A Dortmund hanno deciso di alzare l’asticella degli obiettivi: dopo aver dominato la Bundesliga per due anni di fila spezzando il dominio del Bayern Monaco si sono messi in testa di voler fare la voce grossa anche in Europa, e per il momento i risultati sono più che soddisfacenti…

 

Lo stato di forma e la rosa
La straordinaria campagna europea dei gialloneri ha avuto inevitabili ripercussioni sul campionato, la situazione è leggermente migliorata nell’ultima giornata prima del mese di sosta invernale (in Germania il girone di ritorno inizierà il 18 Gennaio) ma il distacco dal Bayern capolista è comunque ancora enorme, con i bavaresi distanti dodici punti nonostante il passo falso contro il Borussia Mönchengladbach e la vittoria del Dortmund per 3-1 sul campo dell’Hoffenheim. Più che le tre sconfitte (l’ultima, in casa contro il Wolfsburg, arrivata grazie a un evidente errore arbitrale, rigore ed espulsione per Schmelzer che non aveva toccato il pallone con la mano) a creare il vuoto tra Monaco e Dortmund sono stati i sei pareggi del Borussia, specialmente quelli contro squadre di bassa classifica come Norimberga e Fortuna Düsseldorf oltre alla doppia rimonta subita in casa dell’Eintracht Francoforte. Nel “gruppo della morte” di Champions League, il girone D, invece è stato un trionfo assoluto, il BvB ha mostrato il miglior calcio d’Europa assieme al Barcellona, nell’unico girone con quattro campioni nazionali e che comprendeva due tra le principali squadre presenti nella manifestazione. La cessione di Kagawa è stata sopperita ampiamente dall’innesto di Marco Reus, fenomenale nel 4-2-3-1 dove davanti a Weidenfeller si posiziona una difesa di altissimo livello quasi sempre formata da Piszczek e Schmelzer sugli esterni e da Hummels e Subotic in mezzo, una delle coppie centrali migliori d’Europa; a centrocampo i due davanti alla difesa che sostengono la squadra non sono fissi come il pacchetto arretrato (anche per via di qualche infortunio), generalmente però giocano Gündogan e uno fra Sven Bender e Kehl, in ogni caso il meglio viene davanti con Robert Lewandowski unica punta, uno dei migliori attaccanti in circolazione, e il fantastico trio dietro formato da Mario Götze (’92) trequartista e sugli esterni il già citato Marco Reus (’89) più uno tra Kevin Grosskreutz (’88) e Jakub “Kuba”
Blaszczykowski (’85 e di fatto uno dei meno giovani in rosa).

Il Leader
Questa è una squadra che può vantarsi di avere tra le proprie file alcuni tra i migliori giovani del mondo, sarebbe riduttivo prenderne solo uno dai vari ragazzini terribili, anche se è chiaro che l’ossatura portante della squadra sia Hummels-Götze-Lewandowski (senza dimenticare Marco Reus). Giusto allora premiare per tutti il tecnico Jürgen Klopp, un maestro della panchina che si sta affermando come uno dei migliori tecnici al mondo. Il quarantacinquenne di Stoccarda si era guadagnato la simpatia di quasi tutta la Germania nel 2006 quando aveva svolto il ruolo di opinionista per la tv tedesca ZDF durante i Mondiali del 2006, ma poi ha dimostrato in panchina tutto il suo valore. Dopo aver portato il Mainz per la prima volta in Bundesliga e successivamente addirittura in Coppa UEFA (eliminato dal Siviglia poi laureatosi campione nella stagione 2005-06) è stato ingaggiato dal Dortmund nel 2008, vincendo la Supercoppa di Germania al primo colpo contro il Bayern e guidando la ricostruzione di una società sull’orlo del fallimento e praticamente senza soldi per operare sul mercato. Ha creato una rosa composta quasi esclusivamente da giovani cresciuti nel vivaio o da stranieri presi a cifre irrisorie da campionati di livello inferiore (clamoroso l’exploit di Kagawa, acquistato dalla seconda serie giapponese e rivenduto al Manchester United),
gli unici due “vecchi” sono il portiere Weidenfeller e il capitano Kehl, ora non più titolare fisso. Dopo due stagioni di assestamento al terzo anno, campionato 2010-11, è arrivato il primo vero capolavoro, con il Deutsche Meisterschale conquistato dominando per tutta la stagione la Bundesliga e riportato a Dortmund a nove anni di distanza dall’ultimo trionfo, con quegli sconosciuti pescati tra vivaio e squadre di seconda fascia ormai diventati campioni affermati e pilastri delle rispettive squadre nazionali. Non c’è stato bisogno però di attendere altri nove anni per rialzare il piatto più ambito di Germania, perché la scorsa stagione è stata quella del bis, e nonostante un inizio non entusiasmante (si faceva notare l’assenza di Nuri Sahin, trascinatore l’anno prima e ceduto al Real Madrid dove però non si è imposto) il campionato è stato vinto con due turni d’anticipo.

Il cammino in Europa
P
artiti nelle gerarchie dietro Manchester City e Real Madrid, gli uomini di Klopp non solo hanno superato il turno con una giornata di anticipo, ma hanno vinto il girone e chiuso imbattuti senza mai finire sotto nel punteggio. Dopo la vittoria sofferta all’esordio contro l’Ajax, 1-0 con gol di Lewandowski nel finale, sono arrivate cinque esibizioni praticamente perfette, partendo dall’1-1 dell’Etihad con il City salvato da una serie infinita di miracoli di Joe Hart per poi proseguire con la doppia sfida contro il Real Madrid, battuto 2-1 al Westfalenstadion e costretto al 2-2 al Santiago Bernabéu (con i gialloneri due volte in vantaggio e due volte rimontati, il pari finale a causa di un grave errore di Weidenfeller dopo che anche lì il Borussia Dortmund aveva dominato sul campo di una delle principali candidate al titolo), prima del facile successo ad Amsterdam che ha dato la certezza della qualificazione e del primo posto con un turno d’anticipo. Nell’ultima partita passerella per tante seconde linee ma è arrivato comunque il successo, 1-0 sul Manchester City che invece aveva l’obbligo di vincere ed è tornato in Inghilterra ultimo e fuori da tutto.

Commento Finale
È presto per dire se il Borussia Dortmund potrà lottare per rivincere la Champions League e ripetere la magnifica impresa della stagione 96-97 (3-1 all’Olympiastadion in finale sulla Juventus con doppietta di Karl-Heinz Riedle e terzo gol di Lars Ricken, appena entrato, con un incredibile pallonetto da trenta metri che scavalcò Peruzzi), ma l’inizio è stato ottimo e la squadra ha raggiunto un livello di intesa che in pochi possono vantare e che non si può comprare con i soldi degli sceicchi. Agli ottavi, non potendo beccare il Real Madrid in quanto squadra presente nel proprio girone, il sorteggio potrebbe essere benevolo ma attenzione alle insidie rappresentate dal Porto e dallo Shakhtar Donetsk, forse le uniche due formazioni in grado di reggere l’urto con l’impianto di gioco dei gialloneri.

[Immagine presa da puma.com]