Europa League: scheda del Red Bull Salisburgo, avversario della Lazio

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Sono rimaste in otto in Europa League, fra cui una italiana: è la Lazio, che nell’urna di Nyon ha pescato gli austriaci del Red Bull Salisburgo. Non è certo l’Atlético Madrid, ma il suo ruolino di marcia fa sì che non vada sottovalutato.

Lazio e Red Bull Salisburgo si sono già sfidate in Europa League: nella fase a gironi della stagione 2009-2010 gli austriaci vinsero entrambe le partite per 2-1, imponendosi all’Olimpico alla prima giornata con un gol al 93′. La società è dal 2005 di proprietà della Red Bull che ha imposto il cambio di nome e una riorganizzazione del club, che però sin qui non è mai riuscito a qualificarsi alla Champions League, uscendo sempre nei turni preliminari o ai play-off. Originariamente si chiamava Austria Salisburgo ma in Italia è stata conosciuta anche come Casino Salisburgo, denominazione con cui ha raggiunto la finale di Coppa UEFA nel 1993-1994, perdendo nella doppia finale contro l’Inter con un doppio 1-0.

LA STAGIONE EUROPEA

È imbattuto su sedici partite e ha iniziato a giocare addirittura l’11 luglio, nel secondo turno preliminare di Champions League superato facilmente contro i maltesi degli Hibernians (0-3 e 3-0), poi però è stato fatto fuori dal Rijeka con due pareggi (1-1 in casa, 0-0 in Croazia) e ha dovuto nuovamente abbandonare le speranze di qualificarsi alla massima competizione europea per club. Retrocesso in Europa League si è sbarazzato del Viitorul ai play-off (1-3 e 4-0) per poi essere inserito nel Gruppo I con Konyaspor, Marsiglia e Vitória SC. Pur senza entusiasmare (appena sette gol fatti e uno solo subito, nell’1-1 della prima giornata a Guimarães) ha vinto il girone, con dodici punti frutto di tre vittorie e altrettanti pareggi, poi nella fase a eliminazione diretta ha evitato la sconfitta in casa della Real Sociedad al 94′, trovando il 2-2 con il giapponese Takumi Minamino risultato utilissimo per passare il turno, visto il 2-1 del ritorno. Agli ottavi il capolavoro, eliminando il Borussia Dortmund grazie al successo per 1-2 del Westfalenstadion seguito dallo 0-0 della Red Bull Arena.

LA SQUADRA

Nessun nome conosciuto a livello internazionale, ma tanti giocatori funzionali che rendono. L’allenatore è il tedesco Marco Rose, un passato da difensore soprattutto al Mainz e al suo debutto da tecnico di una prima squadra (se si eccettua il 2012-2013 alla Lokomotive Lipsia, curiosamente la formazione “rivale” dell’altro club di famiglia, il RB Lipsia, che però gioca nei dilettanti) dopo aver guidato le selezioni giovanili. Come modulo alterna il 4-4-2 al 4-3-1-2, contro la Lazio dovrebbe optare per quest’ultimo con l’inserimento da trequartista di Xaver Schlager, classe 1997 reduce dal debutto con la nazionale maggiore e campione l’anno scorso della UEFA Youth League. I due principali goleador a livello europeo sono Munas Dabbur (sei gol in dodici partite, ne ha fatti ventitré contando anche il campionato) e Valon Berisha (più centrocampista che attaccante, cinque reti in undici presenze di cui tre su rigore e la doppietta decisiva a Dortmund), in attacco almeno all’andata dovrebbe giocare il norvegese Fredrik Gulbrandsen perché Hwang Hee-Chan è squalificato. In difesa i punti fermi sono Stefan Lainer (terzino destro), Duje Ćaleta-Car (ventunenne difensore centrale) e Andreas Ulmer (terzino sinistro), l’ultimo posto se l’è preso il brasiliano André Ramalho arrivato a gennaio dal Bayer Leverkusen per sostituire il connazionale Paulo Miranda. In mezzo la coppia di maliani formata da Amadou Haidara e Diadié Samassékou.

IL COMMENTO FINALE

Il Red Bull Salisburgo è una buona squadra e lo testimoniano anche i numeri: non perde da ben trentacinque partite ufficiali, dopo un 1-0 del 27 agosto contro lo Sturm Graz sono arrivate ventitré vittorie e dodici pareggi, peraltro quel KO è l’unico in tutta la stagione. Non avrà i campioni dell’Atlético Madrid o l’esperienza internazionale dell’Arsenal, ma la Lazio dovrà sudarsi la qualificazione alle semifinali (possibilmente andando in Austria con un risultato positivo) e il fatto che abbiano eliminato il Borussia Dortmund è un segnale da non sottovalutare. Ciò che possono pagare, essendo una rosa abbastanza giovane, è la mancanza di abitudine a giocare i turni finali di una competizione europea, ma essendo da quattro anni di fila campioni della Bundesliga austriaca (e il quinto titolo è in arrivo, visto il +8 sulla seconda a sei gare dalla fine) la mentalità vincente c’è eccome, come vuole la proprietà.

[Immagine presa da totomaster.co]