Dopo l’1-0 di una settimana fa il Grêmio bissa il successo, vince 1-2 in casa del Lanús e conquista l’edizione 2017 della CONMEBOL Libertadores, la prima disputata sull’intero anno solare.
Ventinove anni fa il Guerin Sportivo titolava “RE NATO” per presentare Renato Portaluppi, nuovo acquisto della Roma. L’esperienza in giallorosso sarà decisamente negativa e verrà ricordata più che altro per quanto fatto fuori dal campo, ma stanotte quello che in Brasile è noto come Renato Gaúcho è diventato davvero Re, come allenatore. Il suo Grêmio ha vinto la CONMEBOL Libertadores per la terza volta nella sua storia (l’ultima nel 1995), con una doppia vittoria in finale ai danni del Lanús, arrivato all’atto conclusivo del torneo forte di una miracolosa rimonta sul favorito River Plate ma sconfitto in entrambe le partite dai brasiliani, apparsi superiori. La settimana scorsa era stata una sfida decisa allo scadere (vedi articolo), stavolta alla Fortaleza il club di Porto Alegre ha messo le cose in chiaro fin dall’inizio con un primo tempo impressionante. Al 27′ José Luis Gómez sbaglia a centrocampo e lascia una prateria a Fernandinho, sei presenze in Serie A con la maglia del Verona fra gennaio e maggio 2015, l’attaccante brasiliano arriva fino in area e dopo quaranta metri palla al piede mette dentro lo 0-1. Copione pressoché identico al 42′, Jaílson lancia Luan che parte in posizione regolare poco dopo la linea di metà campo, avanza indisturbato sino ai venti metri, passa in mezzo alla difesa argentina con irrisoria facilità e raddoppia con un dolcissimo pallonetto che mette tre reti di distacco fra le due squadre (in finale non c’è la regola del gol doppio in trasferta), splendida prodezza del gioiello classe 1993 premiato miglior giocatore del torneo. Un rigore per fallo di Jaílson su Lautaro Acosta permette al 72′ al veterano José Sand di spiazzare Marcelo Grohe, di gran lunga miglior portiere del torneo, e laurearsi capocannoniere con nove centri totali, ma è troppo tardi per il Granate e nemmeno l’espulsione di Ramiro all’83’ cambia le cose: il Grêmio sale sul tetto del Sud America.
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