Nonostante le proteste di Arne Slot e i casi dubbi in Serie A, l’IFAB decide di non intervenire sui blocchi in area: «La situazione non è peggiorata».
Il mondo del calcio si interroga sulla crescente fisicità all’interno dell’area di rigore, ma per le istituzioni regnanti non è ancora tempo di cambiare rotta. Nonostante le polemiche che infiammano i principali campionati europei, la FIFA e l’IFAB (International Football Association Board) hanno deciso di non introdurre nuove misure restrittive per contrastare i blocchi e le trattenute durante i calci d’angolo.
Come riportato dalla fonte Calcio e Finanza, i legislatori del gioco, riuniti recentemente a Cardiff, hanno stabilito che la situazione attuale «non sta peggiorando». Questa posizione arriva in un momento di forte tensione per i portieri e gli allenatori. In Premier League, Arne Slot del Liverpool ha espresso aspro dissenso, arrivando a dichiarare che certi episodi rendono il calcio uno spettacolo «non più piacevole da guardare». Anche in Serie A il dibattito è accesissimo: il recente gol di Troilo in Parma-Milan ha riacceso i riflettori su blocchi e contatti al limite del regolamento che spesso impediscono ai portieri di intervenire.
Il caso più emblematico resta quello dell’Arsenal di Mikel Arteta. I “Gunners” hanno eguagliato il record storico della Premier League segnando ben 16 gol da corner in una singola stagione, attirando critiche per un approccio quasi rugbistico nell’affollare l’area piccola. Eppure, l’IFAB ha preferito concentrarsi su altre priorità, come la riduzione delle perdite di tempo su rimesse laterali e rinvii dal fondo.
Ian Maxwell, amministratore delegato della federazione scozzese e membro dell’IFAB, ha chiarito la posizione dell’organismo internazionale: «Non è stato qualcosa di cui abbiamo parlato in modo specifico. Che ci sia stato un cambiamento in questo tipo di comportamento è possibile, ma non sono sicuro che la situazione stia peggiorando». Maxwell ha ricordato che, sebbene gli arbitri non possano fischiare fallo prima che il pallone sia in gioco, il protocollo attuale consente già di intervenire con rigori o punizioni non appena l’azione ha inizio.
In sintesi, la linea della FIFA resta quella del monitoraggio senza interventi drastici. Per i direttori di gara, la sfida rimane la stessa: distinguere tra l’agonismo fisico e la scorrettezza deliberata, in un’area di rigore che somiglia sempre più a un campo di battaglia.

