Il tecnico dei Gunners commenta la sconfitta ai rigori contro il PSG: “Fa male, ma dobbiamo trasformare questa delusione in energia per crescere ancora”.
La delusione è enorme, ma Mikel Arteta prova già a guardare avanti. Dopo la sconfitta ai calci di rigore contro il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League, il tecnico dell’Arsenal si è presentato in conferenza stampa con grande amarezza, ma anche con la consapevolezza di aver guidato i Gunners in un percorso straordinario fino all’ultimo atto della competizione.
Come riportato da Tuttomercatoweb, l’allenatore spagnolo non ha nascosto il proprio stato d’animo dopo il ko maturato dal dischetto.
“Sento dolore. Quando sei a un passo da vincere il migliore trofeo europeo, con i calci di rigore, è l’unica cosa che puoi provare. Abbiamo avuto un grande percorso, non abbiamo mai perso in questo viaggio”.
Arteta ha poi fatto riferimento ad alcuni episodi arbitrali che, a suo giudizio, hanno avuto un peso nell’economia della gara.
“Poi c’è la questione dei rigori: quello dato per fallo di Mosquera, quello non dato su Madueke. Quello che ho detto ai giocatori è di vivere il momento, avere gioia ogni singolo giorno”.
Uno dei momenti decisivi della finale è stato l’errore di Gabriel nella serie dei rigori. Il tecnico londinese ha difeso il proprio giocatore, spiegando come certe situazioni siano impossibili da prevedere.
“Devi preparare questo momento, l’ultimo rigore doveva essere di Kai, di Bukayo, di Martin. In allenamento non ne sbaglia uno, ma bisogna anche capire il momento”.
Nonostante la delusione, Arteta ha voluto rendere merito agli avversari, riconoscendo il valore del Paris Saint-Germain di Luis Enrique.
“Bisogna passare il dolore e farlo diventare benzina per arrivare a un livello differente. Voglio congratularmi sul PSG, è la migliore squadra del mondo. Non volevamo giocare in questa maniera, ma loro ti costringono a farlo”.
Il tecnico è poi tornato sugli episodi arbitrali, ribadendo i propri dubbi.
“Non capisco perché uno può essere rigore e l’altro no, per me poteva esserlo tranquillamente”.
Guardando al futuro, Arteta sa che sarà necessario ripartire immediatamente per colmare il divario che ancora separa l’Arsenal dalla conquista della Champions League.
“Dobbiamo migliorare. Prenderò qualche giorno con la mia famiglia e poi ricomincerò il processo. Dobbiamo fare delle scelte per migliorare il nostro livello, dobbiamo mostrare ambizione”.
Infine, un pensiero per i tifosi, che dopo ventidue anni hanno potuto tornare a vivere una finale di Champions League.
“È chiaro che la gente sia vicina alla squadra. Dispiace per loro, ci fa male, volevamo vincere la Champions”.
Per l’Arsenal resta una ferita profonda, ma anche la consapevolezza di essere tornato stabilmente tra le grandi d’Europa. E proprio da questo dolore Arteta vuole costruire il futuro.
