Semplice meteora o squadra da temere? E’ questo il dubbio che attanaglia i tifosi del PSG e non solo. Dopo una campagna acquisti stratosferica cerchiamo di capire come si farà trovare la formazione di Ancelotti, Thiago Silva e Ibrahimovic all’urna di Nyon di giovedì. Il pericolo principale è ovviamente il Real Madrid di Mourinho, nemico pubblico delle prime della classe, ma attenzione anche alla sfida tra ex con il Milan, che offrirebbe una serie di ritorni che solo la Champions League può regalare.
Lo stato di forma e la rosa
Il club della capitale francese ha dimostrato di fare sul serio nella prima fase di questa Champions League qualificandosi come prima forza del gruppo A. I parigini hanno battuto la concorrenza di Dinamo Zagabria, Dinamo Kiev e soprattutto del Porto, che però non è prevalso nello scontro diretto dell’ultima giornata.
Il team di Leonardo, inoltre, può vantare un primato importantissimo: con sole tre reti subite è la miglior difesa del torneo fino a questo momento. Il tabellino suggerisce anche un altro record prestigioso, dato che la formazione che ha vinto più partite è proprio quella del PSG, con uno score di cinque vittorie e una sola sconfitta proprio contro i campioni di Portogallo.
In campionato Ancelotti non riesce a far quadrare il cerchio come sembra stia facendo in Champions League poichè, nonostante i suoi ragazzi siano in una buona posizione in classifica ad appena tre punti dalla capolista Lione, la tifoseria è leggermente stizzita da alcune prestazioni non molto convincenti.
Per quanto riguarda la rosa, sappiamo tutti che il Paris Saint Germain di Al-Khelaïfi è stato un grande protagonista del mercato estivo 2012. Dal suo portafoglio, infatti, sono usciti i famosi “petrodollari” che hanno permesso di strappare al calcio italiano e non solo giocatori del calibro di Ibrahimovic, Thiago Silva, Verratti, Lavezzi e Van der Wiel per un totale di ben 110,8 milioni. Senza contare il colpo già ufficializzato di Lucas Moura dal San Paolo, che però per contratto potrà aggregarsi ai suoi nuovi compagni solo a partire da gennaio. Con gli innesti più recenti e le operazioni degli anni precedenti i parigini sono considerati un vero e proprio Dream Team. A tutti questi campioni, in più, si aggiunge il giovane Adrien Rabiot, un esterno sinistro classe ’95 molto promettente e talentuoso che il mister ex Milan ha già avuto modo di provare.
C’è però un giocatore, in questo reame di campioni, che ultimamente sembra non trovare molto spazio nell’ undici titolare. Pastore, infatti, nelle ultime settimane è stato al centro di insistenti voci di mercato che lo volevano di ritorno in Italia, in particolare alla corte di una delle due milanesi. E’ stato il Flaco stesso, però, a smorzare le polemiche di un suo scarso impiego dicendo che non sarà certo lui a chiedere di essere ceduto e che farà di tutto per riprendersi il posto da titolare.
Dunque la rosa del PSG unisce il talento di giocatori già maturi ed esperti (Thiago Silva, Alex, Ibrahimovic, Lavezzi, Ménez) alla voglia di emeregere di alcuni dei giovani più di prospettiva del panorama europeo (Matuidi, Verratti, Rabiot, Van der Wiel, Sakho, Pastore). Vedremo se questo mix sarà abbastanza per permettere loro di arrivare addirittura a Wembley il 25 maggio 2013.
Il leader
Zlatan Ibrahimovic. Due parole, un nome ed un cognome che sembrano scontati, eppure anche in Francia il gigante svedese sta dimostrando tutta la sua classe, ancora una volta. Anche in Francia si sono accorti che chi parte con Ibra in campo crea degli handicap tecnici e morali agli avversari. L’ex Milan e Barcellona tra le altre, in 14 presenze in campionato ha realizzato la bellezza di 17 segnature, con una media dunque di 1,2 gol a match che fa accapponare la pelle. Nella massima competizione europea lo score è decisamente più basso con soli due gol in sei presenze ma, come già visto anche in Italia, quando non riesce a segnare si rende comunque utile. A testimonianza di ciò ci sono i quattro assist serviti ai compagni nello scontro con la Dinamo Zagabria, vinto proprio 4-0 al Parc des Princes.
In questa stagione, inoltre, ha raggiunto tre obiettivi personali molto importanti. Il primo in ordine di tempo è quello che lo colloca al primo posto per milioni spesi per tutti i suoi trasferimenti, dal Malmoe all’Ajax fino all’ultimo, dal Milan al PSG, per un totale di 141,6 milioni di euro. Nell’ambito di questa operazione è diventato anche il calciatore più pagato della storia della Ligue 1.
Il 18 settembre 2012 esordisce in Champions con il suo nuovo club e sigla il gol del momentaneo 1-0 ai danni della Dinamo Kiev, che lo porta ad essere l’unico calciatore della storia della competizione ad aver segnato con ben sei squadre differenti (Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan e PSG).
L’unica sbavatura della sua carriera è che non è mai riuscito ad elevare al cielo la tanto ambita coppa dalle grandi orecchie, ma si può star certi che ci proverà fino alla fine anche stavolta.
Il cammino in Europa
Il percorso del PSG in Champions League è a dir poco impeccabile, fatta eccezione per lo scontro del “do Dragão” di Oporto dove Ibrahimovic e compagni si sono dovuti arrendere al gol di James Rodrìguez a 7 minuti dal termine. Le restanti cinque partite hanno visto i francesi sempre vittoriosi con ben 14 reti fatte e solo 3 subite, che la incoronano la miglior difesa della fase a gironi.
Già dall’esordio contro la Dinamo Kiev si capisce la determinazione dei parigini, con un 4-1 che lascia poco spazio alle interpretazioni. Il secondo turno registra la sconfitta già citata contro il Porto mentre la partita di chiusura dei turni di andata vede la vittoria esterna per 2-0 sul campo della Dinamo Zagabria. Nel secondo trio di match internazionali gli uomini di Ancelotti non sbagliano un colpo rifilando un poker ai croati, battendo gli ucraini con una doppietta di Lavezzi e vendicandosi dei portoghesi con Thiago e ancora Lavezzi, rubando loro il primo posto in classifica e dunque la maggiore possibilità, almeno teorica, di sorteggiare avversari più abbordabili.
Commento finale
Abbiamo analizzato dunque il PSG, e abbiamo notato che è una squadra piena di campioni e di potenzialità ma che a volte per mancanza forse di affiatamento tra i giocatori, anche a causa dei numerosi cambiamenti in rosa, regala ai propri tifosi prestazioni non all’altezza. Per una squadra praticamente costruita da zero e al ritorno in Champions dopo sette anni, la strada verso Wembley è molto più lunga di quanto la geografia non possa suggerire, ma il cammino fin’ora intrapreso dai francesi dimostra come sia meglio evitare di passare per il Parc des Princes di Parigi.
