Europa League: scheda del FCSB, avversario della Lazio

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Per celebrare le feste SpazioCalcio.it presenta le sei avversarie delle squadre italiane nelle coppe europee. Nell’urna di Nyon dei sedicesimi di Europa League la Lazio ha trovato l’FCSB dell’ex Catania Nicolae Dică, sfida inedita in Europa.

In principio era lo Steaua, con in bacheca 56 trofei nazionali e una Coppa dei Campioni alzata al cielo di Siviglia il 7 maggio 1986, quella della notte magica di Helmuth Duckadam, l’ultima della sua carriera, che parò quattro rigori al Barça di Terry Venables per poi dar vita a uno dei più fitti misteri della storia del calcio, soprattutto quando questo si mischia con la politica. Ora lo Steaua non esiste più, o meglio naviga nelle acque delle serie minori rumene: Gigi Becali, presidente e proprietario, il 30 marzo scorso ha perso la causa contro il ministero della difesa rumeno, fondatore della squadra nel 1947, che ha così riottenuto i diritti sul nome fondando una nuova squadra. E così i trofei e la storia della squadra più titolata di Romania sono rimasti al club di origine, che però ora ha preso il nome di Fotbal Club Steaua București, o più semplicemente FCSB.

LA STAGIONE EUROPEA

Il secondo posto nello scorso campionato ha dato diritto alla squadra di Dică di partecipare al terzo turno preliminare di questa Champions League; a sorpresa, con una sonora vittoria in trasferta il FCSB ha liquidato il Viktoria Plzeň per poi arrendersi nei playoff allo Sporting CP: dopo un quasi eroico pari all’Alvalade, l’undici di Jorge Jesus ha poi passeggiato all’Arena Națională di Bucarest relegando i Rumeni alla fase a gironi di Europa League. Qui la sorte ha giocato tutte le sue carte rimettendo di fronte FCSB e Viktoria Plzeň: passaggio del turno abbastanza agevole per entrambe, solo vittorie casalinghe nel doppio confronto e Hapoel Be’er Sheva e Lugano eliminate senza troppi problemi con un turno di anticipo.

LA SQUADRA

Come detto, condottiero dei Rumeni è Nicolae Dică, meteora del Catania con cui collezionò tre presenze e tre prestiti. Ora da allenatore il suo credo calcistico è quello del 4-2-3-1 al limite dell’integralismo: ha costruito la squadra per questo modulo e non ha mai neanche pensato di cambiarlo, fa del gioco offensivo la sua caratteristica principale e ha quattro uomini davanti che sono senza dubbio il suo punto di forza. Fulcro della squadra è il Francese Harlem Gnohéré, centravanti e capocannoniere della squadra capace di un’impresa mica da poco: relegare in panchina un monumento nazionale come Denis Alibec, ex di Inter e Bologna, finito ai margini del progetto e in rottura con Dică e Becali. A servire Gnohéré, Dennis Man e Florin Tanase: poco più di quarant’anni in due e una presenza costante per Dică visto il gran numero di goal e assist che entrambi sono stati capaci di produrre quest’anno nelle competizioni nazionali e internazionali; sulla trequarti Costantin Budescu, forse il vero ago della bilancia della squadra: quindici tra goal e assist fino a questo momento, ma soprattutto lampi di classe arrivati in ritardo sulla vetta del calcio rumeno dopo anni tra Petrolul Ploiești e Astra Giurgiu e una piccola parentesi in Cina.

IL COMMENTO FINALE

La Lazio, tra tutte le Italiane, è forse quella che ha ringraziato di più la mano di Giorgio Marchetti: l’FCSB non è un avversario impossibile e la squadra di Simone Inzaghi è, sulla carta, decisamente più forte. Le variabili però possono essere tante: una su tutte l’entusiasmo dal momento che, dei quattro uomini d’attacco di Dică, i due esterni hanno la freschezza dei giovani in rampa di lancio e i due centrali hanno l’età, ventinove anni, di chi sa di non avere più grandi altre opportunità a livello europeo. Infine il fattore trasferta che, soprattutto nell’Est Europa, è sempre stato da non sottovalutare per le squadre italiane. Andata a Bucarest il 15 febbraio e ritorno allo Stadio Olimpico sette giorni dopo.