Il Cile è l'ultima semifinalista di Copa América: col Messico sono novanta minuti memorabili, con sette gol di cui quattro dell'ex attaccante del Napoli.

 

I campioni in carica lanciano un segnale sensazionale. Il Cile, che nella fase a gironi non aveva mai impressionato, si sveglia di colpo e piazza la migliore prestazione singola di tutta la Copa América, umiliando con sette gol il Messico che, di contro, era stata la migliore formazione del primo turno. Un risultato impensabile alla vigilia quello uscito da Santa Clara, frutto della perfetta preparazione da parte di Juan Antonio Pizzi, il cui schieramento in campo è stato ottimale sia per coprire sia per ripartire in maniera letale e arrivare primi su ogni contrasto, ma anche per la vena realizzativa di Edson Puch (scelto a sorpresa per Orellana e doppietta) e soprattutto Eduardo Vargas, il cui passaggio a Napoli ha avuto ben pochi acuti (una tripletta in Europa League e quasi nient'altro) ma questo perché si tratta di un giocatore che quando veste la maglia roja si scatena e diventa un attaccante di primissimo livello. Poker fantastico per l'ex Universidad de Chile, nuovo capocannoniere del torneo, e Messico spazzato via dal campo: irriconoscibile la Tricolor, mai in partita e sorpresa dal primo vantaggio cileno, nella ripresa i campioni in carica dell'ultima Gold Cup hanno fatto acqua da tutte le parti prendendo un passivo mai subito in gare ufficiali e mettendo fine all'imbattibilità del CT Juan Carlos Osorio. Poteva essere il torneo della definitiva consacrazione del calcio messicano, invece il Cile ha lanciato un segnale inequivocabile: in Copa América questa Roja non è seconda a nessuno e ora le altre tre avversarie dovranno avere paura.

PRIMO TEMPO

Un gran primo tempo del Cile, che fa valere i gradi di campioni in carica e non lascia nessuno spazio al Messico. Al 10' gran lancio di Vidal per la corsa di Puch e grande intervento in scivolata di Aguilar al momento della conclusione del giocatore del Necaxa (club messicano), che però alla seconda occasione fa centro: Díaz calcia da fuori, Ochoa respinge corto proprio sui piedi di Edson Puch, il cui tocco è lento ma vincente. Ottimo lo schieramento in campo della Roja, il Messico non riesce mai a lanciare le sue velocissime ali e Bravo non deve compiere nemmeno una parata, a un minuto dalla fine Sánchez dal fondo trova un ottimo filtrante in mezzo, Eduardo Vargas anticipa l'intervento di Héctor Moreno e dal limite dell'area piccola batte Ochoa firmando il raddoppio cileno con cui si va al riposo.

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SECONDO TEMPO

Osorio toglie Dueñas e Lozano per Jiménez e Peña ma il Cile la chiude subito. 49', palla persa da Héctor Herrera (pessimo anche l'obiettivo del Napoli) sul pressing di Vidal, doppio uno-due con Alexis Sánchez ed è il Niño Maravilla a battere Ochoa per la terza volta. L'inizio di ripresa della Roja è una superlativa prova di forza, tre minuti dopo Aránguiz lancia in avanti, Araujo buca l'intervento pressato da Sánchez ed Eduardo Vargas si invola verso la porta messicana piazzando facilmente lo 0-4. È finita per il Messico, al quale Bravo non dà nemmeno il punto della bandiera bloccando un tiro da fuori di Guardado, non per il Cile che continua a divertirsi e infierisce al 57', Sánchez tocca sulla sinistra per Beausejour che fa partire un tiro-cross respinto da Ochoa nuovamente sui piedi di Eduardo Vargas per la tripletta. Non c'è più la Tricolor in campo, su cross di Fuenzalida Vidal di controbalzo manda alto, al 73' Eduardo Vargas prende la mira per il poker con un destro piazzato di poco a lato ma lo trova un minuto dopo, Mark González appena entrato tenta il pallonetto, Puch calcia sul palo complice la deviazione di Layún e quasi dalla linea di fondo l'attaccante dell'Hoffenheim mette a referto il suo sesto centro in Copa América, staccando ulteriormente Lionel Messi in testa alla classifica marcatori. Solo il fischio finale di Heber Lopes può fermare la valanga cilena, prima del 90' c'è il tempo ancora per un'altra chanche mancata di poco da Vidal, che all'88' serve a Edson Puch l'ennesima palla geniale e davanti a Ochoa il tocco sotto vale lo 0-7 definitivo.

È la vittoria più larga nella storia della nazionale cilena, eguagliati altri due 7-0 al Venezuela (Copa América 1979) e all'Armenia (amichevole del 1997), ma questo ovviamente ha ancora più valore perché ottenuto contro un avversario che alla vigilia era addirittura favorito. Saranno dunque Stati Uniti-Argentina e Colombia-Cile le due semifinali di Copa América Centenario, e visto quanto accaduto stanotte è meglio prepararsi alle ore piccole anche la prossima settimana.

IL TABELLINO

Messico (4-3-3): Ochoa; P. Aguilar, Araujo, H. Moreno, Layún; Dueñas (46' Peña), H. Herrera, Guardado; Lozano (46' Jiménez), J. Hernández, J. M. Corona (61' Reyes). Commissario tecnico: Osorio
Cile (4-3-3): Bravo; Fuenzalida, Medel (60' Roco), Jara, Beausejour (73' M. Gonzále; Aránguiz, M. Díaz (57' Silva), Vidal; Puch, Vargas, A. Sánchez. Commissario tecnico: Pizzi
Arbitro: Heber Lopes della federazione brasiliana (Gil – Boschilia; Argote)
Reti: 16', 88' Puch, 44', 52', 57', 74' Vargas, 49' A. Sánchez
Ammoniti: Vidal (C), Guardado, Layún (M)

[Immagine presa da tagthebird.com]