Champions League 2024-2027

La squadra di Palladino domina per un’ora, poi si spegne all’improvviso: due gol subiti in 4 minuti e qualificazione diretta quasi sfumata.

Per un’ora, l’Atalanta è sembrata la stessa squadra che in Europa ha incantato, dominando avversari di alto livello e mostrando la sua versione migliore. Ma poi, in appena 16 minuti, tutto è crollato. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la Dea si è letteralmente autodistrutta, gettando al vento una qualificazione diretta che sembrava alla portata e compromettendo anche i giorni di riposo previsti per febbraio. Un blackout totale, inspiegabile per chi aveva visto l’ottima prima parte di gara.

Contro i baschi, la squadra di Raffaele Palladino aveva iniziato con autorità: padrona del gioco, pericolosa sulle fasce e capace di creare numerose occasioni da gol. Bernasconi, De Ketelaere e Zappacosta hanno sfiorato il vantaggio più volte, ma l’Atalanta ha pagato ancora una volta la sua incapacità di chiudere la partita. Il pareggio sarebbe stato comunque prezioso: avrebbe lasciato la Dea in sesta posizione, con la possibilità di giocarsi tutto nell’ultimo turno contro l’Union Saint-Gilloise. Invece, è arrivato il crollo.

In quattro minuti, la difesa è stata trafitta due volte. Kolasinac, Zappacosta, Kossonou e de Roon hanno vissuto un calo collettivo, aggravato da errori individuali gravi. Una squadra che fino a poco prima sembrava in pieno controllo si è sciolta, lasciando spazio a un avversario che sembrava ormai fuori dai giochi. Il risultato è stato un ko pesante, non solo sul piano del punteggio ma soprattutto su quello psicologico.

Ora la situazione è complicatissima. I playoff di Champions sono matematici, ma rischiano di diventare una trappola: 180 minuti in più da giocare, con una trasferta insidiosa, e senza la certezza di qualificarsi. L’Atalanta è passata da terza a tredicesima in classifica in un quarto d’ora, ultima tra le squadre a 13 punti, dietro a corazzate come PSG, Chelsea, Barcellona e Manchester City. La differenza reti, appena +1, pesa come un macigno.

Anche vincendo a Bruxelles, la Dea dovrebbe sperare in una combinazione quasi impossibile di risultati favorevoli. E intanto si avvicina un febbraio durissimo: playoff, campionato con sfide contro Parma, Como e Cremonese — spesso più temute delle big — e la Coppa Italia contro la Juventus. Il futuro europeo è appeso a un filo. Serve una scossa, e subito.