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Nel giorno del cinquantesimo compleanno di Roberto Mancini l’Inter batte 2-1 il Dnipro e ottiene il primo posto definitivo nel girone F di Europa League.

 

La rimonta stavolta è completa. Mai quest’anno l’Inter aveva vinto partendo da posizione di svantaggio, e con Mazzarri solo due volte era riuscita a ribaltare il risultato nell’ultimo anno e mezzo, ma stasera il capovolgimento di fronte vale più dei tre punti perché significa anche qualificazione e certezza del primo posto nel girone. Un successo soffertissimo, giocando un tempo in dieci contro undici e con una spettacolare prova da parte di Handanovic, capace di neutralizzare il sesto rigore consecutivo in maglia nerazzurra e di altri interventi utili per mettere una pezza ai tantissimi errori individuali dei suoi compagni. Una serie impressionante di disattenzioni che potevano costare caro, dalla leggerezza di Juan Jesus in occasione dello 0-1 al secondo giallo di Ranocchia dopo appena sedici secondi dall’inizio della ripresa, nonostante ciò però l’Inter ha reagito ed è riuscita ad avere la meglio sul Dnipro, fin qui imbattuto in trasferta tra campionato locale ed Europa League. Mancini, dal palco in tribuna vista la squalifica, avrà potuto notare il talentissimo Yevhen Konoplyanka (uno da prendere a prescindere dal rigore sbagliato) e magari se lo sarà segnato tra i nomi da suggerire nel mercato di gennaio, per ora si deve accontentare del materiale a sua disposizione e dovrà cercare di far rimanere i suoi giocatori concentrati per tutti i novanta minuti, in modo da evitare il ripetersi delle follie di stasera. Quest’Inter ha già un gioco più fluido, attacca con più uomini e trova inserimenti negli spazi ma sbaglia tantissimo individualmente, e certi errori alla lunga si pagano. La notizia di serata è che a ogni evento negativo i nerazzurri hanno sempre risposto con un gol (il pari di Kuzmanovic al rigore concesso e il 2-1 di Osvaldo all’espulsione di Ranocchia), dimostrando un carattere quasi del tutto sconosciuto alla gestione precedente, nella quale peraltro l’Europa League veniva vista come una scocciatura e non come una competizione da vincere: il cambio di mentalità è evidente, visto che Mancini ha messo la miglior formazione possibile, con il varo della coppia d’attacco Icardi-Osvaldo con Hernanes alle spalle e la conferma della difesa già vista nel derby.

PRIMO TEMPO
Primo quarto d’ora piuttosto bloccato anche perché il Dnipro pressa nella metà campo avversaria e mette in seria difficoltà i giocatori dell’Inter, al 12′ Handanovic sbaglia completamente il rinvio e calcia addosso a Cheberyachko che però viene contrastato e non riesce a sfruttare il regalo, sulla prima disattenzione l’Inter si salva ma sulla seconda no, Juan Jesus regala un’altra palla agli avversari, Konoplyanka riceve al limite da Kalinic e calcia forte di sinistro, Handanovic respinge corto senza allontanare e Ruslan Rotan mette dentro da pochi metri, al 16′ gli ucraini passano ma la colpa è tutta dell’Inter. Pochissima concentrazione da parte nerazzurra, Ranocchia rischia di prendere due ammonizioni in pochi minuti (graziato sul secondo intervento falloso) e al 27′ Guarín sgambetta Cheberyachko poco dentro l’area concedendo al Dnipro un calcio di rigore solare. Sul dischetto va il tanto atteso Konoplyanka ma si trova davanti un mostro dagli undici metri, Handanovic intuisce l’angolo e respinge il sesto rigore consecutivo (Sampdoria e Parma l’anno scorso, Torino, Cagliari e Verona in questa stagione), la parata dello sloveno dà di fatto la sveglia all’Inter che due minuti più tardi ottiene il pareggio, su una punizione di Hernanes Juan Jesus viene buttato giù, si accende una mischia al limite dell’area piccola e dopo un rimpallo la palla arriva a Zdravko Kuzmanovic che apre il piatto destro e la piazza rasoterra in mezzo a una selva di gambe. Primo gol con l’Inter per il serbo, a secco addirittura dal 7 aprile 2012 quando giocava con lo Stoccarda, contro il Mainz. L’Inter avrebbe anche la chance per passare in vantaggio al 34′, Icardi tocca dentro per Nagatomo che va al tiro di destro mandando sul fondo, nell’occasione si scontra con Boyko facendosi male alla spalla: dentro Campagnaro. L’ultima azione pericolosa è del Dnipro, con un colpo di testa alto del centrale Douglas Bacelar al 44′.

SECONDO TEMPO
Andrea Ranocchia non fa neanche in tempo a rientrare in campo dall’intervallo che deve già uscire, espulso per doppia ammonizione dopo un fallo a centrocampo su Kalinic al sedicesimo secondo. Immensa stupidaggine del capitano interista, e la sua squadra come col Verona è costretta a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica, ma pur restando in dieci al 50′ arriva lo stesso il vantaggio, Dodô costruisce da sinistra e serve in mezzo Hernanes, gran tocco filtrante per Pablo Daniel Osvaldo e destro a incrociare che supera Boyko. Torna a segnare l’italo-argentino dopo praticamente due mesi, l’ultima volta era stata nella disfatta col Cagliari, poi l’infortunio. Partita ora tranquilla e in discesa? Ovviamente no, ci pensa Campagnaro a dare una clamorosa chance al Dnipro per pareggiare rinviando addosso a Rotan, Kalinic colpisce a botta sicura da pochi metri ma Handanovic con un tuffo pazzesco salva, il centravanti croato tocca di nuovo a porta vuota e Juan Jesus salva sulla linea. Inter quasi in trincea costretta ad attaccare solo su calcio piazzato, Guarín di testa sfiora il tre a uno su bel cross di Kuzmanovic ma manda alto, gli attacchi ucraini sono respinti al mittente con affanno e con Handanovic che deve fare gli straordinari anche in uscita, all’80’ l’ennesimo fallo di Juan Jesus comporta una punizione dal limite, parte Rotan col sinistro e manda sul fondo di un niente sfiorando l’incrocio dei pali. Ancora Konoplyanka sfiora il 2-2 con Handanovic che esce alla disperata e salva, l’Inter attende con ansia il 90′ e a un minuto dal termine prende gol ma la segnalazione di fuorigioco dell’assistente sul colpo di testa di Seleznyov invalida tutto e fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il Meazza, che può poi festeggiare al fischio finale.

La trasferta in Azerbaigian per giocare contro il Qarabag sarà una tranquilla gita di piacere, l’Inter giocherà solo per il ranking senza nessun obbligo di classifica perché con la vittoria odierna si assicura l’aritmetica certezza del primo posto nel gruppo F, mentre il Dnipro si giocherà il passaggio del turno col Saint-Étienne, autore di cinque pareggi su altrettante partite di coppa. Fino a febbraio Mancini potrà concentrarsi sulla Serie A, l’ultima sua vittoria con in Italia era datata 18 maggio 2008 (0-2 a Parma e vittoria del campionato), in generale l’Inter non vinceva dall’1-0 sulla Samp del 29 ottobre, ma ora è attesa dalla delicata trasferta dell’Olimpico contro la Roma.

IL TABELLINO
Inter (4-3-1-2):
Handanovic; Nagatomo (37′ Campagnaro), Ranocchia, Juan Jesus, Dodô; Guarín, Kuzmanovic, Medel; Hernanes (60′ Obi); Osvaldo, Icardi (55′ Andreolli). Allenatore: Nuciari (Mancini squalificato)
Dnipro (4-2-3-1): Boyko; Fedetskiy (70′ Matheus), Douglas, Mazuch (82′ Selezynov), Vlad; Kravchenko (73′ Bruno Gama), Cheberyachko; Luchkevych, Rotan, Konoplyanka; Kalinic. Allenatore: Markevych
Arbitro: Bobby Madden della federazione scozzese (Chambers – Ross; Stevenson; Beaton – Dallas)
Reti: 16′ Rotan (D), 30′ Kuzmanovic, 50′ Osvaldo
Espulso: Ranocchia (I) al 46′ per doppia ammonizione
Ammoniti: Hernanes, Guarín (I)
Note: al 28′ Handanovic (I) ha parato un rigore a Konoplyanka (D)

[Immagine presa da uefa.com]