Un gol di Diego Costa nel recupero del primo tempo permette all’Atlético Madrid di vincere 1-0 sull’Arsenal e di far sì che siano i colchoneros la prima finalista di Europa League.
Al Wanda Metropolitano non si passa. Bastava non prendere gol all’Atlético Madrid per ottenere la sua terza finale europea da maggio 2014 a oggi, ma i colchoneros hanno fatto anche di più: la porta inviolata l’hanno tenuta, per la ventesima volta in ventisette partite ufficiali nel nuovo stadio inaugurato a metà settembre, ma la gara l’hanno pure vinta. L’ha decisa Diego Costa, quello che ha preferito restare fino a gennaio fuori rosa senza giocare pur di tornare a vestire la maglia rojiblanca: alla fine ha avuto ragione lui, perché è stato l’uomo decisivo al rientro da titolare, dopo essere rimasto in panchina per tutta la partita a Londra dove era stato Antoine Griezmann, il suo partner in attacco, a trovare il pesantissimo gol in trasferta in una partita giocata quasi per intero dieci contro undici. Diego Pablo Simeone si è infuriato in tribuna, squalificato, delegando al Mono Germán Burgos i compiti comunque abbastanza facilmente indicabili, perché i due da anni si conoscono alla perfezione e hanno puntato sulla classica foga agonistica di questo ciclo dei colchoneros, soffrendo relativamente poco e trovando la giocata vincente nel recupero del primo tempo, su prolungamento dovuto a un grave infortunio per Laurent Koscielny. Arsène Wenger sperava di chiudere i suoi ventidue anni all’Arsenal con un trofeo alla duecentocinquantunesima partita europea e con la qualificazione in Champions League: nulla di tutto ciò, l’alsaziano si ferma a duecentocinquanta, i Gunners l’anno prossimo giocheranno con un nuovo manager ancora in Europa League e non ci sarà l’addio con un titolo. I londinesi l’hanno persa forse una settimana fa all’Emirates, quando non hanno sfruttato la superiorità numerica, stasera ci hanno messo buona volontà ma pochissima concretezza, perché Jan Oblak ha dovuto fare una sola parata (su tiro da fuori, in area tutti i palloni transitati sono stati preda di un monumentale Diego Godín, migliore in campo per distacco) e i vari giocatori offensivi sono stati evanescenti, in particolare Danny Welbeck preferito inizialmente a Henrikh Mkhitaryan (entrato alla fine in quello che non è stato certo un assedio) e misteriosamente rimasto in campo tutta la partita pur non combinando assolutamente niente.
PRIMO TEMPO
Sei minuti per vedere Diego Costa andare in porta, l’ex Chelsea vince un duello con Monreal ed entra in area dalla destra ma calcia a lato. L’Arsenal perde subito Koscielny, che si fa male da solo per una sospetta rottura del tendine d’Achille (Mondiali a rischio), gioco fermo per oltre tre minuti e si riprende con Chambers in campo, senza che la partita abbia particolari emozioni. Solo al 28’ i Gunners riescono a entrare bene nella difesa avversaria, lo fa Lacazette sul centro-sinistra ben servito da Ramsey ma è costretto a defilarsi, tocco arretrato per Özil che ne salta due e quando crossa trova ovviamente Godín pronto. Al 37’ palla sporca respinta al limite per il sinistro a lato di Koke, dal numero 6 un minuto dopo battuta di una punizione in area per Griezmann che si gira e calcia fuori dalla parte opposta. La crescita dell’Atlético Madrid si concretizza nel secondo dei tre minuti di recupero: lancio lungo di Oblak respinto e tramutato in un invito succulento per Griezmann da parte di Thomas, filtrante del francese per Diego Costa che davanti a Ospina non sbaglia e sblocca il match interrompendo un digiuno che durava dall’8 marzo.
SECONDO TEMPO
Un tiro sbagliato di Wilshere al 52’ diventa buono per Ramsey in piena area, Saúl e Thomas ostacolano il gallese che non riesce così a mettere in rete. All’ora di gioco punizione a lato di Griezmann, ma un minuto dopo nell’altra area è provvidenziale Godín per spazzare su un cross molto pericoloso di Özil, bravo e fortunato a vincere un rimpallo sul centro-sinistra. Oblak si sporca i guanti al 63’, su sinistro da fuori rasoterra di Xhaka. Ancora splendido Diego Costa a metà tempo quando con una finta ne mette fuori causa uno e tocca in mezzo a due per Griezmann il cui tiro viene sporcato da Chambers e favorisce Ospina. Dentro Mkhitaryan e l’armeno è subito nel vivo del gioco, al 72’ raccoglie una sponda respinta dalla difesa e col destro manda alto, in un momento della partita dove l’Arsenal attacca tanto ma non trova mai lo specchio anche perché i pochi varchi li chiude tutti Godín. Burgos e Simeone mandano dentro anche Torres che all’88’ si ritrova la palla buona per il raddoppio su erroraccio di Chambers e rimpallo su Saúl a favorirlo, destro potente ma centrale e Ospina si oppone.
A Lione, mercoledì 16 maggio, ci sarà l’Atlético Madrid: i colchoneros tornano in finale di Europa League a sei anni dal derby spagnolo con l’Athletic Club, con Diego Pablo Simeone che cercherà il suo terzo trofeo europeo dopo il già citato ultimo atto del 2012 e la Supercoppa Europea successiva. Per l’Arsenal invece si chiude una stagione che non potrà certo essere considerata positiva, ora toccherà a un altro manager ricostruire.
IL TABELLINO
Atlético Madrid (4-4-2): Oblak; Thomas (93’ Savić), Giménez, Godín, L. Hernández; Vitolo (74’ A. Correa), Gabi, Saúl, Koke; Diego Costa (83’ F. Torres), Griezmann. Allenatore: Burgos (Simeone squalificato)
Arsenal (4-3-2-1): Ospina; Bellerín, Mustafi, Koscielny (11’ Chambers), Monreal; Xhaka, Wilshere (68’ Mkhitaryan), Ramsey; Welbeck, Özil; Lacazette. Manager: Wenger
Arbitro: Gianluca Rocchi della federazione italiana (Di Liberatore – Tonolini; Costanzo; Valeri – Irrati)
Rete: 45’ +2 Diego Costa
Ammoniti: Wilshere, Monreal, Mustafi (AR), Gabi, Saúl, Diego Costa (AM)
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