Il PSG paga viaggio e trasferta ai dipendenti per la finale di Champions, mentre l’Arsenal lascia i costi a carico del personale: scoppia il confronto tra i due club.
La finale di UEFA Champions League tra Paris Saint-Germain e Arsenal, in programma a Budapest, accende il dibattito anche lontano dal terreno di gioco. Non solo calcio e strategie tecniche: a far discutere, infatti, sono le differenti scelte dei due club nei confronti dei propri dipendenti in vista dell’evento più importante della stagione europea.
Secondo quanto riportato dal Telegraph, il Paris Saint-Germain avrebbe deciso ancora una volta di premiare tutto il personale del club invitando i dipendenti alla finale e coprendo integralmente le spese del viaggio. Una scelta già adottata in passato dalla società francese e fortemente sostenuta dalla dirigenza, con l’obiettivo di riconoscere il lavoro quotidiano svolto da tutte le figure operative del club, non soltanto da squadra e staff tecnico.
Di tutt’altro tenore, invece, la linea scelta dall’Arsenal. Il club londinese avrebbe infatti garantito ai propri dipendenti il biglietto per assistere alla finale, lasciando però a carico dei singoli i costi del viaggio verso Budapest. Una spesa significativa, stimata attorno alle 859 sterline per un viaggio in giornata tra andata e ritorno, cifra che sfiora i 1.000 euro.
Sempre secondo il quotidiano britannico, il programma predisposto dai Gunners sarebbe particolarmente rigido: partenza nella mattinata del giorno della partita e rientro immediato al termine dell’incontro. Una soluzione pensata per permettere al personale di essere operativo già il giorno successivo a Londra, soprattutto in vista di eventuali celebrazioni organizzate all’Emirates Stadium.
La decisione avrebbe però generato un certo malcontento interno. Solamente circa un terzo dei dipendenti avrebbe accettato la proposta del club inglese, mentre molti altri avrebbero rinunciato sia per motivi economici sia per gli impegni lavorativi legati alla gestione dell’evento nello stadio londinese.
Il confronto tra PSG e Arsenal evidenzia così due approcci profondamente diversi nella gestione del rapporto con i propri collaboratori. Da una parte una politica orientata alla condivisione e alla valorizzazione collettiva dell’esperienza europea, dall’altra una strategia più pragmatica e organizzativa, che ha inevitabilmente acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
