Milan, sconfitta senza troppi Danny

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Nell’ultima giornata del girone C lo Zenit di Spalletti si impone a S.Siro per 1-0 su un Milan volenteroso di continuare la striscia positiva di risultati delle ultime settimane nonostante il discorso qualificazione fosse già archiviato.

 

Nonostante i numerosi cambi nell’undici titolare di mister Allegri, i rossoneri disputano una buonissima partita dal punto di vista dell’agonismo e della determinazione ma un rigore solare negato dall’arbitro francese Chapron nei primissimi minuti e il gol di Danny a fine primo tempo fanno si che S.Siro diventi, almeno in Europa, un tabù per il Milan reduce da due pareggi interni contro Anderlecht e Malaga.

LA PARTITA – I padroni di casa scendono in campo con una formazione rimaneggiata per permettere a qualche titolare acciaccato di riposare e a chi ha visto poco il campo in questo inizio di stagione di mettere minutaggio importante nelle gambe, ad ogni modo le indicazioni societarie da parte di Berlusconi e Galliani sono state chiare: portare a casa la vittoria per una questione di prestigio e di punti nel ranking ma anche per una questione puramente economica visto che la vittoria varrebbe un bottino di 800.000€.
Ritorna Abbiati tra i pali, confermati in difesa De Sciglio e Acerbi anche perchè Yepes era squalificato e Bonera ancora out per infortunio, rientrano dal primo minuto Zapata e Mesbah reduce dalla partita con la Primavera; Ambrosini schermo davanti la difesa, Flaminì e Emanuelson come mezz’ali a supporto del terzetto offensivo composto da Boateng, Bojan e Pazzini.
Al 4′ di gioco subito il primo episodio da moviola, Ambrosini si ritrova palla in area e cerca di indirizzarla di testa nello specchio della porta, il destinatario diventa Pazzini che però viene letteralmente affossato da un intervento maldestro del portoghese B.Alves senza che quest’ultimo riesca nemmeno a sfiorare palla, il rigore è solare tranne per l’arbitro che da quel momento fischierà poco o nulla all’attaccante milanista.
Il Milan fraseggia bene e con convinzione nei propri mezzi dando ampiezza al gioco con Bojan e Boateng che svariano sulla trequarti e alle sovrapposizioni di Mesbah e De Sciglio anche se il più pericoloso nei primi 20 minuti risulta Zapata che s’inserisce da dietro e in scivolata conclude di poco alto; lo Zenit si affida a Hulk unico punto di riferimento in attacco che puntualmente viene stoppato da un Zapata autore di un ottima partita.
Al 35esimo arriva il solito gol a freddo che caratterizza un pò tutte le partite del Milan, l’autore stavolta è Danny bravo a inserirsi in area e, complice una chiusura al rallenty di Acerbi non nuovo in queste situazioni, ad angolare alla sinistra di Abbiati che non può fare nulla; si chiude un primo tempo equilibrato dal punto di vista delle occasioni ma che il Milan ha saputo interpretare meglio nonostante la certezza del passaggio agli ottavi.
La ripresa si apre con la medesima formazione per la squadra di Allegri che al 52esimo minuto crea l’occasione da gol più nitida in tutta la partita: Acerbi riconquista palla in difesa e si rende autore di un’insolita sgroppata fino alla trequarti avversaria, palla smistata a Boateng che si defila sulla destra e sforna un traversone basso per Pazzini bravo a impattare palla anticipando il suo diretto avversario ma che nulla può contro i riflessi del portiere Malafeev che riesce a salvare il gol.
I ritmi inevitabilmente iniziano ad abbassarsi anche perchè lo Zenit non vuole rischiare di compromettere l’ingresso in Europa League e quindi decide di affidarsi ai soli contropiedi di Hulk che una volta sostituito si renderà protagonista di un siparietto polemico proprio con Spalletti, d’altro canto Allegri decide di sostituire Mesbah con Robinho spostando Boateng in mediana e Emanuelson nel ruolo di terzino; il brasiliano si renderà protagonista al 73′ quando serve in area Bojan che s’impappina e spreca una buona occasione, come del resto per tutta la partita, e all’ 82esimo di gioco quando per poco non trova il pareggio con un gran tiro a giro sul secondo palo. Entra pure El Shaarawy, acclamato da tutto lo stadio, per tentare l’ultimo assalto al fortino russo e per poco non riesce nell’impresa quando a 5 minuti dalla fine si rende autore di un diagonale insidioso che esce di poco a lato del palo; l’ultimo accento sulla partita è però dello Zenit che in contropiede non trova il raddoppio solo grazie ad un ottimo intervento di Abbiati bravo a smanacciare su un tiro ravvicinato.

QUALCHE NUMERO – La sconfitta a qualificazione acquisita è diventata quasi una costante per il Milan, nel 2002/03 la sesta giornata dei gironi vide il Milan cadere in casa con il Deportivo 1-2. Nel 2003/04 girone già vinto e ultima partita in casa col Celta Vigo, finita 1-2. Nel 2006/07, ancora primo posto già ipotecato e sconfitta all’ultima in casa con il Lille per 0-2. Stesso punteggio nel 2010/11, quando l’Ajax uscì vittorioso da San Siro.