Europa League: la scheda dell’Eintracht Francoforte, avversario dell’Inter

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Il sorteggio degli ottavi di finale di Europa League dello scorso 22 febbraio (vedi accoppiamenti) ha fatto uscire Eintracht Francoforte-Inter, un abbinamento che per i nerazzurri è sicuramente più ostico del modestissimo Rapid Vienna. Questa la presentazione dei tedeschi.

Eintracht Francoforte-Inter è una partita da non sottovalutare affatto, perché la squadra di Adi Hütter è una delle migliori viste all’opera fin qui in Europa League. Innanzitutto è il miglior attacco del torneo, con ventitré gol segnati (uno in più del Red Bull Salisburgo) e un’alta percentuale di realizzazione (li ha fatti con quarantuno tiri in porta), poi nelle otto partite fin qui disputate ha sempre trovato la via della rete almeno due volte, vincendo sette partite e pareggiando soltanto l’andata dei sedicesimi di finale contro lo Shakhtar Donetsk (2-2). L’Eintracht Francoforte è una squadra che fa del gioco offensivo la sua peculiarità: Hütter, che l’anno scorso ha vinto il campionato svizzero con lo Young Boys, ha sostituito Niko Kovač (passato al Bayern Monaco) e ha proseguito sulla strada intrapresa dal suo predecessore, trovando in aggiunta la definitiva consacrazione di Luka Jović (capocannoniere in Bundesliga con quattordici gol e secondo in classifica marcatori in Europa League con sei, meglio ha fatto solo Munas Dabbur del Red Bull Salisburgo con una rete in più).

LA STAGIONE EUROPEA

Non inganni il quinto posto in Bundesliga, con quaranta punti dopo ventiquattro giornate: il distacco dalla zona Champions League (-3) l’Eintracht Francoforte l’ha creato a inizio girone di ritorno, con una serie di quattro pareggi consecutivi ma per via di un calendario ostico (2-2 col Werder Brema, 1-1 col Borussia Dortmund capolista, 0-0 col RB Lipsia e 1-1 col Borussia Mönchengladbach) e riuscendo comunque a mantenere l’imbattibilità nel 2019. Dopo il sorteggio con l’Inter ha sempre vinto: 0-3 sul campo dell’Hannover penultimo il 24 febbraio e 3-2 in rimonta al 96′ sull’Hoffenheim sabato scorso, mentre in mezzo ai due ottavi di Europa League sarà di scena in casa del Fortuna Düsseldorf lunedì alle ore 20.30. È però il rendimento europeo che deve essere tenuto in considerazione da Luciano Spalletti e dai suoi: ha vinto il Gruppo H a punteggio pieno (solo il Red Bull Salisburgo c’è riuscito) e ha spazzato via la Lazio con un umiliante 4-0 all’andata (coi biancocelesti ridotti in nove) e un 1-2 all’Olimpico in una partita che non valeva niente ai fini della classifica. Se l’andata dei sedicesimi ha lasciato qualche grattacapo, con lo Shakhtar Donetsk che ha recuperato due volte lo svantaggio, il 4-1 del ritorno dimostra come l’Eintracht Francoforte sia una squadra in piena salute e da rispettare.

LA SQUADRA

L’Eintracht Francoforte scende in campo con un 3-4-1-2 molto offensivo, nel quale il già citato Jović e Sébastien Haller sono le due punte supportate dall’ex Fiorentina Ante Rebić (ora infortunato, oggi presumibilmente ci sarà Gonçalo Paciência), con Mijat Gaćinović pure lui utilizzabile da trequartista. In difesa si è rivelato Evan N’Dicka, classe ’99 arrivato dall’Auxerre in estate e rapidamente diventato un punto di forza di una retroguardia che a gennaio ha aggiunto anche Martin Hinteregger (già a segno in Europa League) e che può contare anche sul veterano Makoto Hasebe, originariamente centrocampista ma schierato soprattutto centrale (e ora in mezzo è stato preso Sebastian Rode, utilizzato ultimamente assieme all’ex Chievo Gelson Fernandes). Anche sulle fasce ci sono armi niente male, come la fabbrica di cross Danny da Costa (e non solo, alla Lazio ha fatto doppietta lo scorso 4 ottobre) e un altro giocatore offensivo come Filip Kostić, ma in vista di Eintracht Francoforte-Inter i nerazzurri devono fare attenzione perché i tedeschi non sono una squadra che gioca solo sugli esterni: se è corretto dire che dai due laterali nascono diverse azioni (spesso rifinite da Haller, un maestro nel gioco aereo e paradossalmente molto più bravo in tal senso a fare da uomo assist che da finalizzatore, visto che segna – e tanto – ma più di piede che di testa) c’è da sottolineare come la squadra di Hütter abbia tantissime soluzioni per arrivare al tiro e porti tanti giocatori alla conclusione. Un altro dei pericoli per l’Inter è che tira molto da fuori, spesso con risultati eccellenti.

IL COMMENTO FINALE

La chiave (soprattutto nell’andata di oggi alla Commerzbank-Arena) sarà schermare gli ultimi venticinque-trenta metri con una fase difensiva ai limiti della perfezione, sia da parte dei difensori sia da parte dei centrocampisti. Non è il Chelsea, la grande favorita per la vittoria del torneo, ma l’Inter si trova davanti un ostacolo che forse sarebbe stato meglio incontrare più avanti.

[Immagine presa da eintracht.de]