Nella seconda semifinale un forte temporale su Chicago mette in dubbio la disputa del secondo tempo, ma dopo due ore e venticinque minuti d’intervallo si riprende a giocare e il Cile conferma lo 0-2 maturato nei primi dieci minuti contro la Colombia, accedendo alla finale contro l’Argentina.

 

Sarà di nuovo Argentina-Cile, ma per definire la rivincita della finale di un anno fa è servito attendere due ore e mezza in più del normale. Intervallo infinito al Soldier Field di Chicago, dove una tempesta si è abbattuta sullo stadio fra primo e secondo tempo costringendo Colombia e Cile a rimandare l’inizio della ripresa ben oltre il quarto d’ora canonico di pausa, col rischio di dover rinviare di un giorno la seconda parte della partita e un terreno ai limiti della praticabilità. Alla fine il campo ha retto discretamente e dopo un sopralluogo a tempesta finita l’arbitro ha deciso di far riprendere il gioco, consentendo così al Cile di ratificare il suo passaggio in finale senza avere altro tempo in meno per recuperare rispetto all’Argentina, già tranquilla da ieri. Sono bastati dieci minuti alla Roja per sentenziare il match: inizio spettacolare quello cileno, con due gol in dieci minuti che hanno rapidamente posto fine alle speranze colombiane, sfruttando un’evidente falla sulla fascia del povero Fabra, umiliato più volte soprattutto in occasione del primo gol, ma anche delle disattenzioni di Cuadrado e Arias che hanno causato le due marcature cilene. Anche senza Vidal e Díaz, pilastri del centrocampo, Juan Antonio Pizzi ha incartato la Colombia con un ritmo impressionante (almeno per il primo tempo, dove c’è stata partita vera), e questo deve essere un campanello d’allarme per l’Argentina che arriva sì favorita ma non così tanto, alla luce di quanto fatto vedere dai suoi avversari fra stanotte e lo 0-7 contro il Messico. La Colombia, al netto dell’inizio traumatico, non è stata spazzata via dal campo come i messicani, ma pur tenendo l’urto e giocandosela alla pari almeno nella ripresa ha fatto troppo poco per riaprire il match, abbandonando così l’idea di tornare in finale quindici anni dopo il trionfo casalingo del 2001.

PRIMO TEMPO

Il Cile comincia come aveva finito contro il Messico, ossia col ritmo a mille e i gol in rapida successione. Roja già in vantaggio al 7′, Fuenzalida disorienta di finte Fabra e mette in mezzo, Cuadrado va a contrasto ma di testa ripropone il pallone verso il centro mandando in crisi la sua difesa e Charles Aránguiz è il più bravo a capire la giocata e inserirsi per battere Ospina. Quattro minuti e il Cile ha pure raddoppiato, da un rinvio di Bravo Arias perde il tempo e si fa scippare palla da Alexis Sánchez, rientro sul destro e tiro sul palo ma ci pensa José Pedro Fuenzalida a ribadire in rete e segnare un gol molto più importante dell’ininfluente 2-1 all’Argentina nella prima partita. Colombia terrorizzata dalla paura di prendere una goleada come accaduto ai messicani, Alexis Sánchez fa quello che vuole e al quarto d’ora va via in slalom a due avversari con Ospina che chiude sul primo palo, i Cafeteros si riprendono solo a metà tempo con un destro di Roger Martínez respinto da Bravo e successivamente con un sinistro di James Rodríguez a lato e un pallonetto di Arias messo in corner da Bravo, ma la manovra colombiana è troppo poco incisiva e solo a sprazzi si vedono delle belle giocate, come l’ultima di Carlos Sánchez che nel recupero fa partire un destro con effetto a scendere e Bravo stavolta deve impegnarsi più di quanto fatto durante tutto il primo tempo per non far riaprire la partita all’intervallo.

SECONDO TEMPO

Passata la tempesta si ricomincia alle 5.25 ora italiana con un giallo, perché su controllo sbagliato di Jara Daniel Torres si fionda sul pallone e cade a contatto con il difensore cileno, ma per l’arbitro non c’è rigore. Il fallo e il conseguente cartellino se lo prende Carlos Sánchez al 57′, è il secondo e la Colombia rimane anche in dieci, ma nonostante ciò continua a provarci sfruttando le non tante armi a sua disposizione. Dopo una chance al 66′ per il Cile, con cross di Silva per la testa di Pulgar e la parata di Ospina, i Cafeteros tentano il tutto per tutto, Fabra serve Marlos Moreno che calcia nonostante un angolo impossibile e l’uscita di Bravo mandando sull’esterno della rete, James Rodríguez invece becca la porta ma Bravo salva soprattutto sul rimbalzo, non avendola trattenuta. Finale con nervosismo e due ammonizioni per Bacca e James, con la Colombia che capisce di non poter più cambiare le sorti dell’incontro.

A East Rutherford domenica notte si rivedrà quanto visto un anno fa a Santiago: Argentina e Cile si giocheranno la Copa América Centenario nell’ultimo atto del torneo, ripetendo la prima partita del girone vinta 2-1 dalla Selección (ma non potrà essere uguale). Per la Colombia finale per il terzo posto sabato notte con gli Stati Uniti.

IL TABELLINO

Colombia (4-2-3-1): Ospina; Arias, C. Zapata, Murillo, Fabra (73′ S. Pérez); C. Sánchez II, D. Torres; Cuadrado (80′ Bacca), J. Rodríguez, Cardona (46′ M. Moreno); R. Martínez. Commissario tecnico: Pekerman
Cile (4-2-3-1): Bravo; Isla, Medel, Jara, Beausejour; Aránguiz, F. Silva, P. Hernández (29′ Pulgar); Fuenzalida (75′ Puch), Vargas (88′ M. González), A. Sánchez. Commissario tecnico: Pizzi
Arbitro: Joel Aguilar della federazione salvadoregna (Zumba – Torres; Argote)
Reti: 7′ Aránguiz, 11′ Fuenzalida
Espulso: C. Sánchez II (CO) al 55′ per doppia ammonizione
Ammoniti: Bravo, A. Sánchez, Beausejour, Puch (CI), Bacca, J. Rodríguez (CO)

[Immagine presa da newsoneplace.com]