Alessandro Bastoni Inter

Il difensore dell’Inter Bastoni affronta il caso scoppiato dopo l’ultimo match, si assume le responsabilità e guarda alla sfida con il Bodo/Glimt.

Alessandro Bastoni sceglie la strada della trasparenza alla vigilia di Bodo/Glimt-Inter in Champions League. In conferenza stampa, il difensore nerazzurro ha affrontato il caso che ha tenuto banco dopo l’ultimo match di campionato, assumendosi le proprie responsabilità e chiedendo di voltare pagina. Le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb, fotografano un giocatore consapevole, che vuole rimettere il campo al centro.

“Sono voluto venire qui perché si è parlato tanto, molto, più di quello che pensassi e immaginassi, di quello che è successo sabato. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo. Quello che ho sentito io è stato un contatto con il mio braccio che rivedendo è stato molto accentuato. Sono qui per ammetterlo e prendermi la responsabilità. Quello che però mi dispiace è il mio comportamento successivo. Un essere umano ha il diritto di sbagliare ma l’altrettanto dovere di riconoscerlo. Per questo sono qua”.

Poi il rammarico per le reazioni seguite all’episodio: “L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo. Quindi sono qui per questo. Mi dispiace di aver reagito così, sia giusto metterci la faccia, ma la mia carriera e la mia persona non devono essere definite da un episodio così. Non pensavo di creare così tanto scalpore e ho notato tanto finto perbenismo e tanta ipocrisia, ho sentito addetti ai lavori dire cose che non stanno né in cielo né in terra. Ringrazio chi ha detto che sono stato uno stupido e basta”.

Capitolo minacce: “No, questa vicenda non mi ha segnato più di tanto dal punto di vista personale. Siamo persone esposte, abituate a questo tipo di gogna mediatica come l’ha giustamente definita il presidente. Sono capace di gestire questa situazione, mi spiace più per mia moglie e per mia figlia che si sono ritrovate ad affrontare minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna. Per persone meno abituate a stare così esposte”.

Sulla tenuta mentale e il precedente confronto: “Mentalmente sto molto bene, è successa la stessa cosa a parti inverse quando è stato concesso rigore al Liverpool: non è stato fatto il mio processo a Wirtz… Chivu è stato coerente, lo dico perché è stato criticato per queste cose. Ora ho tanta voglia di scendere in campo. Non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico, quindi sono pronto per giocare”.

Chiusura sulla sfida in Norvegia: “Al di là del sintetico e del freddo loro sono una squadra forte che è ben organizzata. Oltre a questo ci saranno condizioni a cui non siamo abituati. Hanno vinto con l’Atletico Madrid quest’anno, sappiamo che squadra siano. Non vogliamo però alibi”.