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Esultanza di Dybala

Epilogo inaspettato allo Juventus Stadium: i bianconeri vincono 3-0 offrendo una prova convicente, super in fase difensiva, opportunista in fase offensiva. Segnano Dybala, doppietta nel primo tempo, e Chiellini nel secondo, il Barcellona sfiora il gol grazie alle sue qualità ma non impressiona per il gioco espresso. Ritorno al Camp Nou tutto da vivere, il 19 aprile.

E Massimiliano Allegri ride. Non è un tipo da rivincite o rinfacciamenti, ma chissà che goduria nel battere il Barcellona, un po’ la bestia nera del tecnico livornese, con un 3-0 chiaro e inappuntabile. È anche uno schiaffo alle critiche del gioco non spettacolare, stasera ha trionfato il cinismo e la pazienza della Juventus, che ha colpito sfruttando le occasioni d’oro lasciate dal Barça e poi ha sofferto ma in maniera consapevole il possesso soporifero ma alle volte letale, per le verticalizzazioni improvvise, dei catalani. Il Barcellona insomma ogni tanto ha mostrato qualche diamante di calcio puro, ma alla fine non ha segnato neppure un gol, si è scontrata contro i fisici dei difensori juventini, ha sonnecchiato in difesa dove il bel gioco e la tecnica non contano così tanto. Luis Enrique non apprezza troppo lo Juventus Stadium, subisce ancora un 3-0 dopo le batoste prese quando era allenatore della Roma, e il primo colpevole è forse proprio lui, che in alcune partite sembra non essere in grado di comandare i suoi, e neanche di motivarli troppo bene. Stasera il Barcellona era più o meno quello di Parigi, anche se ha avuto più occasioni a Torino, ma il risultato cambia di poco e pure le sensazioni, le facce dei protagonisti, Messi era rassegnato, Neymar frastornato, Suarez frustrato. C’è poi un problema tattico, Jérémy Mathieu, terzino che non c’entra nulla con la storia tecnica dei blaugrana, prontamente sostituito all’intervallo per André Gomes, con Samuel Umtiti adattato a terzino sinistro, una confusione che non ci voleva, almeno così esplicitamente mostrata. La Juventus ha combattuto come al solito, è rimasta concentrata fino alla fine, a parte qualche rischio individuale corso da Dani Alves e Bonucci, stasera ha indossato l’abito delle grandi occasioni, e ha dato un chiaro segnale alle altre contendenti della Coppa dalle grandi orecchie: la Juve è una squadra in grado di vincere anche in Europa, ha ingoiato le delusioni di Berlino e Monaco di Baviera, è tornata più forte per questa campagna europea. Il ritorno ci dirà se ha imparato le lezioni, se il sogno Champions quest’anno si vivrà fino alla fine, ma attenzione al Barcellona naturalmente, i blaugrana hanno creato un precedente molto pericoloso e da tenere sempre in considerazione, per ogni sfida a eliminazione diretta, il 6-1 col PSG è ancora fresco e di sicuro Allegri preparerà la sua squadra a un ritorno difficile ma preventivabile.

PRIMO TEMPO

È la Juventus a partire forte e a pressare alto il Barcellona, che comunque non disdegna il partire da ter Stegen nell’impostare l’azione. In 3′ arrivano due tiri verso lo specchio spagnolo, ci provano Khedira senza successo e Higuaín, che per poco non fa fare una papera al portierino tedesco. Al 7′ Paulo Dybala si inventa da fermo il gol del vantaggio che fa esplodere lo stadio: l’argentino riceve palla da Cuadrado spalle alla porta, ruota il corpo facendo leva sul piede destro e lascia partire il pallone con il suo piede preferito, disegnando un arco perfetto che si insacca sul secondo palo. Il Barcellona subisce il colpo ma lo somatizza, iniziando un possesso palla quasi nevrotico e fine a se stesso. Un lampo c’è e fa rabbrividire lo Stadium quando al 21′ Messi pesca Iniesta da solo in area con un filtrante geniale, don Andrés tira di prima cercando di sorprendere Buffon ma il suo destro viene intercettato in maniera miracolosa da Gigi in uscita, stroncando l’esultanza quasi certa del Barça. Nell’azione successiva la Juventus raddoppia: palla a sinistra controllata e rimessa in mezzo da Mandžukić, tiro di prima di Dybala che ancora una volta batte ter Stegen, stavolta sul suo palo (ma Piqué ne disturbava la visione). Quarto gol in Champions per la Joya, che diventa fenomeno di fronte al suo idolo nonché obiettivo Leo Messi, oscurato completamente dalla sua controparte “italiana” stasera. Il Barcellona torna a fare possesso palla, ma crea soltanto una mezza occasione su cross di Mathieu e deviazione forse provvidenziale di Chiellini su Suárez. Nel finale Higuaín impegna ter Stegen con un mancino al volo parato in tuffo.

SECONDO TEMPO

Luis Enrique cambia qualcosa inserendo André Gomes, oggetto dei desideri di Marotta nell’ultima sessione di mercato, per Mathieu, arretrando Mascherano sulla linea difensiva. Il portoghese però sembra un fantasma in campo e di sicuro non ripaga la fiducia del suo allenatore. Tutto il Barcellona sembra però in serata no, svogliato, poco ispirato e statico in campo. Emblematica un’occasione all’inizio per Messi, che da ottima posizione non centra la porta con un piatto destro. Il suo connazionale Higuaín non è da meno e spreca due palle a pochissima distanza l’una dall’altra, sparando addosso a ter Stegen. Al 55′ però il Barça viene punito ancora: è Giorgio Chiellini a chiudere la partita d’andata con un tuffo di testa da azione di calcio d’angolo, che sbatte sul palo interno e finisce in rete, prima realizzazione per lui in questa edizione di Champions League e 3-0 per la Juventus sul Barcellona, risultato netto e che ricorda l’ottavo di finale d’andata di Parigi. Forse per scaramanzia la Juve poi spinge poco e si arrocca in difesa, il 4-0 ci sarebbe potuto stare osando qualcosa ma meglio non subire gol. Missione compiuta, grazie a una ripresa di grande sacrificio e alla prova impeccabile del quartetto difensivo, soprattutto negli ultimi 45′, se si esclude una fuga di Suárez, bravo a smarcarsi in profondità, su Chiellini, inconcludente perché Buffon riesce a deviare in calcio d’angolo il tentativo dell’uruguayano. Nel finale pochi rischi, tanti crampi e cartellini gialli, alcuni evitabili come quello di Lemina, entrato al posto di Cuadrado.

La Juventus ha convinto, il Barcellona ha deluso. Nel post-partita Luis Enrique è parso molto affranto dalla sconfitta e ha provato ad abbozzare una “remuntada 2” in vista del ritorno, ma ha anche aggiunto che sarà più dura stavolta. Se riuscirà a caricare l’ambiente come dopo lo 0-4 di Parigi, sicuramente per la Juventus non sarà facile, ma ripetere una prestazione molto negativa come quella del PSG al Camp Nou non è altrettanto cosa semplice. Imperativo quindi è non pensare solamente a difendersi e a rimanere passivi ma cercare di sfruttare i tanti punti deboli del Barcellona di quest’anno e non farsi travolgere dalle emozioni del Camp Nou, ostacolo ultimo per il raggiungimento della semifinale, lontana ma neanche troppo dopo stasera.

TABELLINO

Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanić (89′ Barzagli), Khedira; Cuadrado (73′ Lemina), Dybala (81′ Rincon), Mandžukić; Higuaín. Allenatore: Massimiliano Allegri
Barcellona (4-3-3): ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti, Mathieu (46′ Gomes); Rakitić, Mascherano, Iniesta; Messi, L. Suárez, Neymar. Allenatore: Luis Enrique
Arbitro: Szymon Marciniak (POL)
Ammoniti: Dani Alves, Mandžukić, Khedira, Lemina (J) – L. Suárez, Iniesta, Umtiti (B)
Reti: 7′ e 22′ Dybala, 55′ Chiellini.

[immagine presa da www.panorama.it]