Europa addio. La Lazio crolla in casa, lo Sparta Praga vince 0-3

0

Risultato impietoso all’Olimpico: con tre gol nel primo tempo lo Sparta Praga si qualifica ai quarti di finale e manda nel baratro i biancocelesti.

 

Caporetto Lazio, ma anche Caporetto Italia. L’ultima squadra di Serie A rimasta nelle coppe europee abbandona mestamente l’Europa League al termine di una serata imbarazzante che nessuno si sarebbe aspettato. Lo Sparta Praga elimina la Lazio facendo il minimo indispensabile, quattro tiri in porta e tre gol nel primo tempo, sfruttando al massimo la dilettantesca gestione della partita da parte della squadra di Stefano Pioli, che ha creato tanto ma non ha concretizzato nulla e ha buttato via tutto ciò che di buono si era visto all’andata e anche nel precedente cammino europeo, perché comunque fin qui i biancocelesti erano imbattuti in Europa League e avevano lasciato le prestazioni da incubo fra campionato e ritorno dei play-off di Champions League. Una stagione iniziata male con la serata di Leverkusen si conclude anche peggio con due mesi d’anticipo, e una parte finale che sarà inevitabilmente senza altri obiettivi e con processi generali pronti a partire, che devono toccare ogni reparto del club, dal presidente Claudio Lotito (bersaglio numero uno dei tifosi, ma non l’unico responsabile) ai giocatori (soprattutto i difensori) passando per Igli Tare e Stefano Pioli. Poteva e doveva andare meglio, contro uno Sparta Praga non certo irresistibile che si ritrova ai quarti di Europa League da imbattuto e come mina vagante: i due gol in un paio di minuti dei cechi hanno indirizzato partita e qualificazione, ma per tutto il primo tempo la Lazio aveva comunque dato la sensazione di poterla riaprire perché la difesa di Šcasný lasciava tanti varchi, ma gli errori in serie (su tutti quello del capitano Stefano Mauri) sono stati pagati a caro prezzo e lo 0-3 di Ladislav Krejcí ha reso il secondo tempo un’agonia interminabile. La Lazio torna a subire più di due gol in casa nelle coppe europee dopo quattro anni, ma nell’ultimo precedente l’avversario era l’Atlético Madrid poi diventato campione: serve un esame di coscienza in casa biancoceleste, e probabilmente pure una rivoluzione estiva non solo negli uomini che scendono in campo. Disastro totale anche per il calcio italiano, che dopo aver perso la Juventus ieri sera perde anche l’ultima rappresentante, era dalla stagione 2000-2001 che non si vedevano i quarti delle competizioni europee senza un’italiana.

PRIMO TEMPO

Su svarione di Costa la Lazio ha una chance dopo appena quindici secondi ma Candreva non la sfrutta calciando addosso a Bicík e al 10′ comincia il dramma sportivo dell’Olimpico: cross di Zahustel, Biševac rinvia male, Krejcí appoggia dietro per il sinistro dal limite di Borek Dockal e Marchetti è battuto. Lo svantaggio subito su una situazione apparentemente semplice da gestire manda in crisi i biancocelesti che crollano soprattutto mentalmente, tempo due minuti e hanno già beccato il secondo, stavolta a sbagliare è Hoedt col rinvio favorendo la ripartenza di Juliš, assist da destra per il centro e mancino chirurgico di Ladislav Krejcí per l’incredibile 0-2 e il tredicesimo gol subito dalla Lazio nel primo quarto d’ora in stagione. Serve una reazione, prova a darla Klose con un colpo di testa su corner da lui guadagnato finito però alto, al 18′ Candreva crossa per Parolo che in girata non trova la porta ma è clamorosa la chance buttata al vento al 26′, con palla messa in mezzo da Candreva e velo di Keita per Mauri che deve solo piazzarla e invece tira sul palo del portiere, che aveva già scelto dove buttarsi e respinge. È buono il momento per la Lazio ma non viene sfruttato, Bicík al 32′ respinge male un tiro di Candreva ed è fortunato perché la sua parata finisce in corner, meglio Marchetti su Dockal al 35′, ma quanto spazio concesso al ceco per tirare. A un minuto e mezzo dall’intervallo ecco la pietra tombale sulle speranze di rimonta: Frýdek crossa da sinistra, Biševac resta fermo a guardare e si fa anticipare da Lukáš Juliš, che di ginocchio mette dentro lo 0-3 e fa partire i fischi assordanti all’Olimpico.

SECONDO TEMPO

Timidi segnali offensivi da parte della Lazio, con un cross di Lulic da sinistra per Mauri che ci arriva ma manda per l’ennesima volta il pallone su Bicík, poi è sfortunato Klose che devia un tiro da fuori di Candreva senza beccare lo specchio. Al 65′ il numero 87, unico a salvarsi nel disastro generale, crossa basso per la girata di tacco di Matri, Bicík blocca e di fatto chiude il resoconto di una ripresa mai cominciata.

Domani alle ore 13 lo Sparta Praga conoscerà il suo avversario nei quarti di finale, per ora le altre qualificate sono Villarreal e Athletic Club. La Lazio è fuori da tutto, perché anche in campionato la distanza dal sesto posto è troppo ampia e nemmeno una vittoria domenica col Milan, che occupa proprio l’ultimo posto disponibile per le coppe, potrebbe realisticamente riaprire il discorso.

IL TABELLINO

Lazio (4-2-3-1): Marchetti; Konko (67′ Maurício), Biševac, Hoedt, Lulic; Biglia, Parolo; Candreva, S. Mauri (58′ Felipe Anderson), B. Keita; Klose (58′ Matri). Allenatore: Pioli
Sparta Praga (3-5-2): Bicík; Brabec, Holek, Costa; Zahustel, Dockal, Marecek, Vácha (70′ Matejovský), Frýdek; Juliš (58′ T. Konaté), Krejcí (83′ Fatai). Allenatore: Šcasný.
Arbitro: Ruddy Buquet della federazione francese (Cringore – Debart; Stien; Chapron – Rainville)
Reti: 10′ Dockal, 12′ Krejcí, 44′ Juliš
Ammoniti: Lulic (L), Frýdek (S)

[Immagine presa da uefa.com]