Il Liverpool fa la rimonta impossibile: 4-0 al Barcellona, va in finale!

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È successo davvero ad Anfield: il Liverpool fa un’altra grande impresa e per la seconda stagione consecutiva è in finale di Champions League, distrutto il Barcellona con un incredibile 4-0.

È tutto vero! Il Liverpool rimonta il Barcellona, gioca una partita che entra di diritto nella storia della Champions League (nonché del calcio mondiale) e fa quello che mai nessuno in questo torneo era mai riuscito a realizzare: recupera tre gol in una semifinale, rimonta e passa il turno. Un’impresa leggendaria, un risultato impensabile alla vigilia. Senza Mohamed Salah, senza Roberto Firmino, con il dramma sportivo del sorpasso di ieri del Manchester City a novanta minuti dalla fine della Premier League grazie all’eurogol di Vincent Kompany, con il peso del 3-0 del Camp Nou di sei giorni fa pur avendo fatto un’ottima partita. Era tutto, incredibilmente, contro gli uomini di Jürgen Klopp, che però già in conferenza stampa aveva fatto intendere di non darsi per vinto, ed è quello che si è visto in campo. Non c’è stata partita, dal primo al novantacinquesimo minuto i Reds hanno azzannato il Barcellona, subito tramortito al 7′ da Divock Origi, l’uomo dei gol pesanti (nel derby al 96′, a Newcastle appena settantadue ore fa) e steso dall’uno-due in un paio di minuti di Georginio Wijnaldum, la mossa eroica di Klopp che dimostra ancora una volta di essere un allenatore straordinario, perché dopo un tempo ha levato Andy Robertson, terzino, per inserire il centrocampista olandese autore della doppietta che ha indirizzato il match. Se di parole belle per il Liverpool bisogna spenderne tantissime però va segnalato come, ancora una volta, il Barcellona si sia suicidato: doveva solo evitare di ripetere la follia di Roma per andare a Madrid, ha fatto ancora peggio. Jordi Alba ha regalato i primi due gol con errori pesantissimi, ma la difesa in blocco si è addormentata e ha permesso il 4-0, con una dormita su calcio d’angolo che non si vede nemmeno nei campetti di periferia. E adesso Ernesto Valverde si porterà dietro il fantasma di un doppio ribaltone, partendo da tre gol di vantaggio all’andata, pesantissimo da cancellare.

PRIMO TEMPO

Klopp ieri aveva detto che tre gol si potevano fare anche in cinque minuti (e a Liverpool ne sanno qualcosa), intanto i Reds partono fortissimo e lo fanno dopo sette: errore di Jordi Alba, Mané serve Henderson che salta Piqué e si ritrova libero in area, ter Stegen respinge il tiro del capitano ma Divock Origi ribadisce facilmente in rete. Secondo gol in tre giorni per il belga, già decisivo sabato sera a Newcastle all’86’, e premiata la scelta del manager tedesco. È un Liverpool elettrico ma il Barcellona non subisce il colpo, anzi reagisce con Alisson costretto a respinge un sinistro di Messi (14’), un destro piazzato di Coutinho (17’) e a guardare un corner respinto al limite proprio sui piedi di Messi che col mancino manda a lato di poco. Si rivedono i padroni di casa con un cross di Robertson per la deviazione d’esterno di Henderson salvata da Piqué di testa, un minuto dopo gran sinistro del terzino e ter Stegen evita il 2-0. Dopo un infortunio al ginocchio per Henderson, comunque capace di rientrare in campo, la partita perde un po’ di inerzia, il Barcellona si rivede nel recupero con un contropiede e inserimento di Jordi Alba, tenuto in gioco da Robertson, sul quale Alisson si oppone con un gran intervento.

SECONDO TEMPO

Non riappare dopo l’intervallo Robertson ma non entra Joe Gomez, il suo sostituto naturale, bensì Wijnaldum con Milner a fare il terzino sinistro. La prima chance è di van Dijk, che al 51’ su corner la prende di tacco pur essendo trattenuto e ter Stegen si salva in qualche modo, contropiede del Barça e Suárez (in posizione dubbia) incrocia con Alisson ancora pronto. Al 54’ ancora Jordi Alba perde banalmente palla, Alexander-Arnold crossa basso e Georginio Wijnaldum, proprio la mossa a sorpresa di Klopp, di piatto fa 2-0 e riapre davvero i giochi, che tempo due minuti sono incredibilmente pareggiati: dopo un minimo di check VAR si riprende a giocare, Shaqiri da sinistra mette in mezzo per Georginio Wijnaldum che di testa fa impazzire Anfield e chiunque stia guardando la partita. Tutto da rifare per il Barcellona, che ci riprova dopo dieci minuti di vuoto ovviamente con Messi, bravo a duettare con Rakitić per un sinistro sul primo palo messo in angolo da Alisson. Quello che avviene al 79’ è però incredibile: il Liverpool guadagna un calcio d’angolo, il Barcellona pensa ad altro, Alexander-Arnold se ne accorge e batte subito nell’area piccola per Divock Origi, che approfitta del momento di disattenzione generale e mette dentro l’impensabile 4-0. Ci sono undici minuti più cinque di recupero, ma non succede altro: il Liverpool si difende e fa passare i secondi, il Barcellona non ha le forze per farcela e al triplice fischio esplode una gioia inimmaginabile.

A un anno di distanza il Liverpool torna in finale di Champions League, stavolta però non contro il Real Madrid ma con una fra Ajax e Tottenham, che domani si sfideranno ad Amsterdam con gli olandesi che ripartono dallo 0-1 di Londra. Il Barcellona, come tredici mesi fa con Manolas, becca il gol dell’eliminazione su calcio d’angolo da destra, e ora dovrà passare molto tempo a mangiarsi le mani: a Madrid, come nel 2010, i blaugrana non vanno perché si fermano in semifinale.

LIVERPOOL-BARCELLONA 4-0 (andata 0-3) – IL TABELLINO

Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Matip, van Dijk, Robertson (46’ Wijnaldum); Henderson, Fabinho, Milner; Mané, Origi (85’ J. Gomez), Shaqiri (90’ Sturridge). Manager: Klopp
Barcellona (4-3-3): ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Lenglet, Jordi Alba; Ar. Vidal (75’ Arthur), Busquets, Rakitić (80’ Malcom); Messi, L. Suárez, Coutinho (60’ Nélson Semedo). Allenatore: Valverde
Arbitro: Cüneyt Çakır della federazione turca (Duran – Ongun; Soares Dias; VAR Zwayer; A. VAR Stegemann)
Reti: 7’, 79’ Origi, 54’, 56’ Wijnaldum
Ammoniti: Busquets, Rakitić, Nélson Semedo (B), Matip (L)

[Immagine presa da twitter.com]