Valencia. Un ultimo ostacolo prima di quella che potrebbe essere la ciliegina sulla torta di questa stagione ma anche dell’intera era Conte, che potrebbe raggiungere il picco con uno storico “double” campionato-Europa League. Ma non sarà facile, affatto. Basti vedere la sofferenza che anche oggi ha accompagnato i bianconeri per buona parte della gara, con il Lione pericoloso in più di una occasione nel lasso di tempo fra i due gol subìti, sintomo di una stanchezza ormai lampante, che però condiziona poco i risultati, sempre esaltanti: dopo questo 2-1 sono 21 le vittorie stagionali totali in casa, a fronte di 24 partite giocate allo Juventus Stadium (le altre tre sono finite in pareggio), in più i bianconeri sono imbattuti in Europa League da 16 gare. L’impressione è comunque che la squadra di Conte sia pronta a questo rush finale, anche perché quando la posta in palio si alza i suoi uomini hanno abituato a dei filotti importanti di vittorie negli ultimi anni. In questa stagione inoltre sono venuti fuori i campioni della Juve, capaci di risolvere da soli anche le partite più complicate: oggi per esempio ci ha pensato Andrea Pirlo a sbloccare la contesa con uno dei suoi calci di punizione, mettendo decisamente in discesa la situazione fin dai primissimi minuti di gioco. Da un lato ciò ha risvegliato il Lione, ma dall’altro ha dato tranquillità (forse troppa) ai bianconeri, bravi e fortunati nel finale a salvare prima il pari, poi a raddoppiare con un mezzo autogol di Umtiti. Unica nota negativa della serata, se vogliamo, è la maledizione europea di Tevez, che neanche stavolta, nonostante qualche ghiotta occasione (e un gol annullato), è riuscito a sbloccarsi in una competizione continentale.

PRIMO TEMPO
Juve in campo con la solita difesa formata da Caceres, Bonucci e Chiellini, a centrocampo si vedono Isla e Vidal, schierati al posto di Lichtsteiner e Pogba, in attacco spazio alla nuova coppia Tevez-Vucinic. Il Lione risponde con gli stessi undici scesi in campo una settimana fa in Francia, e quindi con Malbranque ancora nel ruolo di “anti-Pirlo”. L’inizio del match è di marca bianconera: qualche bel tocco di Vucinic getta le basi per le prime occasioni della Juve, che cerca di colpire già al 4′ con un bellissimo tiro di Tevez dai 20 metri alto di pochissimo. Su un’accelerazione dello stesso Apache nasce il gol fulmineo del vantaggio bianconero: il fallo che lo ferma è al limite dell’area, nella mattonella preferita da Andrea Pirlo, che non esita a piazzare il pallone laddove Lopes non può mai arrivarci. La conclusione del centrocampista della Nazionale viaggia a mezza altezza, con la precisione e la forza giusta per scavalcare appena una barriera comunque immobile e spiazzare l’estremo difensore dei transalpini, che rimane fermo a guardare sul suo palo. Dopo il gol continua l’assalto alla porta di Lopes, salvato da alcune deviazioni fortuite sui tentativi di Tevez e Bonucci dalla distanza, ma piano piano esce pure il Lione, soprattutto attraverso il gioco sulle fasce, dove Bedimo e Lacazette mettono in difficoltà Isla e Caceres da una parte e Tolisso impegna Asamoah dall’altra. Proprio da una sgaloppata del giovane terzino destro francese nasce il corner sui cui sviluppi un perfetto colpo di testa di Jimmy Briand sorprende Buffon. rimasto troppo confidente sulla marcatura in realtà insesistente del suo compagno Marchisio sull’attaccante avversario, bravo a districarsi con le braccia dalla pressione del “Principino” sul cross improvvisato di Mvuemba. A seguito dell’impasse iniziale, i transalpini cominciano a macinare gioco e a credere nella possibile rimonta, impensierendo il popolo bianconero che già assaporava la facile chiusura del match. Al 29′ Buffon si riscatta parzialmente del gol subito con un buon intervento su tiro forte ma centrale del capitano Gonalons, poi non succede più nulla per i restanti quindici minuti di gioco, dove si susseguono imprecisioni da ambo le parti. Troppi i palloni buttati dalla Juve, che non riesce a impostare come al solito dalla difesa, oggi particolarmente carente di qualità e rapidità di esecuzione dei lanci lunghi, specialità di casa Bonucci, poco sfruttata stasera. Bene Pirlo, non solo autore del gol ma anche parte attiva della contesa in fase difensiva; poco efficace l’attacco, splendido nei primi dieci minuti, inconcludente per il resto del primo tempo.

SECONDO TEMPO
La Juve prova a colpire dalle fasce, poco sfruttate nella prima frazione: prima Isla si fa intercettare un cross da buona posizione da Lopes, poi si accende Asamoah, che prima lascia partire un diagonale pericolosissimo che Tevez sfiora soltanto a ridosso dell’area piccola, poi conclude verso lo specchio della porta trovando una buona risposta del portiere avversario. Al 60′ Conte decide di cambiare uno sfinito Vucinic per il fresco Llorente, che subito guadagna un calcio d’angolo: sui suoi sviluppi, Tevez vede venire annullato quello che sarebbe stato il primo gol in Europa dopo cinque anni, giustamente per una sua posizione di fuorigioco al momento del cross di Pirlo. Lo stesso Apache pochi minuti dopo perde un pallone sanguinoso in mezzo al campo, costringendo al fallo (non così evidente) Chiellini. Dal limite dell’area calcia la punizione Mvuemba, che fa venire i brividi ai 40000 dello Stadium ma non a Buffon, sicuro nel respingere il pallone a due mani il più lontano possibile. Sul recupero dei suoi compagni si innesca un contropiede, Pirlo cambia lato di campo verso Isla, che mette giù e serve Marchisio, un’occhiata al centro ma decide di scagliare il suo destro dalla distanza, deviazione decisiva di Umtiti e 2-1. Finita. La Juve con questo gol mette la parola fine alla pratica qualificazione alle semifinali e alla (leggera) sofferenza causata dal Lione, comunque pericoloso con la punizione di Mvuemba poco prima. Nel finale c’è solo spazio per due tentativi dei neo entrati Gomis e Giovinco, il primo facile da scongiurare per Buffon, il secondo un po’ più pericoloso (nelle intenzioni) ma ancora meno efficace.

43 in tutto, 6 in stagione (record nell’Europa che conta): questi sono i numeri legati alle punizioni (mai banalmente) trasformate dal genio della materia, Andrea Pirlo, oggi protagonista al di là del gol di una prestazione da vero campione, fatta di tante intercettazioni e palle recuperate, oltre che di pazienza, per sopportare l’asfissiante marcatura di Malbranque. E’ lui il migliore in campo di una sfida che decreta il ritorno in una semifinale europea di una squadra italiana dopo quattro anni dall’ultima volta (Inter nel 2010), addirittura dopo sei se si considera la sola Europa League/Coppa UEFA (Fiorentina nel 2008). Venerdì pomeriggio si scoprirà chi sarà il nuovo avversario dei bianconeri, che saranno impegnati nelle semifinali il prossimo 24 aprile e 1 maggio.

TABELLINO

Juventus (3-5-2): Buffon; Caceres, Bonucci, Chiellini; Isla, Vidal (75′ Pogba), Pirlo, Marchisio, Asamoah; Tevez (78′ Giovinco), Vucinic (60′ Llorente). A disp.: Storari, Ogbonna, Lichtsteiner, Osvaldo. All.: Conte

Lione (4-3-1-2): A. Lopes; Tolisso, Konè, Umtiti, Bedimo; Ferri, Gonalons, Mvuemba; Malbranque (76′ Danic); Briand (71′ Njié), Lacazette (70′ Gomis). A disp.: Vercoutre, Zeffane, Bisevac, Fekir. All.: Garde

Arbitro: Alberto Undiano Mallenco (ESP)

Marcatori: 4′ Pirlo, 18′ Briand (L), 68′ Marchisio

Ammoniti: Umtiti e Gonalons (L); Marchisio e Bonucci (J).

(fonte immagine: it.uefa.com)