Fabio Capello

L’ex tecnico Capello boccia senza appello le prestazioni delle italiane nei playoff: Inter e Juve subiscono otto gol complessivi mentre Chivu mastica amaro in Norvegia.

Il mercoledì di coppa si trasforma in un mercoledì nero per il calcio italiano. Tre sconfitte su tre incontri disputati delineano un quadro preoccupante per le nostre rappresentanti nei playoff di Champions League: la Juventus cade sotto i colpi del Galatasaray, l’Atalanta si arrende in Germania al Borussia Dortmund e l’Inter subisce un pesantissimo tracollo in Norvegia contro il Bodo/Glimt.

Un bilancio fallimentare che ha spinto Fabio Capello, dagli studi di Sky Sport, a un’analisi spietata. Secondo quanto riportato da calciomercato.com, l’ex tecnico non ha usato giri di parole per descrivere la prova dei nerazzurri, apparsi lenti e fuori ritmo sul sintetico norvegese. “Sinceramente mi aspettavo molto di più”, ha esordito Capello, sottolineando come il Bodo/Glimt giochi un calcio rapido e dinamico, quasi simile al calcetto, favorito da un terreno di gioco che trasforma la partita in “un altro sport”.

L’Inter di Chivu sotto la lente

L’attenzione di Capello si è spostata poi sulla gestione tattica e nervosa della squadra di Christian Chivu. L’Inter ha sofferto le ripartenze fulminee degli avversari, faticando a costruire manovre degne di nota. “Non abbiamo visto una giocata, un’apertura o un fraseggio da parte di Lautaro e compagni”, ha incalzato l’ex allenatore. La mancanza di attenzione è l’aspetto che più lo ha deluso, anche se rimane uno spiraglio di ottimismo per il ritorno: a San Siro, su un manto erboso naturale, il palleggio nerazzurro dovrebbe risultare più fluido e permettere una rimonta comunque complessa.

Otto gol incassati e poca cattiveria

Il tecnico friulano ha poi allargato il raggio della critica, mettendo nel mirino anche la Juventus. Dopo giorni dominati dal caos mediatico e dalle polemiche per il derby d’Italia, il campo ha dato un verdetto impietoso: Inter e Juve hanno subito complessivamente otto reti nei rispettivi match di andata.

“Entrambe le squadre non avevano la cattiveria necessaria per la Champions League”, ha concluso Capello. Una critica feroce che punta il dito contro l’atteggiamento mentale di due big che, in Europa, sembrano aver smarrito la propria identità, limitandosi a stare in campo senza mordente.