Champions League: scheda del Liverpool, avversario della Roma

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Stasera e mercoledì 2 maggio la Roma si gioca l’accesso alla finale di Champions League: l’ultimo ostacolo fra i giallorossi e Kiev si chiama Liverpool, questa la scheda della formazione inglese.

Sono tre i precedenti fra Roma e Liverpool e tutti sorridono ai Reds, quindi Eusebio Di Francesco sarà chiamato a smentire un’altra statistica come già fatto col Barcellona. Il ricordo più celebre è la finale di Coppa dei Campioni 1983-1984, l’unica a cui ha partecipato la Roma, quando il 30 maggio 1984 all’Olimpico vinsero gli inglesi per 5-3 dopo i tiri di rigore, con gli errori decisivi di Bruno Conti e Francesco Graziani (nei tempi regolamentari in gol Phil Neal e Roberto Pruzzo). Successivamente le due squadre si sono incontrate agli ottavi di finale in Coppa UEFA nel 2000-2001: 0-2 all’Olimpico, poi scandalo ad Anfield dove l’arbitro José María García-Aranda prima concede un rigore discutibile ai padroni di casa (Francesco Antonioli lo para a Michael Owen) e poi, dopo il gol di Gianni Guigou per lo 0-1, ne assegna uno alla Roma per fallo di mano di Markus Babbel ma ci ripensa e dà calcio d’angolo. Nella seconda fase a gironi di Champions League 2001-2002 0-0 e 2-0, con quest’ultimo risultato che fa passare il Liverpool (a pari punti) proprio per lo scontro diretto.

LA STAGIONE EUROPEA

È imbattuto in dodici partite di questa Champions League, con otto vittorie e quattro pareggi. Ha pure il miglior attacco della competizione, trentatré gol e senza nemmeno contare i sei segnati nei play-off di agosto, quando ha eliminato l’Hoffenheim vincendo 1-2 in Germania e 4-2 in casa. Ha cominciato la fase a gironi con due pareggi, 2-2 col Siviglia e 1-1 in casa dello Spartak Mosca, poi ha ingranato e per gli avversari sono stati dolori: 0-7 e 3-0 al Maribor, rocambolesco 3-3 a Siviglia (era 0-3 all’intervallo e il pari è arrivato al 93′, una sorta di Istanbul al contrario) e nuovo 7-0 allo Spartak Mosca per vincere il Gruppo E. Agli ottavi non ha avuto difficoltà a superare il Porto, demolito al Dragão con un clamoroso 0-5 che ha permesso al ritorno di fare 0-0 senza ripercussioni, poi capolavoro nei quarti col 3-0 nel derby al Manchester City maturato in mezz’ora e il bis all’Etihad vincendo 1-2 in rimonta (ma sull’1-0 annullato un gol ai Citizens per fuorigioco inesistente, era un retropassaggio).

LA SQUADRA

Un nome su tutti, ed è quello più conosciuto a Roma e dintorni: ovviamente si tratta di Mohamed Salah. L’attaccante egiziano si è trasferito dai giallorossi al Liverpool un anno fa per quarantadue milioni di euro più otto di bonus, cifra che ora appare pure irrisoria per quanto ha fatto: quarantuno gol (nei due anni romanisti erano stati trentaquattro) in quarantasei presenze, otto in Champions League dove è vice-capocannoniere assieme al suo compagno di reparto, Roberto Firmino, che Jürgen Klopp ha definitivamente trasformato centravanti con ottimi risultati. Il terzo del tridente è Sadio Mané ma non certo in ordine di importanza, visto che pure il senegalese spesso spacca le difese con le sue accelerazioni e i tiri da fuori, poi in realtà un mezzo attaccante ci sarebbe anche nei tre di centrocampo, ossia Alex Oxlade-Chamberlain elemento utile per fare da raccordo fra i reparti (con qualche gol sulle spalle). Con l’ex Arsenal ci saranno Jordan Henderson e James Milner (o Georginio Wijnaldum, mentre Emre Can è infortunato), poi c’è la difesa che è il punto debole: Loris Karius alterna ottimi interventi a scelte rivedibili (ultime in ordine di tempo quelle sui due gol del West Bromwich sabato), i due centrali Dejan Lovren e Virgil van Dijk (preso a gennaio per circa ottanta milioni di euro) possono andare in difficoltà se attaccati, soprattutto il primo, e i due terzini comunque sono alla prima esperienza a certi livelli, il classe 1998 Trent Alexander-Arnold a destra e Andrew Robertson a sinistra, preferito ad Alberto Moreno.

IL COMMENTO FINALE

C’è la possibilità che sia una doppia sfida dall’alto numero di gol, visto che entrambe non hanno difficoltà ad attaccare e a presentarsi davanti ai portieri avversari (a proposito: Alisson è quello che ne ha fatte di più in questa Champions League, trentotto). La Roma dovrà fare una gabbia per stoppare il fenomenale Salah, col vantaggio di conoscerlo già, senza però dimenticarsi degli altri perché questo Liverpool ha comunque tante armi per andare a bersaglio, come ben sa il Manchester City. Il punto debole è la difesa e per questo motivo non è riuscito a contendere la Premier League al Manchester City (è terzo, a -3 dal Manchester United e a +3 dal Tottenham ma con una partita in più rispetto a entrambe), in una doppia sfida questo potrebbe fare tutta la differenza del mondo perché, come accaduto al Camp Nou, per la Roma uscire da Anfield con almeno un gol in tasca potrebbe essere la chiave per organizzare il ritorno all’Olimpico, dove si deciderà chi andrà a Kiev il 26 maggio.

[Immagine presa da sillyseason.com]