Stasera all’Amsterdam ArenA va in scena una classica del calcio europeo, Olanda – Germania. Basta pronunciare i nomi delle due squade per rievocare tante di quelle emozioni che il calcio ti fa assaporare. Perché Germania – Olanda è più di una partita di calcio, e provate solo a sostenere il contrario in uno di questi paesi, e capirete perché la gara di stasera, pur con tutti gli inconvenevoli del caso, è più di una „semplice amichevole”. Ma da cosa nasce questa rivalità?
Germania – Olanda è una vera e propria battaglia di 90 minuti che si tiene su un campo verde e non sempre ha visto le due squadre adottare un comportamento da FairPlay. Perché, i contrasti fra le due nazioni, non nascono per meri motivi calcistici, bensì per ragioni prettamente legate alla storia e alla guerra, in particolare la seconda Guerra Mondiale. In quell’occasione, infatti, l’Olanda, pur praticamente dichiarandosi neutrale, venne invasa dai nazisti (che con loro speravano di poter stringere un accordo), con chiare conseguenze tragiche per tutta la nazione, che vide morire sul suo suolo più di 200mila olandesi e il sequestro dell’oggetto più amato dagli olandesi per antonomasia, le biciclette (da qui nascerà la frase urlata dai tifosi in occasione della vittoria agli Europei ’88, „ci siamo ripresi le biciclette”).
Ma l’Olanda non ha sempre ottenuto i risultati sperati contro i nemici tedeschi: il bilancio ufficiale conta 15 sconfitte, 14 pareggi e 10 vittorie. Ed in archivio ci sono vere e proprie gare sensazionali. il primo incontro acceso, nel 1974 per la Finale Mondiale l’Olanda di Johan Crujiff del calcio totale affrontava la Germania di Gerd Müller, Hoeneß, Beckenbauer e Breitner che alla fine riuscì ad avere la meglio in una gara combattutissima e che alla fine gettò nella disperazione i Giocatori Oranje (famose le parole pronunciate da van Hanegern: „Non mi interessa il risultato, 1:0 andava bene fino a che li umiliavamo. Io li odio. Loro hanno ucciso la mia famiglia“. A Napoli, 6 anni dopo, se possibile le cose si inasprirono con le risse in campo, Bernd Schuster ricevette un pugno da van de Kerkhof e Schumacher e Huub Stevens si scontrarono duramente. In occasione della già citata vittoria olandese, invece, Koeman infilò una maglia della Germania nelle sue mutande. A ciò seguì lo sputo di Rijkaard a Völler (con conseguente espulsione per ambedue i giocatori) durante la gara valevole per gli Ottavi di Finale dei Mondiali ’90 giocati in Italia.
Ad oggi sono cambiate tante cose: la rivalità si limita a scontri di carattere puramente verbale (e si spera si mantenga il trend anche questa sera), con le testate giornalistiche dei rispettivi paesi che tuttavia non si risparmiano mai battute poco diplomatiche. Questo perché la Germania sta provando a dimenticare (e a far dimenticare) il suo stesso passato, sperando di farsi perdonare, attuando un processo di multiculturalismo. Anche le squadre, tatticamente, sono cambiate: l’Olanda sta provando, sotto la guida di van Gaal (che di totaalvoetbal se ne intende), a recuperare il gioco brillante e spumeggiante che caratterizzava il suo approccio alle gare. E la Germania non è più quella di una volta, i cui punti di forza erano i colpi di testa e i rigori, che paradossalmente sono quasi divenuti i punti deboli, a favore di tanto possesso palla con scambi veloci. Probabilmente il cambiamento è dovuto allo stesso van Gaal, il quale al Bayern ha avuto modo di plasmare secondo il suo modo di giocare tanti giocatori tedeschi appartenenti alla Nationalmannschaft. Ciò è stato argomento di polemiche, in settimana, con Louis (col dente avvelenato per via del suo infelice epilogo al Bayern) che ha accusato l’allenatore tedesco, Joachim Löw, di copiare il suo sistema di gioco.
L’ultimo incontro, tenutosi a Kharkiv, (città dell’Ucraina orientale, dov’è detenuta l’ex premier JulijaTymošenko), valevole per gli Europei 2012, ha visto i Tedeschi trionfare grazie ad una bella doppietta di Mario Gòmez (a cui ribatteva il solo van Persie). La gara di stasera vede una Germania rimaneggiata affrontare un’Olanda che appare più vogliosa di vincere, perché, parafrasando Karl-Heinz Rummenigge “gli Olandesi ci odiano più di quanto li odiamo noi”, anche se egli sosteneva che per questo i Tedeschi fossero più sotto pressione degli avversari, quindi dovrebbe provare a fare la sua gara, pur proponendo una formazione lontana parente da quella tipo (l’inconvenevole di cui scrivevamo prima), con i soli Müller e Lahm a salutare il loro vecchio Ct. Tra le file degli Olandesi ci sarà invece Arjen Robben che spera di sbloccarsi, magari in questo sentito duello. Ma ciò lo scoprireremo solo stasera, al termine di una partita che, come scritto, promette emozioni.

