A un passo dalla rimonta impossibile: l’Inter vince 4-1 dopo i tempi supplementari ma passa il Tottenham

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Ai quarti di finale di Europa League ci va il Tottenham, ma chi si prende tutti gli applausi è senza dubbio l’Inter, che ha fatto una partita commovente ed esce solo perché gli Spurs hanno fatto un gol in trasferta.

 

Centoventi minuti di puro furore agonistico,per cercare un impensabile passaggio del turno e che invece a un certo punto sarebbe potuto diventare realtà, persino prima dei tempi supplementari con l’occasione mancata per un soffio da Cambiasso. È davvero un peccato che il gol di Adebayor sia valso così tanto, forse FIFA e UEFA dovrebbero cominciare a prendere in considerazione l’idea di non far valere doppio il gol segnato in trasferta nell’extra-time, perché è un vantaggio troppo grande per chi gioca fuori casa la gara di ritorno, ma questo è il regolamento attuale e bisogna ovviamente accettarlo. Eroica la prestazione dei nerazzurri, la migliore stagionale assieme a quella dello Juventus Stadium, in mezzo a un’infinità di problemi e dopo l’imbarazzante disfatta di Londra (la qualificazione si è decisa lì) i giocatori e Stramaccioni sono riusciti a ricompattarsi e a tentare di fare un qualcosa che sarebbe entrato di diritto nei libri di storia del calcio: è mancato davvero poco perché questo accadesse, ma tutti (tolto Guarín, seppur con l’attenuante di non essere al meglio) hanno dato il 110%, dal sublime Kovacic agli “insospettabili” Jonathan e Gargano. Il Tottenham, squadra completamente diversa al ritorno senza Bale (forse è il caso di dire dipendente dal gallese?), ha fatto l’errore madornale di sottovalutare l’impegno, come ammesso con molta onestà al termine della gara dal difensore Vertonghen, e una volta subito il primo gol ha vacillato terribilmente, salvandosi diverse volte per fortuna e segnando su ribattuta in una delle poche azioni d’attacco: evidentemente la buona sorte è dalla parte degli Spurs, vedendo anche come i londinesi avevano superato i sedicesimi di finale contro il Lione. Villas-Boas, come detto, ha dovuto fare a meno di Gareth Bale, squalificato dopo l’ammonizione rimediata all’andata per una evidente simulazione in area, e ha recuperato solo per la panchina Lennon, in attacco c’è Adebayor di punta con Defoe che gli gira vicino più Dembélé e Sigurðsson ai lati. Inter invece in campo con il 4-3-1-2 ossia Guarín trequartista più Palacio e Cassano, unici attaccanti a disposizione di Stramaccioni in Europa dopo l’infortunio di Milito, in panchina ci sono come giocatori offensivi solo i giovani della Primavera Belloni e Colombi. Dopo il 3-0 dell’andata la fiducia è ai minimi storici e non c’è il pubblico delle grandi occasioni al Meazza.

PRIMO TEMPO
L’Inter aveva quantomeno l’obbligo di non sbagliare il primo tempo, abitudine troppo diffusa nel recente periodo, e per una volta l’inizio è stato convincente. Dopo pochi minuti si capisce perfettamente che è la squadra padrona di casa a essere disposta molto meglio sul terreno di gioco, con la difesa degli ospiti troppo alta e esposta alle imbucate centrali, non a caso la prima occasione del match capita su una giocata di questo tipo con Cassano pescato in posizione regolare che però tira sul primo palo dove Friedel non ha problemi a bloccare. Quattro minuti dopo ancora il barese viene lanciato in profondità, sembra essere in vantaggio su Gallas che cerca di recuperare e dopo un presunto contrasto il numero novantanove cade a terra, l’arbitro Bebek lascia proseguire e il sospetto che ci sia stata una simulazione è più che fondato, Cassano probabilmente avrebbe fatto molto meglio a tirare. Alla terza occasione però il gol arriva: sfonda ancora l’Inter sulla destra con Jonathan che innesca Palacio, cross sul secondo palo dove Cassano è ancora una volta solissimo, colpisce di testa facendo sbattere il pallone per terra superando così Friedel. Un gol nel primo quarto di gara era quello che serviva ai nerazzurri, che nonostante il passivo enorme da recuperare provano a rimettersi in corsa per la qualificazione. Il Tottenham ha un minimo sussulto con Sigurðsson che chiama alla prima parata dell’incontro Samir Handanovic ma dietro la retroguardia degli Spurs è un disastro, al 25′ Cassano manda in porta Palacio che parte sul filo del fuorigioco e si invola verso la porta, il suo pallonetto supera Friedel ma si infrange sulla traversa, Inter anche sfortunata e che sarebbe potuta andare sul 2-0 poco dopo metà tempo. Al 37′ occasione per gli ospiti su punizione dalla destra con Walker che salta di testa ma manda il pallone a lato, nel Tottenham si notano diverse imprecisioni e una mancanza di tranquillità non comune per una squadra che dovrebbe invece gestire comodamente il 3-0 dell’andata, addirittura si sprecano le perdite di tempo già dai primi minuti con Livermore e Friedel ammoniti per questo motivo. Prima del riposo due tentativi per Guarín, il primo ampiamente fuori bersaglio e il secondo ben respinto dal portiere statunitense dopo che il colombiano si era liberato sulla sinistra, all’ultimo minuto di recupero però Juan Jesus rischia di mettere fine alla partita con un errore che lancia verso la porta Adebayor, il cui tocco sotto per fortuna del difensore brasiliano e di tutta l’Inter termina sopra la traversa.

SECONDO TEMPO
Nessun cambio dopo l’intervallo. La buona Inter del primo tempo si conferma anche nella ripresa, e dopo sette minuti la rimonta comincia a prendere corpo: azione personale di Palacio che penetra in area saltando mezza difesa del Tottenham e poi cade a terra dopo un contrasto con Gallas, il Tottenham riparte ma Cambiasso recupera palla a centrocampo e verticalizza in profondità ancora per Palacio, la difesa degli Spurs si fa ancora tagliare fuori in velocità, l’argentino si presenta solo davanti a Friedel come all’andata ma stavolta è molto più lucido e impallina il quarantunenne portiere americano con un destro piazzato sull’angolo lontano. Ottavo gol in dieci presenze di Europa League per l’ex giocatore del Genoa e Inter a una sola rete di distanza dai tempi supplementari. Continuano a spingere i nerazzurri alla ricerca del 3-0, magari con troppa foga ma è comprensibile la voglia di recuperare arrivati a questo punto, ci prova persino capitan Javier Zanetti dal fondo, il suo tocco di esterno però finisce tra le braccia di Friedel ben appostato sul primo palo. Lo stesso Zanetti al 74′ si procura un’interessante punizione dal limite, alla battuta ci va Cassano che tenta la conclusione sul primo palo, Dembélé devia il pallone che carambola su Gallas, che cercava di rinviare, cambiando traiettoria e finendo incredibilmente dentro: tre a zero, clamoroso. Per la UEFA è autogol del difensore francese anche se Cassano aveva chiaramente cercato il tiro in porta, ma ciò che conta è che il pallone sia finito in porta. C’è ancora un quarto d’ora più recupero per provare a completare l’impresa ma l’Inter deve anche stare attenta dietro, all’85’ Handanovic è super su un tiro dalla distanza di Kyle Naughton e devia in calcio d’angolo. Nel finale un altro dei nuovi entrati, Álvarez, va al tiro di sinistro ma una doppia deviazione lo rende innocuo per Friedel, poi Palacio ripete lo slalom in mezzo agli avversari (dribblando persino Gargano) ma di sinistro manda alto, al 92′ l’Inter avrebbe addirittura la palla per evitare i supplementari e compiere un capolavoro immortale ma Cambiasso, favorito da un rinvio errato dell’imbarazzante Gallas, si ritrova solo davanti a Friedel e calcia di sinistro fuori di un soffio. Sarebbe stato un epilogo da favola, invece la gara viene prolungata di altri trenta minuti.

TEMPI SUPPLEMENTARI
La stanchezza inizia a essere un fattore determinante e in quanto a freschezza atletica il Tottenham ha sicuramente qualcosa in più, non è un caso se gli Spurs cominciano bene l’extra-time e collezionano due occasioni su corner consecutivi, prima Handanovic è bravo e fortunato sul colpo di testa ravvicinato di Vertonghen e sull’angolo successivo Gallas manda sul fondo. Al 97′ il portiere sloveno viene impegnato anche da un sinistro dal limite di Dembélé ma la palla rimane al limite dell’area piccola e il primo ad arrivarci è Adebayor che in scivolata trova il pesantissimo gol del 3-1, spezzando così i sogni di remuntada dell’Inter. Quarto gol stagionale per il discusso togolese, di sicuro il più importante. In maniera encomiabile e con le ultime energie rimaste in corpo i nerazzurri non si danno per vinti e riprendono ad attaccare, Palacio al 105′ ha una buona occasione ma il suo colpo di testa è troppo debole per impensierire Friedel. Cambio di campo dopo diversi minuti di recupero causati da un problema a Dembélé, appena ripartiti Cassano da sinistra fa partire un tiro a giro che Friedel smanaccia in calcio d’angolo, entra anche Ranocchia per fare il centravanti aggiunto e proprio verso il difensore reinventato attaccante Cassano al 110′ mette un pallone in mezzo, il suo cross è leggermente lungo per il numero ventitré ma da dietro arriva Ricky Álvarez che di testa in tuffo trova il suo secondo gol stagionale dopo quello di Catania: 4-1, l’Inter è ancora viva e il Tottenham rivede i fantasmi. Ci sarebbero dieci minuti più recupero per l’arrembaggio finale, su un corner va persino Handanovic a saltare di testa ma l’unica mezza occasione ce l’ha Ranocchia la cui incornata finisce alta, gli Spurs se la prendono con estrema calma e riescono a portare fino in fondo il punteggio che vale la qualificazione.

L’Inter ci ha provato in tutti i modi a cancellare la disarmante prova di White Hart Lane ma il gol di Adebayor ha fatto tutta la differenza del mondo, e fra le migliori otto dell’Europa League ci finiscono gli Spurs. La squadra di Stramaccioni, messo in discussione alla vigilia ma uscito rafforzato da questa partita ed elogiato nel dopogara anche dal presidente Moratti, ha stravinto e fatto quello che non le era mai riuscito in tutta la stagione, ossia realizzare quattro gol in una singola partita, ma non è bastato, e rimangono solo i tanti applausi del pubblico del Meazza, che ha apprezzato la reazione dell’Inter e ringraziato i giocatori per aver dato tutto e sfiorato un’eroica qualificazione. I nerazzurri dovranno ripartire da tutto quello che di buono si è visto stasera in campo per cercare di risalire in campionato, perché adesso il terzo posto è un obiettivo da raggiungere a ogni costo, e per farlo servirà innanzitutto battere la Sampdoria nel posticipo di Domenica sera prima della sosta per le gare delle nazionali.

IL TABELLINO
Inter (4-3-1-2):
Handanovic; Jonathan (107′ Ranocchia), Juan Jesus, Chivu, Zanetti; Gargano, Kovacic (79′ Benassi), Cambiasso; Guarín (71′ R. Álvarez); Palacio, Cassano. Allenatore: Stramaccioni
Tottenham (4-4-2): Friedel; Walker, Gallas, Vertonghen, Naughton (104′ Caulker); Sigurðsson, Parker, Livermore (70′ Lennon), Dembélé; Adebayor, Defoe (56′ Holtby). Allenatore: Villas-Boas
Arbitro: Ivan Bebek della federazione croata (Petrovic – Grgic; Conjar; Vuckov – Gabrilo)
Reti: 20′ Cassano, 52′ Palacio, 75′ aut. Gallas, 96′ Adebayor (T), 110′ R. Álvarez
Ammoniti: Livermore, Friedel, Walker, Adebayor (T), Juan Jesus (I)

[Immagine presa da gazzetta.it]