L’Argentina soffre ma riesce ad avere la meglio nel ruvido match di La Serena: El Kun risolve con un colpo di testa sul primo palo, Uruguay battuto e superato in classifica.
Il derby del Rio de la Plata va all’Argentina. Al termine di novanta minuti spigolosi la Selección ha la meglio sulla Celeste, con l’unico gol del match di Agüero che fa saltare il banco e riporta un po’ di tranquillità dalle parti di Buenos Aires e dintorni. Continua a non convincere la squadra del Tata Martino, allontanato dal campo alla mezz’ora per aver superato il limite dell’area tecnica, ma questa vittoria è da prendere e portare a casa senza fare tanto gli schizzinosi, perché il blocco mentale a seguito del pari contro il Paraguay è stato superato e dalla prossima contro l’ormai eliminata Giamaica la situazione non potrà che migliorare. C’è voluto un colpo di testa del Kun per spezzare il filo dell’equilibrio, curiosamente proprio con una palla alta che fin lì era sempre stata terreno di conquista per l’Uruguay, specialmente con Godín magistrale nel rispedire al mittente tutti i traversoni indirizzati verso il centro dell’area di rigore: sul gol della punta del Manchester City il centrale dell’Atlético Madrid non c’era, Giménez è arrivato in ritardo e non ha potuto far altro che vedere il pallone finire in rete. La Celeste ha provato a tenere lo 0-0 di partenza il più possibile, una volta subito lo svantaggio ha avuto una colossale occasione per pareggiarla nella ripresa, quando su un tiro di Maxi Pereira non trattenuto da Romero Rolán ha avuto l’occasione per fare uno a uno, ma ha spedito la ribattuta sopra la traversa a porta praticamente vuota. Se a prendere la respinta ci fosse stato Suárez, o Forlán, o persino il Loco Abreu forse sarebbe finita diversamente…
PRIMO TEMPO
La tattica dell’Uruguay è decisamente attendista, l’Argentina ha il predominio del possesso palla ma poche volte riesce a passare. Il primo ad aprire il muro uruguayano è Pastore al 9′ con un bel tocco sulla destra per Di María, che col sinistro chiama Muslera alla parata in due tempi; per il Fideo un altro tiro, dalla parte opposta del campo, con esiti però meno soddisfacenti al 12′. Le azioni della Selección partono prevalentemente dall’out di destra dove giocano Zabaleta, Pastore e Messi, quest’ultimo al 20′ se ne va bene in dribbling, tocca verso Pastore che dal limite calcia col suo piede meno preferito, il sinistro, ne esce fuori un rasoterra facile per Muslera. Uruguay pericoloso per la prima volta con una giocata classica, il calcio d’angolo per la testa di Godín: palla a lato, così come l’incornata di Rolán alla mezz’ora su cross di Maxi Pereira, in mezzo un’altra conclusione tramite il gioco aereo ma di Agüero, su palla scodellata da Messi e respinta con una mano da Muslera. Il finale di tempo si trasforma in un rodeo, con diversi interventi ben oltre il limite e una marea di insulti reciproci fra i ventidue in campo.
SECONDO TEMPO
Prima discesa di Maxi Pereira e grosso pericolo per l’Argentina, al primo minuto l’esterno in scadenza col Benfica se ne va via a Rojo e con un destro potente impegna Romero che respinge. Come nel primo tempo la Selección spinge soprattutto sulla destra, dove Álvaro Pereira deve spesso ricorrere alle maniere forti per fermare gli avversari, e non è un caso che il gol nasca da lì: numero di Pastore (migliore in campo) sul Cebolla Rodríguez, apertura a destra per Zabaleta, cross sul primo palo e colpo di testa vincente di Sergio Agüero, al secondo centro in altrettante partite. È l’episodio che sblocca l’Argentina e anche la frustrazione uruguayana, gli interventi duri aumentano col passare dei minuti e anche uno normalmente tranquillo come Messi tradisce il nervosismo andando a muso duro con Arévalo Ríos. Occasioni non tantissime ma a un quarto d’ora dalla fine l’Uruguay va a un passo dal pareggio, Maxi Pereira con un tiro violento prende la porta, Romero respinge corto e Rolán lo grazia calciando alto da ottima posizione. Messi salta Álvaro González e con un sinistro centrale non impensierisce più di tanto Muslera, il centrocampista del Torino poi sfiora il gol da favola con un gran destro da fuori che scende ma non quanto basta per beccare i pali. Entra Tévez che come primo pallone tocca arretrato verso Messi, sinistro sul primo palo e Muslera mette in angolo. Ultima azione di marca uruguayana al 90′: Maxi Pereira scarica all’indietro per Abel Hernández, sinistro secco e Romero salva il risultato.
L’Argentina mette la freccia ed effettua il sorpasso: l’Uruguay è dietro, il Paraguay non scappa. Considerato che la Giamaica è di fatto eliminata alla Selección capita una partita piuttosto morbida per marcare il primo posto che significherebbe evitare molto probabilmente il Brasile ai quarti, mentre Paraguay-Uruguay si prevede già come uno scontro senza prigionieri per non dover attendere il conteggio delle migliori terze.
IL TABELLINO
Argentina (4-3-3): S. Romero; Zabaleta, Garay, Otamendi, Rojo; Pastore (79′ Banega), Mascherano, Biglia; Messi, Agüero (82′ Tévez), Di María (89′ Pereyra). Commissario tecnico: Martino
Uruguay (4-1-3-2): Muslera; M. Pereira, Giménez, Godín, A. Pereira; Arévalo Ríos, A. González, Lodeiro (69′ A. Hernández), C. Rodríguez (64′ C. Sánchez); Cavani, Rolán. Commissario tecnico: Tabárez
Arbitro: Sandro Meira Ricci della federazione brasiliana (Emerson de Carvalho – Fábio Pereira; Bascuñán)
Rete: 56′ Agüero
Ammoniti: Lodeiro, Godín A. Pereira (U), Mascherano, Rojo, S. Romero (A)
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