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Il trofeo della Champions League

Ultimo approfondimento “storico” sulla finale di Champions League di domani a Cardiff. Dopo aver ripassato come la Juventus è arrivata alla sfida di domani sera ora è il turno del Real Madrid campione in carica.

Nessuna squadra ha mai vinto per due anni consecutivi la Champions League, ma il Real Madrid punta a sfatare questo dato statistico negativo. I blancos hanno alzato l’Undécima al Meazza di Milano il 28 maggio 2016 battendo ai rigori l’Atlético Madrid, risultato che ha permesso di entrare direttamente in prima fascia visto che altrimenti sarebbe stata seconda urna, perché la Liga 2015-2016 l’ha vinta il Barcellona.

Nel girone gli avversari sono stati il Borussia Dortmund, lo Sporting CP e il Legia Varsavia: debutto faticoso con la squadra portoghese, battuta 2-1 al Santiago Bernabéu ma ribaltando il risultato fra l’89’ e il 94′ con l’ex Cristiano Ronaldo e Álvaro Morata, poi 2-2 a Dortmund stavolta subendo il pari allo scadere da parte di André Schürrle. Facile goleada sui polacchi nella terza giornata (5-1), ma a Varsavia incredibilmente finisce 3-3, perché nonostante il doppio vantaggio dopo poco più di mezz’ora il Real Madrid si addormenta e subisce tre gol, evitando la sconfitta all’85’ con Mateo Kovačić. L’1-2 al José Alvalade di Lisbona, come al solito verso la fine, dà la qualificazione agli ottavi ma all’ultimo turno la doppietta di Karim Benzema non basta, perché nell’ultima mezz’ora il Borussia Dortmund rimonta con Pierre-Emerick Aubameyang (60′) e Marco Reus (88′) e col 2-2 si qualifica come primo. L’ultima squadra capace di vincere la Champions League da seconda del girone è stata l’Inter nel 2009-2010.

Agli ottavi il sorteggio accoppia i blancos col Napoli. La squadra di Maurizio Sarri va in vantaggio al Bernabéu con Lorenzo Insigne in avvio e per metà primo tempo gioca un grande calcio, ma poi cala e perde 3-1 con i gol di Benzema, Toni Kroos e Casemiro. Anche al San Paolo succede lo stesso copione: il 7 marzo splendido primo tempo azzurro e 1-0 con Dries Mertens, poi su corner come al solito sbuca Sergio Ramos che pareggia e propizia l’autogol del belga, prima dell’1-3 di Morata nel recupero. Ai quarti c’è il Bayern Monaco e il copione non è molto diverso: quarantacinque minuti di marca bavarese, con Arturo Vidal che segna il vantaggio e fallisce il rigore (inesistente) del possibile raddoppio, nella ripresa si sveglia Cristiano Ronaldo che fa doppietta e capovolge il risultato per l’1-2 finale. Al ritorno però Carlo Ancelotti fa vedere i fantasmi al suo passato: Robert Lewandowski segna su rigore, Cristiano Ronaldo pareggia al 76′ ma un incredibile autogol di Sergio Ramos porta la partita ai tempi supplementari, dove ci vogliono i molteplici errori della terna arbitrale per spingere gli spagnoli in semifinale, con un’espulsione eccessiva di Vidal e due gol di Cristiano Ronaldo in evidente fuorigioco, prima del 4-2 di Marco Asensio.

L’ultimo ostacolo prima di Cardiff si chiama di nuovo Atlético Madrid. Merengues che ottengono la quarta affermazione europea consecutiva sui rivali cittadini, dominando la gara d’andata del 2 maggio con un 3-0 (unica partita senza subire gol delle dodici di Champions League fin qui disputate, dato da non sottovalutare) firmato dalla seconda tripletta di fila di Cristiano Ronaldo. Otto giorni dopo, nell’ultima di coppa del Vicente Calderón, l’Atleti prova la rimonta segnando due gol nel primo quarto d’ora con Saúl Ñíguez e un rigore di Antoine Griezmann, ma quando Isco al 42′ accorcia le distanze su gran giocata di Benzema si capisce che per i colchoneros non c’è più niente da fare. Fra la Duodécima e il Real Madrid c’è solo la Juventus: sarà trionfo come nel 1998, quando Zinédine Zidane era avversario, o rivincita bianconera? Domani alle 20.45 la risposta.