I nuovi stranieri della Serie A: Suso (Milan)

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Il Milan corre ai ripari: dopo l’inizio pessimo del 2015 con due sconfitte e un pareggio la società rossonera ha anticipato a questa sessione di calciomercato l’arrivo dello spagnolo Suso, già trattato per luglio quando sarebbe stato ingaggiato a parametro zero.

 

Nome: Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre
Data di nascita: 19 novembre 1993
Nazionalità: spagnola
Ruolo: centrocampista – attaccante
Costo trasferimento: parametro zero

Si è detto tante volte che gli acquisti del Milan spesso sono giocatori a fine carriera presi a parametro zero: l’ingaggio di Suso rientra in questa categoria solo nella seconda parte, perché di certo non si può considerare a fine carriera un giocatore che ha compiuto ventuno anni da due mesi. Certo, è un talento da riportare in forma partita, non avendo quasi mai giocato quest’anno con il Liverpool, ma in ottica futura (ha firmato fino al 30 giugno 2019) i rossoneri si sono assicurati un elemento di prospettiva, con ampi margini di crescita e di valorizzazione. Spagnolo di Cadice, è diventato un professionista non nella sua Spagna ma in Inghilterra, dove è stato acquistato dal Liverpool nel 2009, per i primi anni ha giocato con la squadra giovanile prima di debuttare il 20 settembre 2012 da titolare nel match della prima giornata della fase a gironi di Europa League in casa dello Young Boys, partita vinta dai Reds con uno scoppiettante 3-5. Venti le presenze totali nella stagione 2012-2013, dove si è segnalato come uno dei due prospetti più interessanti della squadra di Brendan Rodgers, assieme a Raheem Sterling. L’anno scorso è stato prestato all’Almería, quindi in Spagna, suo paese natale, doveva essere il trampolino di lancio per poi tornare ad Anfield da protagonista e invece, pur giocando praticamente sempre e spesso da titolare (trentatré presenze in Liga e due in Copa del Rey), una volta rientrato in Inghilterra gli spazi per lui erano chiusi, a causa di diversi fattori: un infortunio all’inguine, diversi giocatori già presenti in rosa nel suo ruolo e un carattere non proprio straordinario, visto che all’Almería si è fatto notare per nove cartellini gialli, un’espulsione e un diverbio con i tifosi a seguito di un allenamento saltato. Negli ultimi otto mesi ha visto il campo solo una volta in gare ufficiali (ha giocato qualche amichevole precampionato, segnando proprio al Milan nella tournée americana), in Capital One Cup contro il Middlesbrough, peraltro facendo gol pur giocando solo uno spezzone di partita nei tempi supplementari, perciò prima di poterlo vedere schierato con continuità da Pippo Inzaghi servirà del tempo per fargli ritrovare una forma accettabile. Trequartista o all’occorrenza esterno d’attacco (più a destra che a sinistra, ma lì i rossoneri hanno già preso Alessio Cerci), è mancino e ha un’ottima tecnica individuale, potrebbe anche giocare come mezzala vista la sua precisione nei passaggi ma è probabile vederlo in una posizione di campo più avanzata, essendo specializzato negli assist (nove l’anno scorso in Liga, dove ha segnato tre reti) e nelle giocate in velocità, numericamente prende il posto di Riccardo Saponara, tornato in prestito all’Empoli. Nel 2012 era tra i giovani più quotati del panorama internazionale, anche per il successo nell’Europeo Under-19 con la nazionale spagnola (giocava con gente del calibro di Jesé Rodríguez, Paco Alcácer e Gerard Deulofeu, mentre tra gli avversari c’era Paul Pogba), poi la sua carriera non è decollata e deve ancora fare il salto di qualità, il Milan spera che possa arrivare nella sua esperienza in rossonero.

[Immagine presa da twitter.com]