Notte storica per l’Atalanta: i nerazzurri passeggiano sul campo dell’Everton, vincono addirittura 1-5 e si qualificano ai sedicesimi di Europa League con un turno d’anticipo. Ora c’è la possibilità di vincere il girone.
Il capolavoro è completo. Due mesi fa l’Atalanta ha cominciato battendo 3-0 l’Everton uno strepitoso cammino europeo e proprio coi Toffees stasera ha chiuso il cerchio, conquistando la qualificazione ai sedicesimi di Europa League con un turno d’anticipo, un qualcosa di inimmaginabile il giorno del sorteggio quando i nerazzurri venivano dati quasi per spacciati. Adesso invece si giocheranno a Reggio Emilia il primo posto nel girone, contro il Lione vittorioso in contemporanea sull’Apollon Limassol: proprio il risultato dell’altra partita avrebbe permesso ai bergamaschi di qualificarsi con qualsiasi punteggio, perciò sapere all’intervallo del 2-0 parziale ha reso la ripresa una lunga e felice passeggiata verso il fischio finale (arrivato a seguito del gol dell’1-5), quando Gian Piero Gasperini e i suoi hanno potuto gridare la loro gioia per il risultato acquisito assieme ai tantissimi tifosi arrivati stasera a Liverpool, che si sono fatti sentire dal primo all’ultimo minuto facendo addirittura vibrare la telecamera dopo il gol del raddoppio. L’Atalanta si è pure potuta permettere il lusso di un rigore sbagliato, da Alejandro Gómez a inizio ripresa, tanto ci ha pensato Bryan Cristante a fare le veci del centravanti con una doppietta che conferma il suo strepitoso inizio di stagione (quattro centri in Serie A e tre in coppa tutti all’Everton). Ha pure dilagato la Dea nel finale, coi subentrati Robin Gosens e Andreas Cornelius (doppietta pure lui, giocando undici minuti), per far ulteriormente contento Gasperini premiato per le sue scelte dalla panchina: non aveva mai vinto in questa stagione l’Atalanta lontano da casa (tra Bergamo e Reggio Emilia) e in trasferta l’ultimo successo europeo era datato 24 ottobre 1990, 0-1 sul campo del Fenerbahçe in Coppa UEFA, perciò il risultato di stasera oltre a entrare nella storia nerazzurra per la qualificazione è un’impresa non da poco per riscrivere i record del club. L’Everton senza manager aveva poco da dire, in fondo la loro Europa era già finita e deve solo pensare a raddrizzare la situazione in campionato dov’è in fondo, ma questo non toglie nulla alla magnifica prestazione dell’Atalanta: la qualificazione è tutta sua.
PRIMO TEMPO
Nei primi dieci minuti l’Everton prova quantomeno a premere per dimostrare impegno ai pochi presenti di Goodison Park, ma l’Atalanta regge e al 10’ trova la prima occasione con un cross del Papu Gómez alzato da un difensore a campanile per il colpo di testa alto di Masiello. Al 12’ Castagne va via troppo facilmente in progressione sulla destra a Klaassen, Martina e Keane, dopo averne saltati tre come birilli mette in mezzo, Petagna non riesce a concludere ma ci pensa Bryan Cristante a fare centro, il suo sesto stagionale e il secondo in Europa League dopo quello dell’andata. Atalanta in evidente controllo del match anche se qualcosa concede, alla mezz’ora sbaglia Freuler a centrocampo e su tocco di Sandro Mirallas manda fuori causa Palomino presentandosi davanti a Berisha, il portiere respinge la battuta del belga e Sandro a rimorchio svirgola altissimo. Le notizie in arrivo da Lione tranquillizzano forse anche troppo la squadra di Gasperini, al 38’ cross di Martina prolungato da Masiello che diventa buono per Davies, controllo e sinistro in piena area salvato di testa da Tolói a Berisha battuto, nel secondo dei tre minuti di recupero lancio valutato male da Masiello (dolorante per un colpo subito poco prima) e ci prova Mirallas dal limite ma Berisha para in due tempi.
SECONDO TEMPO
Due minuti e il solito debordante Cristante penetra centralmente in area, Ashley Williams lo salva e l’arbitro fischia un rigore palese graziando pure il difensore gallese, già ammonito. Dal dischetto va il Papu Gómez ma Joel intuisce e respinge (seppur in maniera irregolare, va in avanti per parare) ripetendosi pure sulla ribattuta sempre dell’argentino. Non cambia di una virgola il tema del match, l’Atalanta domina lo stesso: sempre Gómez un minuto dopo prova a farsi perdonare con un destro dal limite ancora preda di Joel (c’era Freuler libero a sinistra), al 51’ corner sul quale lo spaesato Williams rischia l’autogol, Joel salva e poi ci pensa Davies a respingere sulla linea su colpo di testa di Cristante con de Roon che manda alto. Al 57’ Freuler pesca Hateboer sulla sinistra, vince il duello fisico con Keane e di destro impegna Joel che sfiora quanto basta per evitare un gol che arriva inevitabilmente al 63’, su corner del Papu di nuca ancora Bryan Cristante senza nemmeno vedere la porta fa centro. In maniera totalmente contraria verso l’inerzia del match l’Everton dimezza lo svantaggio, al 71’ Mirallas pesca Sandro Ramírez appena dentro l’area, destro angolato a incrociare e Berisha non ci arriva. Lo spagnolo va pure vicino al pari all’83’ con un tiro alzato dal portiere albanese in corner ma il finale è tutto atalantino: a quattro minuti dal termine altro corner respinto dalla difesa, si coordina Robin Gosens e di sinistro da fuori pesca la traiettoria imprendibile per Joel, si riprende a giocare e l’altro subentro ossia Andreas Cornelius penetra dentro l’area degli sfiduciati inglesi e di destro fa 1-4. Sull’ultimo pallone è pure cinquina, ancora un corner stavolta da destra e nuovamente Andreas Cornelius di testa batte Joel, memorabile finale nerazzurro e vittoria dilagante.
Il 4-0 del Lione sull’Apollon Limassol non conta più, con questo risultato l’Atalanta ha due risultati su tre all’ultima giornata e anche in caso di pareggio sarebbe prima nel girone per la miglior differenza reti. I nerazzurri torneranno in campo lunedì nel posticipo col Benevento per cercare il ritorno alla vittoria che in campionato manca dal 25 ottobre, lo faranno dopo essere diventati il primo club italiano a battere l’Everton sul suo campo.
IL TABELLINO
Everton (4-2-3-1): Joel; Kenny (70’ Feeney), Keane, A. Williams, Martina; Baningime, Davies; Mirallas (79’ Calvert-Lewin), Rooney, Klaassen (62’ Vlašić); Sandro Ramírez. Manager: Unsworth
Atalanta (3-5-2): Berisha; Tolói, Palomino, Masiello (61’ Caldara); Castagne, Cristante (82’ Cornelius), de Roon, Freuler, Hateboer (70’ Gosens); Petagna, A. Gómez. Allenatore: Gasperini
Arbitro: Jakob Kehlet della federazione danese (Rix – Sørensen; Larsen; Tygaard – Maae)
Reti: 12’, 63’ Cristante, 71’ Sandro Ramírez (E), 86’ Gosens, 88′, 94′ Cornelius
Ammoniti: A. Williams, Martina, Davies (E), Palomino (A)
Note: al 48’ Joel (E) ha parato un rigore ad A. Gómez (A)
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