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Stindl Cile-Germania

La Confederations Cup finisce nella bacheca della Germania. Uno svarione di Marcelo Díaz regala a Lars Stindl l’unica rete della finale di San Pietroburgo, il Cile è battuto 0-1.

Il bis è servito. Quarantasette ore dopo aver alzato gli Europei Under-21 al cielo di Cracovia la Germania fa sua anche la Confederations Cup. È il trionfo di Joachim Löw, perché è stato lui (assieme alla federazione) a volere una squadra rinnovata per la competizione, lasciando a casa tutti i big per portare molti giovani che altrimenti avrebbero giocato in Polonia con l’Under-21, rischiando di indebolire sia la sua squadra sia quella di Stefan Kuntz. È stato invece un doppio trionfo che servirà tantissimo al movimento tedesco, perché ha permesso a tanti ragazzi con esperienza relativa di avere a che fare con un torneo di prestigio e di ottenere in bacheca un prestigioso riconoscimento, cosa che di sicuro potrà aiutare per la loro carriera. Oggi a San Pietroburgo una mano gliel’ha data anche Marcelo Díaz, che in Germania ha giocato con la maglia dell’Amburgo salvandolo nel 2015 all’ultimo minuto nello spareggio di Bundesliga col Karlsruher: il centrocampista ora al Celta Vigo si è fatto portar via palla al limite dell’area da Timo Werner e Lars Stindl ha scartato il regalo di Natale con quasi sei mesi d’anticipo per l’unico gol della sfida. Fin lì la Roja aveva dominato, ma poi sono state ben poche le occasioni di marca sudamericana, con i cileni troppo nervosi e il solito antisportivo Gonzalo Jara che si è fatto notare per un uso scorretto delle braccia, con una gomitata a Werner punita solo col giallo dall’arbitro nonostante la verifica del VAR (non ci siamo da questo punto di vista). Al Cile non è riuscita la terza vittoria consecutiva in finale dopo le due di Copa América: forse sarebbe servito un po’ più di peso in attacco per sfruttare le non poche occasioni create.

PRIMO TEMPO

Come nella partita dei gironi il Cile parte fortissimo, solo che stavolta al 5′ anziché segnare sfiora solo il gol, con un ottimo inserimento di Aránguiz e tocco arretrato per l’esterno di Vidal respinto da ter Stegen, l’ex Juventus ci prova anche al 7′ da fuori mandando a lato. Un’errore di Goretzka regala palla a Hernández che lascia al vicino Vargas, dribbling sul centrocampista dello Schalke 04 e destro dal limite centrale per la facile parata di ter Stegen. Il Cile domina e per venti minuti gioca a una sola metà campo, al 20′ Vidal da fuori trova impreparato ter Stegen e Sánchez non riesce a mettere dentro la respinta per l’intervento del suo compagno di club Mustafi, ma incredibilmente dalla parte opposta Marcelo Díaz si gira male e si fa soffiare palla da Werner regalando un due contro uno con facile assist per Lars Stindl che a porta vuota mette dentro con estrema calma. Un tiro un gol per la Germania, non si può nemmeno dire un’azione visto che è stato il giocatore del Celta Vigo a innescare i tedeschi al limite della propria area, con uno svarione clamoroso. Cile che subito lo 0-1 non riesce più a riprendersi, inevitabile visto come l’ha preso, al 36′ ancora Marcelo Díaz in palese confusione sbaglia un passaggio e innesca Draxler, servizio centrale per Rudy e filtrante sul centro-destra per l’inserimento di Goretzka la cui battuta col destro va a lato. Prima dell’intervallo altre due occasioni per gli uomini in maglia bianca, al 40′ piatto destro di Draxler che non becca lo specchio e al 45′ Jara emula Marcelo Díaz con un assist a Draxler al limite dell’area, scarico sulla sinistra per Goretzka e Bravo rimedia all’errore del compagno coprendo bene sul primo palo.

SECONDO TEMPO

Una grande azione personale di Draxler porta la Germania vicina al raddoppio al 55′, il giocatore premiato come migliore del torneo va in progressione centrale e al momento del sinistro trova l’opposizione determinante di Jara per mettere in corner. Il difensore però una decina di minuti dopo viene graziato dall’arbitro Milorad Mažić: la gomitata volontaria e cattiva nei confronti di Timo Werner è da rosso diretto, ma il direttore di gara serbo verifica al monitor del VAR e inspiegabilmente tira fuori solo il giallo. Partita che diventa molto nervosa soprattutto perché il Cile è frustrato per non riuscire a rimettere in parità la situazione dopo il regalo di Díaz, a un quarto d’ora dal termine Aránguiz serve Vargas che si gira e col destro trova la parata a terra di ter Stegen, mentre Vidal manda alto su cross di Beausejour toccato da Sánchez. Pizzi le prova tutte mettendo dentro gli attaccanti Puch e Sagal che all’84’ creano la migliore chance per pareggiare, il primo si butta su un pallone vagante anticipando ter Stegen e dal fondo mette dentro per il secondo: incredibile l’errore a porta quasi vuota (c’erano difensori sulla linea, non il portiere) con la palla che finisce altissima. Nell’ultimo dei cinque minuti di recupero punizione dal limite battuta da Alexis Sánchez sul palo del portiere, ter Stegen si distende alla sua sinistra e respinge blindando il risultato.

La Germania diventa la sesta squadra a vincere la Confederations Cup in dieci edizioni e ora dovrà cercare di sfatare una “maledizione”: chi ha vinto questo trofeo poi l’anno dopo non si è ripetuto ai Mondiali. Fra dodici mesi in Russia la controprova (il primo posto nel girone dovrebbe essere una formalità), mentre il Cile la qualificazione deve ancora sudarsela.

IL TABELLINO

Cile (4-3-1-2): Bravo; Isla, Medel, Jara, Beausejour; Aránguiz (81′ Sagal), M. Díaz (53′ Valencia), P. Hernández; Vidal; Vargas (81′ Puch), Sánchez. Commissario tecnico: Pizzi
Germania (3-4-2-1): ter Stegen; Ginter, Mustafi, Rüdiger; Kimmich, Goretzka (92′ Süle), Rudy, Hector; Stindl, Draxler; Werner (79′ Can). Commissario tecnico: Löw
Arbitro: Milorad Mažić della federazione serba (Ristić – Djurdjević; Skomina)
Rete: 20′ Stindl
Ammoniti: Kimmich, Can, Rudy (G), Vidal, Jara, Vargas, Bravo (C)

[Immagine presa da fifa.com]