Sono Dnipro, Fiorentina, Napoli e Siviglia le quattro semifinaliste di Europa League, e per la prima volta da quando è stata modificata la formula di questa competizione l’Italia porta due squadre a questo punto della stagione. Il nome clamoroso nel lotto è quello del Dnipro, che elimina il Club Brugge.

 

DNIPRO – CLUB BRUGGE 1-0 (andata 0-0) 82′ Shakhov: la più grande sorpresa degli ultimi anni di competizioni UEFA è il passaggio alle semifinali del Dnipro, squadra virtualmente eliminata durante la fase a gironi e salvata solo perché il gol del Qarabag contro l’Inter all’ultimo secondo venne annullato in maniera inspiegabile. Dopo lo 0-0 dell’andata a Kiev l’equilibrio regna sovrano, gli ucraini hanno un’occasione a fine primo tempo con il subentrato Shakhov che calcia in diagonale trovando la leggera deviazione di Ryan, è proprio Shakhov a otto minuti dal termine a dare la qualificazione al Dnipro con un bel rientro sul sinistro al limite dell’area e conclusione deviata che non lascia scampo al portiere dei belgi, eliminati con l’unica sconfitta stagionale in coppa.

FIORENTINA – DINAMO KIEV 2-0 (andata 1-1) 43′ M. Gómez, 94′ J. Vargas: come all’andata c’è solo una squadra in campo, la Fiorentina, ma fino all’ultimo minuto di recupero la qualificazione è rimasta in bilico, nonostante una superiorità numerica durata oltre un tempo. I viola hanno tre occasioni clamorose per passare nei primi undici minuti, un sinistro di Salah respinto dal veterano Shovkovskiy, un gran tiro di Marcos Alonso che sbatte sulla traversa e una conclusione deviata di Borja Valero uscita di pochissimo, a metà tempo poi Mario Gómez salta un difensore in area e di sinistro non riesce a superare Shovkovskiy autore di un gran riflesso. In una delle poche sortite offensive degli ucraini Lens finisce a terra in area dopo un presunto contatto con Gonzalo Rodríguez, per l’arbitro è simulazione e secondo giallo che lascia la Dinamo Kiev in dieci, tre minuti dopo su cross di Joaquín Mario Gómez prova a stoppare il pallone e incredibilmente con un tocco sbagliato segna il gol dell’uno a zero. Salah prende un palo complice la deviazione di Danilo Silva a inizio ripresa, la squadra di Montella domina nel gioco e nelle occasioni (venti tiri a quattro, dieci a due in porta) ma non chiude i conti e soffre nel finale, finché al 94′ Vargas parte in progressione da sinistra e fulmina Shovkovskiy con un mancino sul palo lontano che fa partire la festa del Franchi.

NAPOLI – WOLFSBURG 2-2 (andata 4-1) 50′ Callejón, 65′ Mertens, 71′ Klose (W), 73′ Perišic (W): leggi l’articolo sulla partita

ZENIT – SIVIGLIA 2-2 (andata 1-2) 6′ rig. Bacca (S), 48′ Rondón, 72′ Hulk, 85′ Gameiro (S): succede più o meno di tutto a San Pietroburgo e come all’andata lo Zenit subisce gol nei minuti finali, dopo aver rimontato l’iniziale vantaggio. Uno scriteriato intervento in scivolata di Neto su Vitolo porta Rizzoli ad assegnare un calcio di rigore per il Siviglia che Carlos Bacca trasforma, a inizio secondo tempo lo Zenit pareggia in maniera rocambolesca perché su cross di Shatov Beto, al rientro dopo due mesi e mezzo di assenza per infortunio, si fa sorprendere dalla traiettoria e respinge approssimativamente lasciando il pallone sulla linea con Rondón che segna da zero metri. Un’altra ingenuità del portiere portoghese vale il 2-1, nato da un’idea folle di Hulk che calcia da oltre trenta metri sull’out di destra e trova nuovamente impreparato Beto che para oltre la linea, il numero uno degli spagnoli poi nega allo stesso Hulk e a Rondón il 3-1 riscattandosi per le papere precedenti e a cinque minuti dal termine su una ripartenza un velo di Iborra libera a destra Gameiro il cui diagonale fredda Lodygin e le speranze dello Zenit di andare ai supplementari.

[Immagine presa da uefa.com]