Comincia la marcia di avvicinamento alla finale della sessantunesima edizione della UEFA Champions League, che si giocherà sabato allo stadio Giuseppe Meazza di Milano fra Real Madrid e Atlético Madrid. Il primo approfondimento tratta la stagione dei blancos.
I MOMENTI DECISIVI
Il 2015-2016 del Real Madrid è stato un saliscendi clamoroso, con picchi di alti e bassi in rapida successione. Tra fine novembre e inizio dicembre, dopo la sconfitta per 0-4 nel Clásico d’andata contro il Barcellona e la figuraccia dell’eliminazione in Copa del Rey contro il Cádiz per aver schierato lo squalificato Denis Cheryshev, i blancos sembravano destinati a una stagione fallimentare, con gran parte dello spogliatoio contro Rafa Benítez e delle prestazioni rivedibili soprattutto in trasferta, nonostante un 10-2 sul Rayo Vallecano prima di Natale. L’esonero del tecnico poi retrocesso col Newcastle United, datato 4 gennaio, ha invece ricompattato l’ambiente, che fra evidenti difficoltà (soprattutto difensive) è riuscito a riprendersi e sfruttare un calendario favorevole nella fase a eliminazione diretta per arrivare in finale. Zinédine Zidane non ha certo risolto tutti i problemi del Real, ma alla sua prima esperienza da allenatore può chiudere col trofeo più prestigioso ed è stato senza dubbio bravo a tenere a bada i soliti eccessi dell’ambiente, da sempre pronto a criticare a ogni minima sbavatura. Il cambio di passo c’è stato dopo il KO casalingo nel derby, datato 27 febbraio (0-1): da lì è partito un filotto di vittorie in Liga, dodici, che non è bastato per vincere il titolo (il Barcellona ha fatto un punto in più) ma è servito per tenere alto il morale anche dopo altri scivoloni, come il 2-0 di Wolfsburg nell’andata dei quarti di Champions. Altro momento chiave l’1-2 nel Clásico di ritorno al Camp Nou: aver rimontato il Barcellona imbattuto da sei mesi dopo essere passati in svantaggio e in dieci contro undici ha fatto capire a questa squadra di poter ottenere il massimo: il Meazza sarà la controprova.
L’ARRIVO ALLA FINALE
Girone sostanzialmente morbido nonostante la presenza del Paris Saint-Germain: cinque vittorie e un pareggio sono valsi il miglior rendimento fra le trentadue partecipanti originarie e il primo posto davanti ai parigini, battuti 1-0 al Bernabéu su papera di Trapp dopo lo 0-0 in Francia. Agli ottavi è capitata la Roma, decisamente sfortunata e autolesionista nel doppio confronto, con i due 2-0 maturati a seguito di una serie clamorosa di errori davanti alla porta dei giocatori giallorossi (incredibili gli sprechi di Edin Deko e Mohamed Salah nella gara di ritorno), poi il sorteggio ha ancora dato una mano pescando la più debole delle otto qualificate ai quarti, il Wolfsburg, che nonostante ciò ha dato grande filo da torcere vincendo 2-0 all’andata per poi crollare al ritorno per mano di Cristiano Ronaldo, autore di una tripletta che ha cancellato il tracollo in terra tedesca. Merengues ancora baciati dalla sorte in semifinale, perché il Manchester City non è stato certo un avversario all’altezza, e nonostante due partite piuttosto brutte alla fine la squadra di Zidane è riuscita ad avere la meglio su autogol di Fernando, dopo lo scialbo 0-0 dell’Etihad Stadium. Il percorso europeo è stato dunque caratterizzato da alcune vittorie di prestigio ma pure una gran mano del calendario, che fin qui ha sempre evitato test di un certo livello. Ora però l’Atlético Madrid non sarà certo un avversario arrendevole.
PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI
Centoquaranta reti in cinquantuno partite stagionali: lo score è ben oltre la media e certifica come l’attacco dei blancos sia una macchina da gol con pochi eguali al mondo. Gareth Bale, Karim Benzema e Cristiano Ronaldo hanno segnato in tutti i modi e sono stati protagonisti di novantanove delle marcature fra Liga e Champions League (nel computo rientrano anche le tre in Copa del Rey nonostante la partita non sia poi stata omologata), perciò Diego Pablo Simeone dovrà prima di tutto fermare il trio delle meraviglie lì davanti, cosa già dimostrata più volte di recente visto che l’Atleti negli ultimi dieci confronti diretti ha subito solamente sei gol e soltanto uno costato una sconfitta. CR7 è a quota cinquantuno, di cui sedici in Champions League, e vuole superare il record di diciassette centri di due stagioni fa, raggiunto proprio in finale nel derby con il definitivo 4-1 al 120′ su rigore. Ultimamente la retroguardia sembra essersi ripresa ma l’infortunio di Raphaël Varane, in dubbio per sabato, potrebbe nuovamente portare grattacapi a una difesa che concede sempre tanto (Keylor Navas ha fatto i miracoli in stagione, e pure il secondo Kiko Casilla si è esaltato, vedi il 3-2 sul Valencia di dieci giorni fa). In coppa sono 335′ i minuti d’imbattibilità, ma a dirla tutta nelle tre sfide chiuse a zero di pericoli ce ne sono stati ben pochi più per l’atteggiamento degli avversari che per la bravura dei difensori, perciò l’Atlético dovrà sfruttare le armi a sua disposizione, specialmente i calci piazzati, dove ogni tanto le marcature madridiste non sono proprio strette.
[Immagine presa da diariomas.hn]

