I francesi superano i Gunners dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari: decisivi gli errori di Eze e Gabriel nella serie dal dischetto.
Il Paris Saint-Germain si conferma sul tetto d’Europa. La squadra di Luis Enrique conquista la Champions League per il secondo anno consecutivo superando l’Arsenal ai calci di rigore al termine di una finale combattuta e ricca di emozioni disputata alla Puskas Arena di Budapest. Dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari, i francesi si sono imposti dal dischetto per 5-4, alzando nuovamente il trofeo più prestigioso del calcio europeo.
La finale si è aperta con il suggestivo pre-show dei The Killers e con un avvio da sogno per l’Arsenal. Al 6’, infatti, i Gunners hanno trovato il vantaggio grazie a Kai Havertz. Il tedesco ha confermato ancora una volta la sua straordinaria capacità di incidere nelle grandi occasioni, entrando nella ristretta cerchia dei calciatori capaci di segnare in una finale di Champions League con due maglie differenti.
Il gol subito non ha però destabilizzato il Paris Saint-Germain, che ha provato a prendere il controllo della gara senza riuscire a trovare varchi nella compatta organizzazione difensiva degli inglesi. All’intervallo, la squadra di Mikel Arteta è rientrata negli spogliatoi avanti per 1-0.
Nella ripresa il PSG ha aumentato la pressione e ha costretto l’Arsenal a difendere sempre più vicino alla propria area. L’episodio decisivo è arrivato grazie a Khvicha Kvaratskhelia. L’ex attaccante del Napoli ha creato superiorità sulla corsia offensiva e ha provocato il fallo di Mosquera in area di rigore. Dopo il controllo del VAR, il direttore di gara Siebert ha confermato la massima punizione.
Dal dischetto si è presentato Ousmane Dembélé, che non ha sbagliato. L’attaccante francese ha spiazzato Raya firmando l’1-1 e riportando in equilibrio la finale.
Da quel momento il PSG ha dato l’impressione di avere qualcosa in più. Vitinha ha sfiorato il vantaggio con una conclusione dalla distanza, mentre Barcola è andato vicino al gol con una conclusione terminata sull’esterno della rete. L’Arsenal ha resistito fino al novantesimo, trascinando la sfida ai tempi supplementari.
Nei trenta minuti aggiuntivi la tensione ha avuto la meglio sul gioco. Le due squadre hanno preferito non scoprirsi e le occasioni sono state poche, rendendo inevitabile il ricorso ai calci di rigore.
Dal dischetto si sono rivelati decisivi gli errori dell’Arsenal. Dopo le realizzazioni di Ramos, Doué, Hakimi e Beraldo per il PSG, i londinesi hanno pagato caro gli errori di Eze e Gabriel. Rice e Martinelli hanno tenuto vive le speranze inglesi, ma non è bastato.
Il rigore decisivo ha consegnato nuovamente la Champions League al Paris Saint-Germain, che conferma il proprio dominio europeo. Luis Enrique entra ancora una volta nella storia del club parigino, mentre l’Arsenal vede sfumare sul più bello il sogno di conquistare la prima Champions della sua storia.
