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Una super rimonta firmata da Nkoulou e da Aboubakar piega l’Egitto di Hector Cúper e regala ai Leoni Indomabili del Camerun la loro quinta Coppa d’Africa.

Schieramenti speculari per Cúper e Broos in questa trentunesima finale di Coppa d’Africa: entrambi gli allenatori scelgono il 4-2-3-1 con Cúper che ritrova Elneny e Broos che invece va con gli stessi undici della semifinale.

Un minuto e Said, servito ottimamente da Salah, ha sul piede il pallone del vantaggio ma un super intervento di Ondoa gli strozza l’urlo in gola; tuttavia i Faraoni devono attendere soltanto venti minuti: ancora Salah che imbuca per Mohamed Elneny, la difesa del Camerun sonnecchia e il centrocampista dell’Arsenal beffa Ondoa sul primo palo spaccando in due il match. Di fatto non si gioca più fino al duplice fischio di Sikazwe, l’Egitto si limita a controllare e al Camerun tremano troppo le gambe per andare anche solo vicino alle parti di El Hadary.

L’intervallo fa bene ai Leoni Indomabili e dopo tredici minuti la partita riceve un altro scossone: alla mezz’ora del primo tempo si infortuna Teikeu, entra Nicolas Nkoulou ed è proprio il centrale del Lione a impattare il match con un colpo di testa su cross dolcissimo di Moukandjo. Il goal manda al tappeto l’Egitto e da questo momento la gara diventa un monogolo dell’undici di Hugo Broos: prima Moukandjo cerca la soluzione dalla lunga distanza ma la manda fuori dallo stadio, poi ci prova Zoua con mira altrettanto scarsa e infine è ancora Moukandjo ad attentare gli spettatori del terzo anello, ma la poca precisione dell’attacco del Camerun non nasconde il crollo della squadra di Cúper, incapace di reagire al goal subito. Il colpo del KO arriva a tre minuti dalla fine, ed è un gioiello per le occasioni speciali: lancio lungo per Vincent Aboubakar, anche lui entrato a gara in corso, l’attaccante del Besiktas stoppa, sombrera tre difensori e con un destro al volo buca El Hadary completando il sorpasso del Camerun e regalando un sogno a un paese che non alzava la Coppa d’Africa da quindici anni, con in mezzo la finale persa nel 2008 proprio contro l’Egitto.

Aboubakar raggiunge nell’olimpo del calcio camerunense Roger Milla e Samuel Eto’o e il Camerun solleva al cielo di Libreville la sua quinta Coppa d’Africa: da quel 2008 è partita la ricostruzione e la generazione di Samuel Eto’o e di Rigobert Song ha lasciato spazio a quei cuccioli di allora che oggi sono i nuovi Leoni Indomabili e che tra due anni difenderanno in casa il trofeo, chissà se ancora sotto la guida di un grande stratega come Hugo Broos, che in Africa ha ritrovato sé stesso dopo le fallimentari esperienze in Europa. Non stupisce più invece come le squadre di Hector Cúper cedano sul più bello: per l’allenatore argentino è la sesta finale persa, la settima considerando il famigerato cinque maggio di quindici anni fa, per sua stessa ammissione; per Salah e compagni è una delusione cocente dopo un cammino quasi perfetto che si è sbarrato a un passo dalla gloria, e ora la strada porta verso il Mondiale da cui l’Egitto manca da Italia ’90 e che, come mai in questi ventotto anni, sembra così vicino.

TABELLINO:

EGITTO (4-2-3-1): El Hadary – Elmohamady, Gabr, Hegazy, Fathi – Elneny, Hamed – Salah, Said, Hassan (66′ Sobhi) – Warda. Allenatore: Cúper.

CAMERUN (4-2-3-1): Ondoa – Fai, Ngadeu, Teikeu (31′ Nkoulou), Oyongo – Siani, Djoum – Bassogog, Zoua (93′ Mandjeck), Moukandjo – També (46′ Aboubakar). Allenatore: Broos.

ARBITRO: Sikazwe (ZMB).

GOAL: 21′ Elneny (E), 58′ Nkoulou (C), 87′ Aboubakar (C).

AMMONITO: 91′ Fai (C).