Champions League, Porto-Roma: l’UEFA spiega decisione VAR sul rigore

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L’UEFA, a partire dall’inizio degli ottavi di finale, ha deciso di spiegare le decisioni prese al VAR nelle partite di Champions League. Questa l’analisi ufficiale, con particolare attenzione sul rigore concesso al 117’ di Porto-Roma e su quello poi non assegnato per il contatto fra Moussa Marega e Patrik Schick.

REAL MADRID-AJAX

Palla fuori/dentro al 62’ (gol dello 0-3): non c’era la certezza, da tutte le inquadrature analizzate con cura dal VAR, che la palla fosse interamente fuori. L’assistente, che era perfettamente posizionato, ha ritenuto che il pallone non fosse uscito del tutto e per questo motivo è stato concesso il gol. Non è stata necessaria l’on-field review.

PORTO-ROMA

Rigore concesso al 116’ (gol del 3-1): il VAR, dopo aver verificato che l’attaccante (Fernando Andrade, ndr) era in posizione regolare, ha chiesto all’arbitro se avesse visto la trattenuta commessa dal difensore della Roma (Alessandro Florenzi, ndr). L’arbitro ha detto di non aver visto niente durante lo svolgimento del gioco e ha chiesto di preparare le immagini per l’on-field review, dopo la quale è stato assegnato il calcio di rigore a seguito della trattenuta.

Nessun intervento del VAR al 121’ (potenziale rigore): l’arbitro era vicino all’azione e ha visto l’episodio in diretta, giudicando come non fosse falloso (su Patrik Schick, ndr). Ha comunque fatto ritardare la ripresa del gioco per dare tempo al VAR di controllare da diverse inquadrature l’azione. Il check effettuato dal VAR non ha trovato una chiara evidenza del fallo: l’arbitro è stato quindi informato che non c’era un chiaro ed evidente errore e per questo non si è proceduto a un’on-field review.

PSG-MANCHESTER UNITED

Rigore concesso al 90’ (gol dell’1-3): il VAR, dopo aver riguardato l’azione da varie inquadrature, ha raccomandato all’arbitro un’on-field review per quanto accaduto in area di rigore. Non essendo stato ravvisato alcunché in diretta (catalogabile come grave episodio non visto, da protocollo) VAR si è proceduto con l’on-field review. L’arbitro ha confermato che la distanza dal punto in cui è partito il pallone non era così ravvicinata e che il tiro non era inaspettato. Il braccio non era attaccato al corpo, ha aggiunto volume e respinto così un tiro che era diretto verso la porta. Per questo motivo è stato assegnato un calcio di rigore.

Tutte le decisioni appena analizzate sono state prese in piena conformità con il protocollo VAR.

[Fonte: uefa.com]