Coppa d’Asia, quarti: Son salva la Corea del Sud, Cahill trascina l’Australia, i rigori condannano Iran e Giappone.

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Nei quarti di finale di Coppa d’Asia la Corea riesce a superare l’Uzbekistan grazie a due goal di Son Heung Min nei supplementari, l’Australia fa fuori la Cina con la doppietta del solito Cahill mentre i calci di rogore sentenziano due delle favorite della viglilia come Iran e Giappone contro Iraq ed Emirati Arabi.

 

Nel primo dei quarti di finale la Corea del Sud mette fine alla favola dell’Uzbekistan, che ha resistito fino alla fine del primo supplementare. Dopo novanta minuti tutt’altro che da ricordare, nei supplementari la gara si vivacizza e la Corea riesce a sbloccarla al minuto 103: Kim Jin Su ruba palla, con un gran numero riesce a mettere un cross morbido e Son Heung Min lo raccoglie con una girata di testa che batte un non incolpevole Nesterov, che si fa sfuggire la palla dalle mani. Nei minuti finali il goal che chiude i giochi, ancora con Son Heung Min, che scaglia sotto la traversa un pallone ottimamente portato su dal sempreverde Cha Du Ri.

Prova di forza dell’Australia che fa fuori la Cina, una delle più grandi sorprese della fase a gironi: dopo che la squadra di Perrin ha fatto la partita per tutto il primo tempo, nella ripresa è caduta sotto i colpi di Cahill. Il primo goal è per distacco il più bello di questa competizione: corner di Bresciano, allontana la difesa cinese, rimette dentro Franjic, Cahill si coordina per una splendida rovesciata e indirizza il pallone all’angolino. Poco dopo concede il bis: cross perfetto di Davidson, Cahill, seppur solissimo, riesce a girarsi e, con una gran zuccata, mette il pallone all’angolino dove Wang Dalei non riesce ad arrivare. Due a zero per i padroni di casa che continuano la fantasia di conquistare, tra i propri tifosi, per la prima volta questo torneo.

Se quello di Cahill è di sicuro il goal più bello, quella tra Iran e Iraq è stata la partita più spettacolare di tutta questa Coppa d’Asia. Motivazioni storiche e posta in palio hanno reso questi 120 minuti più rigori indimenticabili nella storia del torneo e non solo. Iran avanti a metà primo tempo con la girata di testa del gioiellino Azmoun, ma poco dopo Pooladi si fa cacciare per aver, già ammonito, colpito volontariamente Hassan in uscita. In vantaggio di un uomo l’Iraq impatta la partita al minuto 55 con Ahmed Yasin, che con un diagonale sul primo palo beffa un distratto Haghighi. Partita ai supplementari e qui succede davvero di tutto. Iraq che passa dopo pochi minuti con il colpo di testa in tuffo di Mahmood su cross di uno scatenato Ismail, decisamente il migliore in campo. Ma alla fine del primo tempo supplementare l’Iran riacciuffa la partita con il colpo di testa di Pouraliganji, abilissimo a svettare più in alto di tutti sul corner di Teymourian. Tutto lasciava presupporre i rigori ma la follia dello stesso Pouraliganji ribalta tutto: entrataccia inutile su Kasim e Ismail dal dischetto riporta avanti l’Iraq. Ma all’ultimo respiro, proprio come contro gli Emirati Arabi, ci pensa Ghoochannejhad a tener vivo il sogno persiano: altro corner, mischione in area, traversa e il bomber del Charlton sbuca dal nulla e mette dentro il 3-3. Si va ai rigori ma il sogno, tenuto vivo fino alla fine, si schianta sul palo assieme al rigore di Amiri, per poi crollare su quello insaccato da Shakir, e per l’Iraq significa semifinale storica lunedì contro la Corea del Sud.

Nell’ultimo quarto, altro match interminabile tra Giappone ed Emirati Arabi Uniti. La squadra di Ali passa dopo sei minuti con Mabkhout, che scaglia una sassata in diagonale all’angolino che Kawashima può solo veder passare. Da qui in poi è un monologo nipponico: gli Emirati pensano solo a difendersi ed erigono un muro praticamente invalicabile, ma a dieci dalla fine il Giappone trova la breccia che manda tutto ai supplementari: triangolo stretto tra Shibasaki e Honda, gran botta all’angolino del centrocampista del Kashima Antlers e niente da fare per Naser. All’extra time il cliché non cambia e il Giappone continua a schiacciare gli Emirati Arabi che però resistono e riescono anche in più occasioni a ripartire. Dopo 120 minuti Faghani fischia la fine e lascia ai rigori la sentenza per l’ultima semifinalista. Qui a tradire il Giappone sono proprio le sue stelle, Honda e Kagawa, e il penalty finale di Ahmed spegne il sogno del Giappone di bissare il titolo di quattro anni fa con Zaccheroni in panchina. Rimane accesissimo invece quello degli Emirati Arabi Uniti, partiti come squadra materasso del gruppo C e che invece andranno a giocarsi il podio e, a questo punto, a provare a conquistare qualcosa di più.

SEMIFINALI:
26/01: Corea del Sud – Iraq (Ore 10:00)
27/01: Australia – Emirati Arabi Uniti (Ore 10:00)

[Foto da cdn.sports.fr]