ARRIGO SACCHI

L’ex tecnico Sacchi analizza il crollo dei nerazzurri contro il Bodo: dai rimpianti del primo tempo all’errore di Akanji.

L’eliminazione dell’Inter per mano del Bodo-Glimt continua a far discutere, scuotendo le fondamenta di una stagione che, fino a ieri, sembrava trionfale. Tra le voci più critiche si leva quella di Arrigo Sacchi, che dalle colonne de La Gazzetta dello Sport analizza con la consueta schiettezza il crollo dei nerazzurri. L’ex tecnico ha ammesso di aver inizialmente scommesso sul passaggio del turno di Chivu per tre ragioni precise: la netta superiorità tecnica, l’ottimo momento in campionato e l’apporto dei tifosi di San Siro.

Tuttavia, il campo ha restituito un verdetto differente. Sacchi sottolinea come i dettagli abbiano giocato un ruolo fatale, citando la sfortunata dinamica del match: “L’Inter ha avuto diverse occasioni e se avesse chiuso in vantaggio prima dell’intervallo nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo”. Il gol norvegese a inizio ripresa ha però rotto l’equilibrio. L’opinionista non nasconde le colpe individuali, definendo “evidente” l’errore di Akanji, una leggerezza inammissibile a certi livelli. Da quel momento, lo svantaggio ha “annebbiato le idee e imprigionato i muscoli” di una squadra che ha perso certezze fino alla “spallata decisiva” del raddoppio ospite.

Secondo l’ex allenatore della Nazionale, la ferita è profonda perché colpisce la squadra più forte d’Italia, reduce dalla finale della scorsa edizione. Sacchi individua la radice del problema non solo nella serata di San Siro, ma nella gestione complessiva del girone: l’Inter si sarebbe complicata la vita sciupando il vantaggio iniziale di quattro vittorie consecutive. “Resta il fatto che la squadra più forte d’Italia è stata eliminata da una norvegese”, osserva amaro, suggerendo che l’episodio debba spingere l’intero movimento a porsi seri interrogativi su un calcio contemporaneo sempre più livellato verso il basso.

Ora la palla passa alla gestione psicologica di Cristian Chivu. Nonostante il rassicurante +10 in classifica sul Milan, il rischio è che il contraccolpo emotivo lasci scorie pesanti. Sebbene lo scudetto non sembri un’impresa proibitiva visto il passo delle inseguitrici, Sacchi avverte: “L’amarezza per questa eliminazione rischia di compromettere il resto del percorso”.