In Coppa d’Africa Gueye trascina il Senegal contro il Sudan, il Mali resiste in dieci e batte la Tunisia ai rigori. Oggi in campo Marocco e Camerun.
La Coppa d’Africa entra nel vivo con i primi due ottavi di finale, regalando emozioni e colpi di scena. Il Senegal, campione in carica, conferma le attese superando per 3-1 un combattivo Sudan, mentre il Mali compie una vera e propria impresa eliminando la Tunisia ai calci di rigore dopo una partita epica.
Come riportato dall’ANSA, il match tra Senegal e Sudan si è acceso fin dai primi minuti. A sorpresa, sono stati i sudanesi a passare in vantaggio al 6’ con Aamir Abdallah, bravo a sfruttare un’incertezza difensiva. Ma la reazione dei Leoni della Teranga non si è fatta attendere: Pape Gueye, centrocampista del Marsiglia, ha firmato una doppietta che ha ribaltato il risultato prima dell’intervallo. Nella ripresa, il terzo gol di Ibrahim Mbaye ha chiuso i conti, regalando al Senegal il pass per i quarti di finale.
Ad attenderli ci sarà il Mali, protagonista di una delle partite più intense di questa edizione. Rimasto in dieci uomini già nel primo tempo, il Mali ha resistito agli assalti tunisini per oltre un’ora. Al 43’ della ripresa, Firas Chaouat ha trovato il pareggio con un colpo di testa su cross perfetto di Saad, ma nel recupero è accaduto l’incredibile: un fallo di mano tunisino ha regalato un rigore al Mali, trasformato al 95’ da Lassine Sinayoko, portando il match ai supplementari.
Nel secondo tempo supplementare, la Tunisia ha segnato, ma il gol è stato annullato per fuorigioco. Ai rigori, il Mali è andato sotto due volte, ma ha rimontato grazie alle parate decisive del proprio portiere. Alla quinta serie, è stato l’ex Atalanta El Bilal Touré a segnare il rigore decisivo, mandando in delirio i tifosi maliani.
Oggi il programma prosegue con altri due ottavi di finale: alle ore 17 si affrontano Marocco e Tanzania, mentre alle 20 sarà la volta di Sudafrica-Camerun. La Coppa d’Africa continua a regalare spettacolo e sorprese, con le grandi favorite che dovranno guardarsi le spalle dalle outsider pronte a tutto.

