ITALIANO

Il tecnico rossoblù Italiano analizza il passaggio del turno, elogia l’impatto di Joao Mario e lancia la sfida per gli ottavi.

Il Bologna archivia la pratica Brann anche nella sfida di ritorno e stacca ufficialmente il pass per gli ottavi di finale di Europa League. Una qualificazione meritata che consolida il percorso europeo dei rossoblù, capaci di gestire i momenti di pressione e sfruttare gli episodi chiave. Al termine del match, come riportato da Tuttomercatoweb, l’allenatore Vincenzo Italiano ha analizzato la prestazione dei suoi tra soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e qualche appunto sulla gestione iniziale della gara.

“700 giacchette cambiate nei primi 20 minuti? Sono stati come me li aspettavo, venivano per un solo risultato, dovevano osare e forzare, lo hanno fatto. Abbiamo sbagliato tanto noi, troppo. Poi siamo stati bravi a sfruttare la superiorità numerica e non concedergli più niente. Con merito superiamo il turno tra andata e ritorno, obiettivo raggiunto. Siamo dentro l’Europa, purtroppo non in Coppa Italia, ci siamo”, ha esordito il tecnico, sottolineando come la squadra sia stata abile a riprendere in mano il timone dopo un avvio arrembante degli avversari.

Italiano ha poi approfittato della conferenza per spegnere sul nascere alcune polemiche relative alle gerarchie interne, in particolare su Odgaard: “Ho letto in questi giorni Odgaard ai margini, non so come si possa anche solo pensarlo, figuriamoci scriverlo. Si è deciso solo di fare dell’altro per qualche gara, ma lui è importante, avete visto com’è entrato anche oggi, con atteggiamento e attenzione. La verità è che continua a essere importante, sia che giochi dal 1′ che dopo”. Discorso opposto per Joao Mario, apparso sempre più integrato: “È una bella sorpresa, è un po’ introverso, deve sorridere di più. Mi ero un po’ preoccupato all’inizio perché non parlava e non sorrideva, poi si è sbloccato all’improvviso e stiamo vedendo quello del Porto. Si è comportato bene, ha fatto anche gol. In campo punta e salta l’uomo come piace a me”.

Nonostante la gioia per la porta inviolata e le quattro vittorie consecutive, l’allenatore chiede maggiore cinismo sotto porta: “Dobbiamo fare ancora meglio davanti e cercare di concretizzare meglio. Se avessimo sbloccato la partita subito, forse il Brann non avrebbe fatto quel primo tempo”. Infine, uno sguardo al sorteggio degli ottavi con un pensiero per il calcio italiano: “Vorrei evitare la Roma, non perché il derby italiano sia più insidioso ma perché vorrei che rimanessero due italiane dentro la competizione”.