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Bonucci in azione

Non poteva andare meglio la serata di Champions League per la Juventus, che vince a Siviglia per 3-1 e si assicura il passaggio agli ottavi di finale. Manca la certezza del primo posto ma difficilmente non arriverà una vittoria contro la Dinamo Zagabria a Torino, e allora, al termine di 90′ sofferti contro i campioni in carica dell’Europa League, gli uomini di Allegri possono festeggiare e godersi una rivincita “virtuale” verso i critici e soprattutto verso la squadra che l’anno scorso li condannò al secondo posto nel girone e al Bayern nei sorteggi.

PRIMO TEMPO

Il Siviglia inizia la partita con lo stesso atteggiamento focoso e intenso dei suoi tifosi (45000 indemoniati al Sánchez Pizjuán), proponendo le sue trame offensive e chiudendo tutti gli spazi alla Juventus in fase difensiva. I bianconeri sono bloccati a centrocampo quindi è Cuadrado a prendersi le prime iniziative dalla sua fascia di competenza con un paio di cross tesi ben respinti da Sergio Rico. Gli spagnoli iniziano sempre l’azione con i difensori, abili e coraggiosi palla al piede, ed è proprio uno di loro a sbloccare il risultato dopo appena nove  minuti: sviluppi di un calcio d’angolo, ribattuta in mezzo, respinta di Rugani nella zona di Nicolás Pareja, che si coordina e lascia partire un tiro al volo che Buffon non vede partire, inevitabile l’1-0. Non c’è una grande reazione da parte della Juve se non con l’intraprendenza del solito Cuadrado, anzi al 17′ ci sono ancora brividi per Buffon per un tiro in corsa di Escudero che finisce alto di poco. La prima vera occasione juventina viene dai piedi di Mandžukić al 26′: ripartenza firmata Alex Sandro-Cuadrado, cambio di gioco per il croato posizionato nel vertice sinistro dell’area di rigore spagnola, sterzata su Mercado e tiro sul secondo palo, impreciso, nessuna preoccupazione per Rico. Segue un buon momento per la Juve, che si toglie di dosso un po’ di tensione e sfrutta un calo fisiologico del Siviglia, tenendo più palla e facendo innervosire gli spagnoli. Sami Khedira sfiora il gol al 34′ su cross teso di Cuadrado dalla destra, la palla lambisce l’incrocio dei pali. Poi un’altra svolta di questo primo tempo: un movimento repentino di Khedira in mezzo al campo fa cascare Franco Vázquez nel tranello, l’ex Palermo già ammonito pochi minuti prima sgambetta il bosniaco e viene espulso da Clattenburg, lasciando i suoi in dieci per quasi un’ora di gioco. Il clima sevillista si infiamma e la partita diventa ancora più nervosa, ed è la Juve che paga la situazione con l’ammonizione a Khedira per un fallo in attacco; in generale la manovra bianconera sembra frenetica e frettolosa, con troppi errori di misura che vanificano delle buone azioni. Quando la gara sembra sopirsi e incombe l’intervallo ci pensa l’ex milanista Rami a rimescolare le carte in tavola trattenendo vistosamente Bonucci su azione di calcio d’angolo; Clattenburg vede benissimo e assegna calcio di rigore, trasformato con un brivido da Claudio Marchisio, il cui pallone viene solo minimamente deviato da un ottimo Sergio Rico. Uno a uno e squadre a riposo, mentre Jorge Sampaoli non sta fermo un momento e continua le sue proteste verso la direzione di gara, spinto dai fischi della gente del Sánchez Pizjuán.

SECONDO TEMPO

La ripresa non inizia sotto buoni auspici, anzi il clima si fa sempre più teso, così a ogni decisione di Clattenburg si scatena il pubblico nonché Sampaoli che viene graziato un paio di volte finché non viene allontanato per la protesta reiterata dopo un mancato fischio dell’arbitro inglese. Poco godevole il match anche sotto il punto di vista tecnico, errori continui in impostazione da parte della Juve, azioni poco concludenti da parte del Siviglia, il primo tiro si vede al 62′ con la rasoiata di Pjanić parata in due tempi da Sergio Rico. Con il passare di minuti si consolida un dominio bianconero fatto di molto possesso palla, di tocchi corti quasi esasperati, ma senza nessun tipo di conclusione, a parte un tiro troppo alto di Cuadrado. A rompere la monotonia ci pensa uno dei leader della Juve, aiutato dal baricentro altissimo dei suoi: cross dalla destra di Dani Alves, Rami respinge corto per anticipare Khedira al limite dell’area, c’è un vuoto di maglie bianche, così arriva in corsa Leonardo Bonucci che non si fa pregare e scaglia un tiro potente e rasoterra col mancino, che, complice una leggera deviazione, infila Rico per la seconda volta in serata. Entra anche Chiellini per resistere al forcing finale del Siviglia, ma dopo qualche brivido portato da calci piazzati, Mario Mandžukić sigla il tris con un diagonale perfetto sul secondo palo. Serata perfetta per la Juventus che agguanta una vittoria importantissima perché raggiunta nonostante le tante assenze e dopo una contesa sofferta, iniziata quasi subito in svantaggio, ripresa con le unghie e con i denti e ribaltata nel finale con merito, pur senza mostrare un gioco molto brillante.

IL TABELLINO

Siviglia (3-4-2-1): Sergio Rico; Mercado, Pareja, Rami; Mariano (76′ Kranevitter), Iborra, N’Zonzi, Escudero; Vázquez, Vitolo; Vietto (46′ Sarabia). Allenatore: Sampaoli.
Juventus (4-3-3):
Buffon; Dani Alves, Rugani, Bonucci, Evra (72′ Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanić (83′ Kean); Cuadrado (86′ Chiellini), Mandžukić, Alex Sandro. Allenatore: Allegri.
Arbitro:
Mark Clattenburg (ENG).
Ammoniti:
Mandžukić, Khedira, Evra, Cuadrado (Juv) – Iborra (Siv).
Espulsi:
Vázquez (Siv).

[immagine presa da it.uefa.com]