Antoine Griezmann Arsenal-Atlético Madrid

Nell’andata delle semifinali di Europa League Šime Vrsaljko si fa espellere al 10′, ma nonostante l’inferiorità numerica per praticamente tutta la partita l’Atlético Madrid esce dall’Emirates con un fondamentale 1-1 che sa molto di occasione buttata al vento per l’Arsenal.

Si possono giocare ottantuno minuti più recupero in dieci contro undici fuori casa e uscire lo stesso con un risultato positivo che dà buon margine in vista del ritorno. L’Atlético Madrid torna in Spagna con un preziosissimo pareggio con gol, forse il massimo raggiungibile da una partita dove aveva creato poco e niente e in cui si era ritrovato in inferiorità numerica prestissimo, già dal 10’, molto più per colpe proprie che per un’eccessiva fiscalità dell’arbitro Clément Turpin, visto che entrambi gli interventi del maldestro Šime Vrsaljko erano da ammonizione con poche discussioni. L’Arsenal esce così dall’ultima gara europea all’Emirates di Arsène Wenger, che la settimana scorsa ha annunciato il suo addio a fine stagione dopo ventuno anni e mezzo, con l’amarissimo retrogusto di un pari che serve a poco, perché ora al ritorno servirà un qualcosa di molto simile a un’impresa. Ci hanno provato in tutti i modi i Gunners, scontrandosi fin dal breve periodo in undici contro undici con un superlativo Jan Oblak (migliore in campo per distacco), e quando al 61’ Alexandre Lacazette di testa era riuscito a sfondare il muro rojiblanco (sul gioco aereo, tendenzialmente uno dei punti di forza degli spagnoli) sembrava che tutto si stesse mettendo per il meglio, invece sull’unica volta in cui l’Atlético Madrid ha di fatto superato la metà campo nella ripresa un pesantissimo svarione di Laurent Koscielny ha mandato in porta un altro francese, Antoine Griezmann, che è riuscito così a riscattare la sanguinosa palla persa in occasione dell’1-0 con il pareggio che fa pendere la bilancia della qualificazione dalla parte dei colchoneros. Sospiro di sollievo per Diego Pablo Simeone, alla terza semifinale consecutiva e allontanato prima del quarto d’ora per vibranti proteste: la possibilità di tornare in finale di Europa League, competizione vinta nel 2011-2012 al suo primo anno in panchina a Madrid, è più viva che mai dopo una gara in cui sembrava esserci poco di buono da poter prendere.

PRIMO TEMPO

Doppia chance per Lacazette nel giro di quaranta secondi: prima su cross di Welbeck si coordina ma calcia malissimo di destro, poi su palla messa in mezzo di testa da Monreal trova la porta di testa ma Oblak respinge con un grande intervento. Per l’Atlético Madrid le cose si mettono subito male perché al 10’ Vrsaljko, ammonito dopo appena un minuto per una dura entrata su Wilshere dopo essere scivolato, interviene col piede a martello su Ramsey e l’arbitro francese Turpin non può fare altro che mostrargli il secondo giallo. Simeone va su tutte le furie, e verrà allontanato poco dopo, ma l’espulsione è sacrosanta e la sciocchezza dell’ex Genoa e Sassuolo è sesquipedale. Diventa velocemente una partita a senso unico, ma Oblak chiude tutti i varchi ed è di nuovo bravissimo al 21’ su destro piazzato di Welbeck al termine di un bell’uno-due con Wilshere. Alla mezz’ora, nel mezzo di un pressing forsennato dei Gunners, ci prova anche Monreal (di destro, non il suo piede) su palla sporca senza trovare la porta, solo al 37’ si vedono anche gli spagnolo ma è un’occasionissima, perché Thomas va bene in percussione fin dentro l’area e appoggia per Griezmann, sinistro potente solo un po’ centrale e Ospina nega lo 0-1. Prima del riposo Correa da sinistra si sposta la palla sul destro ma manda alto.

SECONDO TEMPO

Il forcing dell’Arsenal prosegue e all’ora di gioco lo sfondamento va in porto: Monreal ruba palla a Griezmann al limite dell’area, Wilshere scambia con Ramsey e crossa sul secondo palo per il colpo di testa vincente di Alexandre Lacazette. Terzo gol in altrettante partite europee dell’ex Lione, alla sua seconda semifinale di Europa League consecutiva, anche per riscattare gli errori del primo tempo. Non cambia il tema tattico del match, l’Atlético Madrid resta sempre chiuso nella propria metà campo (anche per la bravura degli avversari) e rischia pure il raddoppio al 69’ ancora con un’incornata di Lacazette, stavolta su corner da destra, terminata sul fondo. Poi, a otto minuti dalla fine, l’Arsenal perde palla perché Welbeck come troppo spesso gli accade finisce a terra senza aver subito fallo, lancio lungo senza troppe pretese ma Antoine Griezmann ci crede, sfrutta la pessima difesa del connazionale Koscielny che gli rinvia addosso, si trova a tu per tu con Ospina che gli respinge il primo tiro ma pareggia sulla ribattuta di sinistro complice anche uno scivolone di Mustafi, che riesce solo a sfiorare. L’Arsenal subisce il colpo, si rialza solo all’87’ con cross da destra e bel colpo di testa di Ramsey sul quale ancora Oblak compie un intervento determinante, l’ennesimo della sua serata di gloria.

Una vittoria nelle ultime sei partite ufficiali per l’Atlético Madrid, ma adesso conta poco perché basterà anche uno 0-0 fra una settimana per andare in finale, peraltro col fattore campo a suo favore visto che al Wanda Metropolitano ha subito appena nove gol in ventisei partite. Per l’Arsenal invece c’è una montagna da scalare: il sogno di Wenger di lasciare con un trofeo e la qualificazione in Champions League si allontana.

IL TABELLINO

Arsenal (4-2-3-1): Ospina; Bellerín, Mustafi, Koscielny, Monreal; Wilshere, Xhaka; Özil, Ramsey, Welbeck; Lacazette. Manager: Wenger
Atlético Madrid (4-4-2): Oblak; Vrsaljko, Giménez, Godín, L. Hernández; A. Correa (75’ Savić), Thomas, Koke, Saúl; Gameiro (65’ Gabi), Griezmann (85’ F. Torres). Allenatore: Simeone
Arbitro: Clément Turpin della federazione francese (Danos – Gringore; Zakrani; Buquet – Rainville)
Reti: 61’ Lacazette, 82’ Griezmann (AM)
Espulso: Vrsaljko (AM) al 10’ per doppia ammonizione

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