Alla fine il cielo sopra Berlino non si è tinto di bianconero. La serata dell’Olympiastadion ha visto splendere troppo forte le stelle di un Barcellona che vince la sua quarta Champions League in 10 anni e spegne definitivamente i sogni della Juventus con le magie di Neymar e Suárez. Finisce 3-1, in una notte di grande calcio, la notte di un grande Barça.

 
Dopo la suggestiva cerimonia nel pre-partita in cui risuona l’inno della Champions League intonato da un soprano, l’atmosfera nel teatro dei sogni degli italiani è incandescente: le squadre entrano in campo, tutto è pronto per una partita indimenticabile. Gli schieramenti delle finaliste sono quelli previsti alla vigilia: Barça con tutti i suoi effettivi, anche quell’Andrés Iniesta che gli juventini hanno sperato fino all’ultimo che potesse dar forfait, dopo la sostituzione in Copa del Rey, mentre Allegri scioglie l’ultimo dubbio legato alla difesa, dando le chiavi della retroguardia a Barzagli.

PRIMO TEMPO

La Juve parte forte, sottoponendo la difesa blaugrana a un pressing aggressivo durante i primi due giri d’orologio, tanto da far perdere l’equilibrio a Mascherano che regala un angolo. Neanche il tempo di elogiare l’atteggiamento della squadra di Allegri, che il Barcellona esegue la prima sinfonia della serata, al 4′ minuto del primo tempo: il Maestro Leo Messi allarga per Jordi Alba, che trova Neymar. Il fenomeno brasiliano controlla dal limite, serve Iniesta all’interno dell’area, tocco in mezzo con precisione dove c’è Ivan Rakitic. Il croato colpisce di prima e batte Buffon: 1-0 Barcellona. Doccia fredda, anzi, gelida per una squadra che contava di contenere il più possibile l’impeto dei catalani. Il Barça prende terreno e la Juve ne risente: al 10′ un nervosissimo Vidal atterra Busquets dopo essere stato letteralmente scherzato dal mediano con un colpo di tacco. La manovra del Barcellona si sviluppa spesso per cambi di gioco dalla destra, a pescare un Neymar marcato con leggerezza da Lichtsteiner, oppure per mezzo di passaggi rasoterra in mezzo all’area, come al 13′ quando Dani Alves raccoglie un assist proveniente dal versante di destra e colpisce a botta sicura: Buffon compie un vero e proprio miracolo, grazie a cui la Juve resta in partita. Al 21′ ancora Vidal vittima delle finezze dei blaugrana, un tunnel di Dani Alves punito con un altro rischioso fallo. Il Barça fa la partita, ma la Juve non è passiva e si sporge cautamente in avanti. Al 40′ minuto Suárez prova a impensierire Buffon, prima con un rasoterra di mezzo esterno dal limite che termina di poco a lato, e pochi secondi dopo con un tiro poco insidioso che non impensierisce il numero 1 bianconero. Il primo tempo termina con il 66% del possesso palla tra i piedi dei catalani, estetici quanto pericolosi nel tessere le azioni, ma sfortunati nel concludere.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Barça cerca subito il raddoppio con un contropiede che Suárez non riesce a concretizzare al 48′, e al 51′ con un’azione in pieno stile blaugrana: Messi gioca l’uno-due in velocità con Neymar, che lo serve di tacco, poi ripropone il dai e vai con Suárez e tira di poco alto. Al 54′, però, il colpo di scena: la Juve imbastisce un’ottima azione offensiva che passa per i piedi di Carlos Tévez. L’argentino calcia in porta, un traballante ter Stegen respinge corto, regalando un tap-in facile facile ad Álvaro Morata, che segna il gol del pareggio e corona una stagione di Champions da vero e proprio ago della bilancia. La doccia per gli uomini di Luis Enrique è gelida: la Juve prende campo e continua a rendersi pericolosa, con un altro tiro di Carlos Tévez, questa volta alto. Il blackout del Barça non dura molto e ad accendere la luce è uno a caso: Leo Messi prende palla centralmente e va in progressione, vede la porta e calcia. Buffon respinge, ma nel territorio di caccia di Luis Suárez, affamato di gol come nessuno: tap-in in rete e 2-1 Barcellona. Tre minuti dopo i catalani infilano un altro pallone nella porta bianconera, ma l’arbitro annulla: Neymar, nella torsione aerea, colpisce il proprio polso con pallone prima che questo termini in rete. Ormai il vento è tutto dalla parte del Barcellona: al 77′ Luis Enrique dà a Xavi la possibilità di giocare gli ultimi minuti della finale da capitano, con l’abbraccio con Andrés Iniesta, che gli lascia il posto e la fascia. Allegri risponde all’84’ con l’ingresso di Fernando Llorente: il navarrino rileva Morata e si posiziona al centro dell’area per sfruttare i cross dalle fasce. Luis Enrique si tutela e inserisce il difensore Mathieu al posto di Rakitic, mentre la Juventus sfrutta i calci piazzati per arrembare l’area di rigore del Barça: in pieno recupero i bianconeri battono una punizione dalla loro trequarti con un lancio lungo verso la porta avversaria, la difesa però riesce a impossessarsi del pallone e fa partire un contropiede vertiginoso che Neymar trasforma con un secco diagonale, infuocando i suoi tifosi all’Olympiastadion e tutti i suoi compagni, per un gol che incide il glorioso nome della sua società su questa Champions League 2014-2015.

La gara termina con il risultato di 3-1 e con il quarto trionfo europeo per i blaugrana negli ultimi dieci anni, il quinto nella storia del club e l’ultimo sollevato dal leggendario Xavi Hernández. La Juventus perde senza rimpianti, con la consapevolezza di aver disputato un gran torneo, ma di aver trovato di fronte a sé una delle squadre più forti di sempre. Una squadra che non vuole saperne di farsi da parte

IL TABELLINO

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Barzagli, Evra (89′ Coman); Pogba, Pirlo, Marchisio; Vidal (79′ Pereyra); Tévez, Morata (85′ Llorente). Allenatore: Allegri
Barcellona (4-3-3): ter Stegen, Dani Alves, Piqué, Mascherano, Jordi Alba; Rakitic (91′ Mathieu), Busquets, Iniesta (78′ Xavi); Messi, L. Suárez (96′ Pedro), Neymar. Allenatore: Luis Enrique
Arbitro: Cüneyt Çakir della federazione turca (Duran – Ongun; Eriksson; Göçek – Simsek)
Reti: 4′ Rakitic, 55′ Morata (J), 68′ L. Suárez, 97′ Neymar
Ammoniti: Vidal, Pogba (J), L. Suárez (B)

Articolo scritto da Federico Raso (Twitter: @Federico_FR24)

[Immagine presa da uefa.com]