Mancano solo tre giorni alla finale di Berlino tra Juventus e Barcellona: dopo aver analizzato i precedenti dei bianconeri (vedi articolo) oggi l’attenzione si sposta sulle finali giocate dal Barça tra Coppa dei Campioni e Champions League, con un bilancio di quattro vittorie e tre sconfitte.
1960-1961 BENFICA – BARCELLONA 3-2
La prima finale di Coppa dei Campioni nella storia del Barcellona coincide con una sconfitta piuttosto bruciante, perché i blaugrana erano arrivati all’ultimo atto dopo aver battuto per la prima volta in una manifestazione europea il Real Madrid, fin lì dominatore assoluto della scena con cinque successi consecutivi. Nella finale di Berna l’avversario è il grande Benfica di Eusébio, allenato da quel Béla Guttmann noto per la “maledizione” che viene ricordata tuttora: gli ungheresi Kocsis e Czibor segnano per i catalani, ma Aguas, Coluna e un autorete portano il trofeo alle Águias, capaci poi di confermarsi un anno dopo.
1985-1986 STEAUA BUCAREST – BARCELLONA 0-0 (2-0 dopo i calci di rigore)
La finale del 7 maggio 1986 allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia è passata alla storia delle competizioni UEFA perché la Steaua Bucarest riuscì ad aggiudicarsi la gara al termine di una memorabile serie di calci di rigore, nei quali il portiere rumeno Helmuth Duckadam parò tutti e quattro i tiri dal dischetto. Come nel 1961 il Barcellona era arrivato in finale dopo aver eliminato nel corso della competizione i campioni in carica, stavolta la Juventus, ma pur giocando in Spagna il fattore campo non fu determinante: 0-0 dopo 120′, dagli undici metri per il Barça falliscono Alexanko, Pedraza, Pichi Alonso e Marcos Alonso Peña (padre dell’attuale difensore della Fiorentina), mentre per la Steaua segnano Lacatus e Balint che danno il primo successo continentale al club di Bucarest.
1991-1992 SAMPDORIA – BARCELLONA 0-1 dopo i tempi supplementari
Dopo due delusioni la terza finale è quella giusta per il Barcellona, che però deve sudare ben centoventi minuti prima di superare la Sampdoria di Vujadin Boškov, vincitrice della Serie A 1990-1991 e alla sua prima partecipazione in Coppa dei Campioni. A Wembley si gioca la riedizione della finale di Coppa delle Coppe 1988-1989, è un match tiratissimo e la Samp avrebbe pure la possibilità di vincerlo nella ripresa, solo che Gianluca Vialli si divora due volte l’uno a zero mandando fuori prima un cross di Lombardo da destra e poi un pallonetto a seguito di un assist di Roberto Mancini. Così, ai supplementari, vince il Barcellona, al 117′ viene fischiata una punizione dal limite e il siluro di Ronald Koeman risulta imparabile per Gianluca Pagliuca.
1993-1994 MILAN – BARCELLONA 4-0
Un’altra italiana si ritrova in finale con il Barcellona e rispetto a Wembley stavolta le cose vanno diversamente: il Milan di Fabio Capello, dato per strafavorito alla vigilia, ribalta clamorosamente i pronostici e domina per tutti i novanta minuti, demolendo i catalani e sollevando la sua prima Champions League (quinta contando le precedenti edizioni di Coppa dei Campioni). Ad Atene Johan Cruijff pensa di aver già vinto e si sbaglia di grosso, nel primo tempo Daniele Massaro apre le marcature con una doppietta ma è nella ripresa che si vede la giocata più bella dell’incontro, il sublime pallonetto dall’out di destra di Dejan Savicevic che sorprende Zubizarreta insaccandosi sotto la traversa. Marcel Desailly chiude i conti in progressione: 4-0 per il Milan, trionfo rossonero.
2005-2006 BARCELLONA – ARSENAL 2-1
Ronaldinho contro Thierry Henry: è questo il tema dominante della finale di Parigi del 2006 tra Barcellona e Arsenal. Dopo aver dominato per due anni in Liga il Barça ritrova la gloria europea ma, come contro la Sampdoria, deve soffrire non poco prima di poter festeggiare. Jens Lehmann, eroe della semifinale col Villarreal per il rigore parato allo scadere a Riquelme, viene espulso al 18′ per fallo su Eto’o lanciato a rete, poi segna Giuly ma il gioco era già stato fermato. In vantaggio ci va l’Arsenal con un perentorio stacco di testa di Sol Campbell, nella ripresa Frank Rijkaard azzecca le mosse dalla panchina e ribalta il punteggio, Henrik Larsson serve l’assist a Samuel Eto’o che pareggia e si ripete dando la palla del 2-1 a un altro subentrato, il brasiliano Belletti che supera un incerto Almunia quasi dalla linea di fondo.
2008-2009 BARCELLONA – MANCHESTER UNITED 2-0
Il primo anno da allenatore professionista di Pep Guardiola diventa subito leggenda, l’ex giocatore diventato tecnico viene promosso dalla squadra B e rivoluziona il calcio mondiale con il celebre tiqui-taca, che nella stagione 2008-2009 si rivela l’arma vincente del Barça assieme allo spostamento dall’esterno al centro di Lionel Messi. All’Olimpico di Roma i primi minuti sono tutti a favore del Manchester United ma alla prima azione i catalani fanno centro, ancora una volta con Samuel Eto’o che batte van der Sar ripetendo la rete di tre anni prima a un’altra inglese, l’Arsenal. Nella ripresa il sigillo sulla partita viene dato dall’altro grande protagonista del ciclo blaugrana, Lionel Messi, che segna uno dei suoi rari gol di testa e vince la personale sfida contro Cristiano Ronaldo.
2010-2011 BARCELLONA – MANCHESTER UNITED 3-1
Dopo aver lasciato il trono continentale all’Inter nella stagione 2009-2010 il Barcellona si riprende la coppa superando nuovamente il Manchester United, battuto ancora una volta dopo il precedente del 2009. Come nel 1992 lo scenario è Wembley, anche se si tratta del nuovo impianto ristrutturato, Pedro su assist favoloso di Xavi porta avanti la squadra di Guardiola ma all’intervallo le due formazioni ci vanno sull’uno a uno per il pareggio di Wayne Rooney con un destro da centro area. È ancora Leo Messi a far saltare il banco con una giocata delle sue (aveva già deciso la semifinale di ritorno contro il Real Madrid al Bernabéu con una doppietta) chiusa da un sinistro secco sul primo palo, un quarto d’ora dopo David Villa con un destro a giro sotto l’incrocio mette la parola fine sul match.
[Immagine presa da goal.com]
