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Trasferta in Bulgaria per il Milan di Gattuso: nei sedicesimi di Europa League incontreranno il Ludogorets di Dimitar Dimitrov.

Da qualche anno c’è una nuova protagonista in Bulgaria che contrasta il dominio delle grandi di Sofia CSKA e Levski, e il momento è arrivato nel 2010 quando Kiril Domuschiev, imprenditore farmaceutico e non solo, uno degli uomini più ricchi e potenti di Bulgaria, ha comprato il Ludogorets portandolo sulla vetta del calcio nazionale e presenza costante in quello internazionale. Dal 2012 in poi ha fatto filotto in campionato con sei titoli di fila, ha vinto due Coppe e due Supercoppe di Bulgaria e soprattutto ha messo nella mappa Razgrad, una cittadina di confine molto più vicina a Bucarest che non a Sofia, che ora è la vera capitale del calcio bulgaro. Già una volta il Ludogorets ha affrontato un’Italiana in Europa League, proprio in questo stesso turno, e il precedente non è confortante: nel 2013/2014 la Lazio di Reja perse uno a zero in un’Olimpico deserto all’andata per poi cadere in via definitiva con un rocambolesco tre a tre al ritorno quando, al contrario, il Ludogorets riempì il Vasil Levski di Sofia proprio perché il suo stadio era troppo piccolo per le partite europee.

LA STAGIONE EUROPEA

L’annata di Champions League per il Ludogorets è durata solo quattro partite: dopo il passaggio del turno in rimonta contro lo Žalgiris Vilnius, è arrivato il KO contro l’Hapoel Be’er Sheva contro cui non è bastato il tre a uno al ritorno per capovolgere il due a zero dell’andata. In Europa League, dopo il Playoff quasi agevole contro altri Lituani, stavolta il Sūduva di Marijampolė, la squadra di Dimitrov ha affrontato un girone non facile dal quale è uscito alla grandissima: tre pareggi, solo una sconfitta, contro l’İstanbul Başakşehir, e poi due vittorie storiche contro l’Hoffenheim, sorprendentemente eliminato, e in trasferta contro lo Sporting Braga, che poi ha passato il turno come primo del girone.

LA SQUADRA

Esattamente come il FCSB, anche qui ci troviamo davanti a un caso di integralismo tattico: Dimitar Dimitrov, uno degli uomini con più esperienza di tutto il calcio bulgaro, non varca mai la soglia del 4-2-3-1. Catalizzatore della manovra è Claudiu Keșerü, capocannoniere della squadra con, a oggi, dodici goal, quasi tutti frutto del suo piede sinistro, anche perché l’altezza non arriva al metro e ottanta. Ma è dietro di lui che il Pajduško Choro si trasforma in Samba: infatti la vera anima della squadra sono Wanderson e Marcelinho, fantasia al potere con anima verdeoro, anche se il secondo è ormai pienamente integrato in Bulgaria con tanto di sette presenze e due goal nella Luvovete di Petăr Hubčev; ma la colonia brasiliana continua ancora con tantissimi elementi su cui spiccano Natanael, terzino sinistro dal grande passo che quest’anno ha cominciato anche a fare goal, e Gustavo Campanharo, centrale di centrocampo ex di Fiorentina e Verona. A chiudere il puzzle multiculturale ci sono due Olandesi, o presunti tali, e sono i due esterni offensivi Vura e Lukoki, quattordici goal in due: Suriname il primo ma con presenze in Under 20 Oranje, e Repubblica Democratica del Congo il secondo, con tutta la cavalcata nelle giovanili olandesi per poi cambiare e dare la sua disponibilità a Florent Ibengé.

IL COMMENTO FINALE

La grande difficoltà per Gattuso, ammesso che ci sia, potrebbe essere proprio in questo punto: se il Milan con il cambio in panchina è passato a un atteggiamento più quadrato e orientato al non prenderle, il Ludogorets ragiona in maniera completamente opposta, con tanti uomini offensivi in campo e la fantasia molto più al centro del progetto rispetto alla tattica. I Rossoneri dovranno sfruttare proprio questo aspetto del gioco di Dimitrov: limitare la manovra bailada dei tanti brasiliani e colpire proprio con la concretezza del suo attacco contro quella difesa che rappresenta il più grande punto debole delle Aquile. Andata in Bulgaria il 15 febbraio alle 19, ritorno a San Siro il 22 alle 21:05.

[Foto da www.ludogorets.com]